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Volete una perfetta igiene intima? Bisogna rinunciare alla biancheria intima “particolare”, o per lo meno ridurla allo stretto uso necessario per le situazioni più intriganti.

Se desideriamo infatti che l’igiene intima sia ottimale ed evitare gli spiacevoli inconvenienti di infezione da funghi e batteri, per esempio, pizzo, multicolor sintetico e merletto vanno lasciati ben riposti nel cassetto!

Questo perchè gli elementi che riducono la probabilità di proliferazione di micro-organismi sono la traspirabilità degli indumenti e la lavabilità ad alte temperature per ridurre la quantità di germi.

Traspirabilità degli indumenti

La salute della zona genitale è in diretta relazione alla traspirabilità degli indumenti che la ricoprono. Bisognerebbe evitare perciò i materiali che non permettono alla zona di “prendere aria” come il sintetico, il nylon, etc.

Uno studio epidemiologico condotto nel 2003 in Italia ha verificato infatti come l’utilizzo di biancheria intima di tipo sintetico sia correlato con un aumento di probabilità di sviluppo di candidosi. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12932875 )

Occorre quindi selezionare l’uso delle calze di nylon alle circostanze più opportune!

Lavabilità ad alte temperature

Quanto al lavaggio della biancheria intima, se possibile è bene che vengano utilizzate alte temperature, tra i 60 e i 90 gradi, per ridurre in modo significativo la quantità di batteri e funghi presenti nella zona che potrebbero trovare nei nostri indumenti intimi non perfettamente puliti degli inattesi alleati per la loro proliferazione. Quei materiali che non sono lavabili ad alte temperature non sono il top per la zona intima. Ed in questo caso sono il nylon, pizzo e merletti  i principali indagati da indossare con parsimonia!

Cotone o seta?

Qual è l’intimo più adatto allora per un utilizzo costante? Le due migliori scelte sono la biancheria in cotone e quella in seta, entrambe traspiranti. Ma dovendo scegliere ulteriormente, quale delle due risulta più efficace per contrastare la proliferazione degli ospiti indesiderati? Uno studio condotto sempre in Italia su donne che avevano una candidosi vulvovaginale ricorrente ha messo a confronto la biancheria intima di seta contro quella tradizionale in cotone, ed è emerso che le donne che utilizzavano la biancheria di seta avevano meno fastidi e complicanze dovute a candida rispetto a quelle che indossavano il cotone! (https://www.alpretec.com/content/uploads/images/Dermasilk%20Intimo/Studi%20dsi/AbstractCandidosi%20webOK.pdf)

Tutto sommato, buone notizie! Anche se rinunciamo al nylon, al pizzo e al multicolor, abbiamo pur sempre la seta come nostra alleata, per renderci più desiderabili e contemporaneamente tenerci alla larga dai fastidi!

Dott. ssa Giulia Fornasier