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Tra i vari incontri poco raccomandabili che si possono fare in mezzo al mare oggi scopriamo quello con la tracina, detta anche “pesce ragno”.

E’ davvero così pericoloso come si racconta? Si può evitare? E cosa si deve fare in caso di puntura? Scopriamolo insieme in questo articolo.

 

Un po’ di geografia

La tracina ha per habitat ideale il mar Mediterraneo, la si può trovare anche nel Mar Nero, nelle acque atlantiche europee, dalla Scozia alle isole Canarie, lungo le coste dell’Africa occidentale e nelle acque del Cile.

 

Le abitudini

Il pesce ragno vive in acque profonde tra i 10 e i 100 metri, a seconda della stagione dell’anno, tuttavia nel periodo estivo preferisce restare in superficie, per poi migrare verso profondità maggiori in inverno. In genere si adagia sui fondali sabbiosi e/o fangosi, anche vicino agli scogli, e vive semisepolta. E’ proprio in questa situazione che è possibile incontrarla, nelle acque basse e in mezzo alle rocce.

 

Come faccio a riconoscerla?

La tracina appare di forma allungata, il suo corpo è compresso sui fianchi e può raggiungere i 40 cm di lunghezza. E’ di colore giallo grigiastro nella zona del dorso e, sui fianchi, presenta delle striature diagonali. Il ventre presenza colorazione più chiara rispetto al resto del corpo. E’ famosa per il veleno contenuto a livello dei raggi della spina dorsale e sulle spine localizzate in prossimità degli opercoli.

 

Cosa accade se mi punge?

Avvertirò tanto dolore? Si, la puntura di tracina fa proprio male!

Il dolore sarà violento e immediato, di tipo urente e progressivo, si irradierà rapidamente alle zone vicine alla puntura. Per esperienza personale, dopo essere stata punta a livello della pianta del piede destro, ho avvertito dolore anche al polpaccio destro. Non riuscivo a nuotare e sono stata soccorsa in acqua. Tremavo, avevo nausea, ho rischiato una sincope. Il dolore, se pur di ridotta entità rispetto al momento della puntura, si è protratto per diversi giorni.

 

Il veleno è mortale?

Con la puntura, la tracina inietta molecole tossiche di natura proteica, tra cui la dracotossina. Nel mix velenifero sono presenti anche l’istamina e la serotonina. Ma che linguaggio complesso… In parole semplici possiamo dire che il veleno che la tracina secerne attraverso delle ghiandole velenifere non è di tipo mortale.

 

Esiste un rimedio?

Esiste un antidoto, ma è stato sperimentato solo in pochi casi; per questo difficilmente lo si trova nei punti di primo soccorso.

 

Allora cosa fare?
  • E’ importante pulire bene la ferita da eventuali frammenti di spine.
  • E’ opportuno immergere immediatamente la zona in acqua calda, con una temperatura compresa tra i 37 e i 40 gradi, poiché la tossina è termolabile e viene disattivata dal calore.

  • Qualora l’acqua non fosse disponibile, si può coprire la zona con sabbia calda.

Fondamentale il fattore tempo, prima si agisce, maggiori sono le probabilità di successo.

 

Evitiamo i rimedi ‘Fai da te’!

Avoid Do-it-yourself remedies

Sono venuta a conoscenza di abitudini comuni di spegnere una sigaretta sulla zona della puntura, di urinare sulla lesione, di applicare lattice di euforbiacee (ALTAMENTE TOSSICO!!!). Tutti questi rimedi non sono efficaci. E’ più opportuno contattare il medico che in caso può prescrivere profilassi antibiotica e antitetanica, cortisonici e analgesici!

 

Prevenire è meglio che curare…

Per evitare spiacevoli contatti con le tracine, consiglio di indossare delle calzature idonee, quali scarpette o sandali in gomma, prima di entrare in acqua.

Imparare a identificarle fa sì che non si tocchino accidentalmente con le mani. Ricordiamo ai bambini di non toccare mai i pesci e gli animali marini in genere, specialmente se appaiono non spaventati da noi, perchè in quel caso significa che sanno adeguatamente difendersi!

 

“Tu m’ hai provocato e io me te Magno!”

Ebbene si, la tracina è commestibile! Dal punto di vista nutrizionale ha un valore energetico che si aggira intorno alle 96 Kcal per 100 gr di prodotto. E’ un prodotto ittico particolarmente ricco di grassi polinsaturi quali l’omega 3, principale alleato per un buon funzionamento cardiovascolare, e di proteine. E’ ottima nella zuppa, alla piastra e in umido! Se non è riuscita a pungerci, beh… non ci resta che gustarcela!

Bibliografia

 

Dott.ssa Erica Astolfi
Infermiera
Med4Care