Il Coronavirus nel mondo: la Svezia

Il Coronavirus nel mondo: la Svezia

L’epidemia di Coronavirus è diventata una pandemia e colpisce tutte le nazioni. Ciascuno stato risponde in modo diverso con misure dedicate e ognuno si comporta in modo differente. Facciamo quindi una panoramica di quello che succede anche nelle altre nazioni e vediamo, in questo articolo, quali sono le strategie attuate della Svezia per fronteggiare l’epidemia.

 

Una decisione controcorrente

Contrariamente agli altri stati d’Europa, il premier di Svezia, Stefan Lofvren, aveva deciso di lasciare aperte tutte le attività produttive. Egli ha messo al bando soltanto gli assembramenti di un gran numero di persone, come per l’esempio gli eventi sportivi. Questo nell’ottica di tentare di applicare il principio della “immunità di gregge”, ovvero fare in modo che si infetti la maggior parte della popolazione adulta, quelli meno sensibili al virus. Questo avrebbe dovuto produrre un duplice risultato.

  • Da un lato fare infettare solo la popolazione più giovane, quindi meno a rischio, per fare in modo che il virus si diffondesse tra la popolazione senza enormi contraccolpi a livello sanitario, vista la minore gravità media dell’infezione in questi soggetti.
  • Dall’altro proteggere le categorie a rischio di malattia grave, e quindi di impatto sul sistema sanitario, cioè gli anziani.

Era una scommessa molto pericolosa ma comunque interessante per vedere se potevano esistere delle strategie alternative a quella della chiusura. Di questo tipo di strategie alternative avevamo già parlato in un altro articolo che vi ricordiamo. Del resto, occorre trovare una quadra tra l’entità delle misure di contenimento e di restrizione delle libertà personali e la sostenibilità a lungo termine delle stesse.

Questa politica di contenimento del contagio aveva sollevato perplessità tra la popolazione, ma per il momento sembrava dare discreti frutti. Tra i vari stati del mondo la Svezia ha una politica diversa nei confronti del Coronavirus, e sembra produrre un risultato ancora accettabile in termini di salute.

 

Cambio di rotta per il Coronavirus in Svezia?

Tuttavia nei primi giorni di aprile il numero di contagi è salito in maniera significativa. A Stoccolma il numero dei contagi è raddoppiato. La strategia pareva non essere più sostenibile. Il Corriere della Sera riportava il 5 aprile la notizia che l’esecutivo di minoranza guidato dal premier socialdemocratico aveva pronta una proposta di legge che lo avrebbe autorizzato a prendere dei provvedimenti senza l’approvazione del Parlamento. Questa proposta necessitava però del sostegno dell’opposizione.

Così mentre il premier si ostinava con la linea morbida per evitare la chiusura delle attività produttive, il vento pareva cambiare, tanto da costringere probabilmente a breve i politici svedesi a fare lo stesso cambio di rotta già messo in atto in precedenza da Regno Unito e Stati Uniti. Si immaginava che presto si sarebbero adeguati alle misure di contenimento già adottate nel resto del Continente, quale unica strategia percorribile per il contrasto alla pandemia.

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Dott. Marco De Nardin