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Come può un soffio di vento portare eccitazione e scompiglio in una cittadina e indurre una raccolta… inaspettata!? Ripercorriamo con un sorriso le vicende di Marcovaldo nel racconto “funghi in città” di Italo Calvino.

 

Una raccolta inaspettata

Operaio in una città del Nord, a cavallo tra gli anni 60 e 70, Marcovaldo è a capo di una famiglia numerosa che vive in un piccolo appartamento di città. Egli è un uomo di fatica, lavora in fabbrica e fa una vita decorosa ma modesta. Però ha una qualità speciale: è un grande osservatore del mondo che lo circonda, non il mondo di città con le sue luci, insegne, colori accecanti. Lui nota tutto quanto è speciale ed inconsueto: si sofferma sui particolari della natura, un buco di un tarlo su un tavolo o una buccia di un frutto sul marciapiede, quello che per gli altri in fondo è banale ma che per lui è oggetto di riflessione, di ascolto del proprio mondo interiore.

Una mattina, mentre aspetta il tram per recarsi in fabbrica, scorge in un’aiuola di un corso cittadino dei funghi, appena spuntati, dopo che una ventata di spore li ha condotti in questo posto inconsueto e una nottata umida li ha fatti germinare.

Mentre è al lavoro ci pensa e ci ripensa. Per lui, umile manovale, quella è un’occasione per far gustare alla moglie e ai suoi sei figli un piatto prelibato che altrimenti non potrebbe permettersi. Con l’immaginazione quasi ne segue il crescere lento ora dopo ora, il rigonfiarsi della polpa man mano che raccolgono l’acqua dal terreno. Ne esce anche un sentimento di preoccupazione che qualcun’altro se ne accorga. E ogni giorno, prima e dopo il lavoro, torna a controllare la loro crescita progressiva, mentre avvisa la famiglia che per pranzo la domenica seguente avrebbero degustato un piatto prelibato a base di funghi.

Quando finalmente arriva la domenica, dopo una notte di pioggia utile a farli crescere ancora, giunge il momento fatidico della raccolta, Marcovaldo porta felice tutta la famiglia a raccoglierli e scopre che i funghi sono nati un po’ dappertutto in città e tanta gente li sta raccogliendo. Così, nell’euforia generale, nessuno si preoccupa di chiedersi se sono buoni, anzi, man mano il tam tam della presenza dei funghi in città si diffonde sempre più fino a diventare una grande festa domenicale. La raccolta collettiva si risolve però in un ricovero generale in ospedale, dato che i funghi erano velenosi!

I protagonisti per fortuna se la sono cavata soltanto con una “lavatura gastrica” come scrive Calvino, ma purtroppo non va sempre così!

 

Delizia e rischio in tavola!

Ora a noi è ovvio che i funghi raccolti in un lembo di terra alla fermata di un tram potessero non essere commestibili! Ma il racconto ci ricorda che non dobbiamo mai abbassare l’attenzione su questo tema, visto che ogni anno in autunno in Italia le sindromi da avvelenamento da funghi colpiscono centinaia di incauti consumatori! Tutti sanno che i funghi potrebbero essere pericolosi e mortali, ma anche se lo sappiamo a volte non prestiamo sufficiente attenzione, specie se siamo inesperti: la tossicità dipende non solo dalla tipologia ma anche dal luogo di raccolta e dai metodi di cottura!

Se è vero che è necessario fare attenzione nello scegliere questi prodotti, tuttavia sarebbe un peccato eliminare i funghi dalla dieta, viste le loro sorprendenti qualità gastronomiche e proprietà nutrizionali. Forse non tutti sanno che ci sono delle istituzioni che spesso silenziosamente, come i funghi del resto, si occupano della vigilanza sui funghi che arrivano in tavola!

Al giorno d’oggi siamo certamente più fortunati e preparati dell’epoca di Calvino: ci sono centinaia di ispettorati micologici presso ogni provincia, nelle sedi ASL, che sottovoce lavorano per noi e offrono consulenza e controllo della commestibilità dei funghi raccolti da privati cittadini.

Oltre a ciò presso i centri micologici si effettuano consulenze sulla corretta modalità di conservazione e di utilizzo dei funghi commestibili ed il fondamentale controllo dei funghi destinati alla vendita, cosa che consente di poter star tranquilli quando anzichè coglierli nel bosco li acquistiamo presso il nostro negoziante di fiducia.

Fondamentale è anche la consulenza per il pronto soccorso in caso di sospetta intossicazione: riuscendo ad indentificare il fungo responsabile della intossicazione, possono coadiuvare il centro antiveleni che poi suggerisce il trattamento più appropriato.

Dott. Marco De Nardin

 

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