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Sono in questi giorni impegnato, come molti, nell’assistenza dei pazienti ricoverati, tra cui molti affetti da COVID19. Dall’esperienza personale di queste prime settimane mi sento di condividere qualche pensiero che possa aiutare noi stessi e le nostre famiglie. Li ho divisi per temi.

LA LUCE e L’ARIA

In questi giorni, più che in altri, abbiamo bisogno di stare, anche per pochi minuti, alla luce del sole e respirare aria non condizionata. Molti di noi, già nella routine, lavorano in ambienti privi di questi elementi (in questi giorni tra l’altro migliora la qualità dell’aria e aumentano rapidamente le ore di luce). Prima di salire in auto o prima di entrare nella sede di lavoro fermiamoci 4-5 minuti all’aperto, guardiamoci attorno, osserviamo. Se alla mattina non siamo di turno o usciamo al pomeriggio, anche al crepuscolo, una breve passeggiata è di aiuto. In casa finestre spalancate nelle ore più tiepide.

 

IL CIBO

Non ha senso ed è controproducente correre a rifornire le dispense, magari in supermercati affollati. Acquistiamo il necessario per 3-4 giorni, possibilmente nel negozio più vicino a casa o, se si ha la fortuna, si chieda di poter avere la consegna della spesa a domicilio. Non dobbiamo essere privilegiati ma un po’ tutelati e aiutati.

Acquistiamo ingredienti basilari e dedichiamo un po’ di tempo alla preparazione del cibo. Ci hanno martellato per anni con trasmissioni e siti di cucina. Bene, ora è il momento di trascorrere più tempo a preparare pasti semplici, ad esempio i nostri tradizionali. Diventerà paradossalmente un’attività defaticante. Ricordiamoci di alimentarci e bere sufficientemente (nelle tute e mascherine si suda e traspira moltissimo): una volta tanto ricordiamolo a noi stessi, e non solo ai più anziani d’estate!

 

LA TV E I SOCIAL MEDIA

Facciamone poco uso, ma intelligente. È spesso istintivo, alla fine del turno lavorativo, incollarsi anche per ore ai social media o restare sintonizzati sui telegiornali non stop per seguire l’evolvere della situazione. Non è vantaggioso, noi abbiamo il polso, più di altri, della situazione reale sanitaria. Nel migliore dei casi rimanere costantemente “connessi” aumenta la quota di ansia e stress-psichico, disturba il ritmo del sonno, sottrae tempo alla cura di noi stessi. Usiamo la TV per rivedere qualche film nel tempo libero, usiamo gli smartphone, le webcam e le piattaforme social per parlare un po’ con i nostri cari che non possiamo, per ora, incontrare. Teniamoci aggiornati, magari leggendo di tanto in tanto il quotidiano.

 

LA MUSICA

Bene. Benissimo. Cerchiamo, acquistiamo, ascoltiamo molta musica. Per chi ha la fortuna di saperla suonare lo faccia. La nostra preferita ci rassicura e ci dà la carica per affrontare il turno (possiamo tenerla con discrezione in sottofondo nei nostri studi), quella per noi nuova diventerà la colonna sonora di questi giorni che riascolteremo tra qualche tempo forse con una emozione incredibile.

 

I FARMACI, LA MEDICINA

Teoricamente abbiamo accesso a quasi ogni farmaco e tendiamo spesso ad auto-prescriverci. Evitiamolo il più possibile. Chiediamo un rapido parere ad un Collega, ci darà sicuramente un consiglio più obbiettivo.

Può essere un momento utile per ripassare alcune nozioni mediche teoriche e pratiche fondamentali per il trattamento di questi pazienti che magari trattavamo poche volte in un anno. Non ce le dimenticheremo mai più.

Troveremo molti Colleghi stanchi, nervosi, ansiosi, poco disciplinati, anche quelli che di solito sono quasi impeccabili. Rispettiamoci, salutiamoci, noi per primi. I sorrisi verranno poi.

 

GLI AFFETTI, LA FAMIGLIA, GLI AMICI

È la nostra ricarica energetica quotidiana, per cui dobbiamo “attaccarci” a loro, almeno per poco ogni giorno. Magari con una telefonata o un messaggio, dato che per un po’ di tempo non li vedremo tutti i giorni di persona. Condividiamo le paure, i bisogni, le speranze, non temiamo di chiedere, se necessario, qualche piccolo aiuto .

 

La primavera è alle porte.

Dottor PC, medico di medicina interna