+39 041 8622245 info@med4.care
Seleziona una pagina

Sono le 7.00, la sveglia é suonata da poco e mentre tento pigramente di riconnettere al mondo, mi rigiro nel letto. Dove sarà il cellulare? Ho una mamma vicino al termine di gravidanza che ho visto ieri: qualche contrazione ce l’aveva, ma non mi sembrava molto convinta di partorire. Vediamo se c’è qualche novità. Finalmente trovo il cellulare – ha trovato pace a terra, dopo chissà che volo nella notte.
Menù….WhatsApp….Bingo!!!!

“Ciao Giulia, volevamo dirti che ieri sera è nata Veronica! Mamma Elisa e piccola stanno bene, siamo felici e ti portiamo nel cuore per tutto ciò che hai fatto per noi”

Leggasi: quando il buongiorno si vede dal mattino! Ogni volta che mi arrivano questi messaggi appena sveglia mi sembra di diventare un girasole ambulante, tanta la gioia.
Quanto è meraviglioso il lavoro che ho scelto?

“Il modo in cui siamo entrati nella vita rappresenta il fattore principale di come la viviamo” (Nathanielsz)

Le madri non sono le uniche responsabili della salute dei loro piccoli, ma ognuno di noi, tutta la società, dovrebbe mirare al benessere della donna e del nascituro durante la gravidanza, per assicurare salute alle generazioni future.
L’ostetrica però fa di più: vede i miracoli nell’immediato, aiutando la vita a venire con gioia alla luce. E tra chi fa questo lavoro ci sono io, che di fronte alla maestosità della vita e al fascino del concepimento sento confermarsi giorno dopo giorno la missionarietà della mia vocazione ostetrica e la mia capacità di empatia, di sciogliere nodi, far sì che le mamme abbandonino le loro paure, entrino in comunicazione con la loro creatura e si lascino andare alle contrazioni ossitociniche per avere un’esperienza endorfinica di gravidanza e parto.
Sapete che l’ossitocina, ormone deputato alle contrazioni dolorose del parto, è anche quello rilasciato durante un abbraccio, un bacio, un rapporto sessuale, un orgasmo? Le contrazioni ossitociniche altro non sono che onde di amore!
Un perineo che si lascia attraversare dal dolore é un perineo che non crea resistenza, che sboccia, si lascia visitare, si lascia “nascere”.
Partorire senza lacerazioni é possibile, il viaggio è lungo però: serve fiducia, serve ascolto, serve il coraggio di cambiare e di lasciarsi guidare, serve la volontà di scrivere un nuovo capitolo e perdonare e lasciar andare il passato. In poche parole, serve l’ostetrica, colei che ob-sta, che sta davanti a te.

Sorrido mentre sorseggio il mio caffè.
Brave mamme!
La forza dell’amore è sempre e comunque più disarmante di ogni altra; spesso bastano anche due ore fatte bene a ridosso della scadenza del termine per indurre ossitocina endogena: non è vero, Elisa?

Dott. ssa Giulia Fornasier, ostetrica