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Pietro amava il tennis. Ora ha “appeso la racchetta al chiodo”.

Antonio ha lavorato per 30 anni come contadino. Ora deve delegare molti lavori.

Giacomo era un operatore socio sanitario. Ora svolge mansioni ridotte.

Maria era una nonna molto attiva. Ora non riesce più a giocare con i nipotini.

Rosa gradiva l’acqua frizzante. Ora beve quella del rubinetto.

Rossella era una cuoca. Ora compra la pasta fresca al supermercato.

Per molte persone queste frasi possono sembrare prive di senso. Un adulto su quattro, probabilmente, avrà una storia simile da raccontare. La sindrome della spalla dolorosa colpisce, infatti, dal 10 al 26% della popolazione adulta. La spalla è un’articolazione fondamentale nella nostra vita quotidiana, poichè permette all’arto superiore e alla mano di muoversi nello spazio rapidamente e in libertà.

 

Qual è la causa del dolore alla spalla?

In passato tutte le sintomatologie dolorose alla spalla venivano inglobate in un’unica diagnosi e che in maniera generica e aspecifica  veniva chiamata periartrite. Attualmente la medicina è molto più precisa nello stabilire la cause di tale affezione; tra le più frequenti vengono individuate:

  • la sindrome da conflitto-acromiale;
  • la rottura dei tendine della cuffia dei rotatori;
  • l’artrosi scapolo-omerale.

La terminologia è difficile, ma ne parleremo più chiaramente nei successivi articoli.

 

Quanto fa male?

Il sintomo più importante è sicuramente il dolore associato ad un deficit di forza del braccio e della mano.  Il dolore è una spiacevole esperienza sensitiva ed è soggettivo. Varia da persona a persona. Nella maggior parte dei casi, però, il dolore è di tipo cronico e può durare per mesi, irradiarsi dalla base del collo fino al gomito, accentuarsi durante le comuni attività quotidiane  che coinvolgono il braccio: operazioni semplici quali vestirsi, pettinarsi, lavarsi possono risultare molto difficoltose per le persone che soffrono di sindrome della spalla dolorosa.

Il dolore può manifestarsi anche a riposo e durante la notte, non consentendo un sonno adeguato. Il dolore, se non adeguatamente controllato può avere un impatto negativo sulla vita della persona, rendendo difficoltose le relazioni interpersonali.

 

Cosa fare in caso di dolore alla spalla?

Bisogna evitare i rimedi casalinghi e l’uso improprio di farmaci con azione antidolorifica/antinfiammatoria e recarsi dal medico di famiglia che, dopo un esame obbiettivo ed un anamnesi, può prescrivere degli esami diagnostici-strumentali come una radiografia e una risonanza magnetica della spalla e indirizzare il paziente verso lo specialista ortopedico della spalla.

 

Cosa farà l’ortopedico della spalla? Il trattamento conservativo

L’ ortopedico della spalla consiglierà il trattamento più opportuno in base all’entità del problema. In genere, il primo approccio è quello conservativo: consiste nell’assunzione di antinfiammatori e/o infiltrazioni articolari di cortisonici o di acido ialuronico, associati ad un percorso di  riabilitazione di tipo fisico per recuperare pienamente la mobilità della spalla e ridurre il dolore. Quando fallisce il trattamento conservativo, il paziente deve essere indirizzato verso un trattamento chirurgico. 

 

L’intervento chirurgico è molto invasivo? 

Attualmente il trattamento chirurgico più efficace e moderno è quello in artroscopia, un’operazione a ridotta invasività che si avvale dell’uso di una telecamera. La durata è variabile in base al tipo di problema, e varia da 20 a 60 minuti circa. 

 

 

Dott. Sabri Dlimi, ortopedico