Tocilizumab

Tocilizumab

Tocilizumab: Che cos’è

Tocilizumab è un farmaco immunosoppressore, cioè un farmaco che serve a deprimere la risposta immunitaria dell’organismo. La classe farmaceutica è quella degli anticorpi monoclonali. È stato sviluppato dall’azienda farmaceutica La Roche.

 

Come funziona?

È un farmaco che agisce selettivamente contro il recettore dell’interleuchina 6 (IL-6). Questa è una citochina che gioca un ruolo importante nella risposta immunitaria ed è implicata nella patogenesi di varie malattie, quali quelle autoimmuni.

 

Impieghi terapeutici

Il farmaco è stato studiato ed impiegato con buon effetto principalmente per il trattamento dell’artrite reumatoide e dell’artrite idiopatica giovanile sistemica, una grave forma di artrite reumatoide dei bambini. Recentemente è stato suggerito il suo impiego nel trattamento della polmonite severa da Coronavirus.

 

tocilizumab-coronavirus

 

Impiego nella polmonite da Coronavirus: il razionale

La gravità della polmonite da Coronavirus sembra caratterizzata dall’eccesso di risposta immunitaria da parte dell’organismo nei confronti del virus più che dal danno virale alle cellule del polmone. Di conseguenza sono stati sperimentati nel trattamento della grave polmonite da Coronavirus dei farmaci anti-infiammatori con discreto successo. Questo riscontro ha suggerito l’impiego per questa malattia di un farmaco immunosoppressore come il Toclizumab, che era stato già utilizzato in casi sporadici nell’interessamento polmonare di patologie autoimmuni, in particolare in quelle da artrite reumatoide (1) o da sindrome di Sjogren (2). Sono tuttora in corso sperimentazioni per verificarne l’efficacia in tal senso.

 

Come si somministra?

In una unica somministrazione endovenosa.

 

tocilizumab-soluzione-endovenosa

 

Sperimentazione

Segnaliamo che ad oggi, 12/3/2020, non sono stati ancora eseguiti studi scientifici seri o pubblicazioni ufficiali riguardo l’utilizzo del Tocilizumab nella polmonite da Coronavirus, perché non vi è il tempo di eseguire degli studi scientifici seri al riguardo. Pertanto i dati che stiamo fornendo sono assolutamente dei TENTATIVI SPERIMENTALI ALLA CIECA in un contesto di grave necessità clinica, che giustifica la mancanza di metodo scientifico ufficiale utilizzato in questi casi.

Finora il Tocilizumab è stato utilizzato in Cina, dove sono stati trattati 21 pazienti che hanno mostrato un miglioramento nelle prime 24-48 ore dal trattamento.

In Italia è stato utilizzato per trattare 2 pazienti che hanno mostrato incoraggianti miglioramenti.

Dati questi risultati, è stata decisa una sperimentazione su larga scala nella quale sono coinvolti come capofila gli ospedali Sacco di Milano, Spallanzani di Roma e Policlinico di Padova. Attualmente il farmaco sta per essere distribuito nelle varie rianimazioni satellite che fanno capo a questi ospedali. Stiamo affilando le armi!

È stato da poco reso noto che l’azienda la Roche, che produce il Tocilizumab, ha offerto la fornitura del farmaco a titolo gratuito per la sperimentazione in corso (8).

 

tocilizumab-sperimentazione

 

AGGIORNAMENTO: 

È stato comunicato in data 17/3 che il 19/3 inizierà ufficialmente la sperimentazione con studio randomizzato su 330 pazienti. Attendiamo fiduciosi gli sviluppi che immagino ci daranno delle risposte preliminari sulla reale efficacia in 1-2 settimane al massimo.

Perché solo 330 pazienti? 

Perché questo è il numero di pazienti (campione) che è stato calcolato sufficiente per verificare una reale differenza. In termini tecnici si chiama affidabilità statistica: se fuzionerà su questo numero di pazienti c’è una altissima probabilità che allora funzionerà su tutti i pazienti. Se invece non dovesse dare risultati efficaci sui 330 pazienti, allora è inverosimile che possa funzionare su numeri più ampi.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

Bibliografia:

(1) http://apjai-journal.org/wp-content/uploads/2020/01/AP-050819-0616.pdf

(2) https://casereports.bmj.com/content/2015/bcr-2014-209076.long

(3) Assessment report for RoActemra (PDF), European Medicines Agency

(4) Roy Fleischmann et al., LITHE: Tocilizumab Inhibits Radiographic Progression and Improves Physical Function in Rheumatoid Arthritis (RA) Patients (Pts) at 2 Yrs with Increasing Clinical Efficacy Over Time, ACR, 2009

(5) RoActemra approved in Europe to treat patients suffering from Rheumatoid Arthritis

(6) S. Yokota, T. Tanaka; T. KishimotoEfficacy, safety and tolerability of tocilizumab in patients with systemic juvenile idiopathic arthritis., in Ther Adv Musculoskelet Dis, vol. 4, nº 6, dicembre 2012, pp. 387-97, DOI:10.1177/1759720X12455960

(7) Cotugno:esiti incoraggianti da una terapia sperimentale contro il Covid-19, su napolitoday.it, 8 marzo 2020

(8) https://www.ilfoglio.it/dalla-flaminia-a-mountain-view/2020/03/12/news/il-farmaco-tocilizumab-usato-contro-gli-effetti-del-coronavirus-gratuito-per-gli-ospedali-306367/

Questo articolo ha 7 commenti.

  1. ItaliaUna

    Massima stima per voi, ma mi sembra il caso di rivedere la lista degli ospedali in prima linea, dite che fate informazione a 360° e onesta.
    Allora non lasciamo prenderci da facili campanilismi.
    L’Italia è UNA.

    1. Non abbiamo capito il significato della critica. Gli ospedali sono tutti in prima linea. Forse lei si riferisce al termine “capofila”. Spieghiamo cosa significa, così nessuno si offende. Quando si svolge uno studio multicentrico (su più ospedali, detti centri), vengono sempre identificati degli ospedali di riferimento che raccolgono i dati e le informazioni e svolgono l’azione di coordinamento, perchè nessuno vada per conto proprio. Questi sono appunto gli ospedali capofila che abbiamo menzionato. Chiediamo scusa se ogni tanto utilizziamo dei termini tecnici mascherati da termini del linguaggio comune. Non fatevi però annebbiare dalle singole parole che vengono utilizzate: andate in cerca del senso delle cose che diciamo, dei significati piuttosto che delle singole affermazioni, sennò per spiegare le nostre scelte rischiamo di produrre meno contenuti 🙂

      1. ItaliaUna

        Nessuna critica dottore.
        La comunicazione verso i non del mestiere è territorio minato. Se si utilizzano termini tecnici si dà e si deve dare in contemporanea anche la spiegazione.
        E più si è sotto i riflettori più contano le parole, mi spiace contraddirla.
        Nel post si evince: “ci sono ospedali che per primi sperimentano questo farmaco”: e ciò è errato.
        La sperimentazione nasce dalla collaborazione di Cina, Italia (da Napoli, dov’è stato sperimentato sui primi pazienti, a Roma, al nord Italia dove ovviamente si testerà su maggior numeri per forza di cose), AIFA, ROCHE e così via.
        È una macchina armoniosa che si deve muovere integralmente e tutta insieme e lo sta facendo.
        Buon lavoro.

  2. Sonia

    Come diceva Lei: dev’essere il “Trionfo della Solidarietà”… Bravi!..

  3. Virginia

    Grazie che bella notizia

  4. carlo

    Ci auguriamo di ottenere a breve dei risultati preliminari degli studi in corso eseguiti con i criteri previsiti nelle sperimentazioni cliniche( studio randomizzato in doppio cieco o in aperto su qualche decina di pazienti in stadio di malattia definito). Si sta assistendo purtroppo “al fai date” in molti centri ospedalieri nell’uso di alcune terapie come quella con TOCILIZUMAB senza attendere almeno qualche risultato preliminare.

    Buon lavoro a tutti noi operatori sanitari

    1. Già, Carlo, grazie della puntualizzazione. Purtroppo non ci si deve mai stancare di far capire che queste sperimentazioni sono attualmente non ancora controllate e basate solo su risultati preliminari parziali. Buon lavoro anche a te! A tale proposito consiglio di andare a vedere il nostro articolo “Lo studio scientifico” per capire bene la differenza tra lo studio scientifico, randomizzato, etc, come quello che ha menzionato De Gregorio e degli articoli tipo Case Study.

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