Indice glicemico delle carote. Scopriamo di quanto aumenta la glicemia

Indice glicemico delle carote. Scopriamo di quanto aumenta la glicemia

La carota è un alimento a basso indice glicemico. Scopriamo di quanto aumenta la glicemia dopo l’assunzione di una porzione di carote

 

In questo articolo ci occupiamo di conoscere quanto aumenta lo zucchero nel sangue (glicemia) dopo l’assunzione di una porzione di carote.

 

La glicemia aumenta dopo l’assunzione di una porzione di carote

Cosa accade quando si mangia una porzione di carote? Come aumenta la glicemia dopo la loro assunzione? Per comprenderlo meglio seguiamo cosa accade all’alimento nel processo digestivo.

L’alimento, dopo la masticazione, arriva nell’apparato digerente dove viene man mano scomposto nelle sue componenti principali, i carboidrati, le proteine e i lipidi.

Man mano queste componenti del cibo vengono assimilate dall’intestino e riversate nel torrente circolatorio. E’ così che i carboidrati contenuti nelle carote entrano nel nostro sangue e tendono ad aumentare il livello di carboidrati nel sangue (=zuccheri nel sangue, =glicemia).

Ma di quanto aumenta la glicemia dopo aver assunto carboidrati provenienti dalle carote? E’ la stessa cosa mangiare 100 g di carboidrati provenienti dalle carote oppure dalla pasta? Beh, si tratta sempre di carboidrati e della stessa quantità, giusto!?

Ebbene, per quanto sorprendente, i carboidrati non sono tutti uguali nella capacità di innalzare il livello di zucchero nel sangue!

Seguiamo un breve esperimento per capire come verificarlo e come mai questo accade.

 

Un esperimento: misuriamo la glicemia dopo l’assunzione di una quantità fissa di carote

Per poter fare un esperimento prendiamo una quantità di carboidrati fissa per esempio 50 g. Ora vogliamo stabilire come questi 50 g di carboidrati provenienti dalle carote possono aumentare la glicemia.

Quante carote bisogna assumere per assumere 50 g di carboidrati?

Ora cerchiamo di capire quante carote bisogna assumere per mangiare 50 g di carboidrati. Guardiamo alla composizione in nutrienti delle carote: 100g di carote crude contengono circa 7g di carboidrati.

Per poter assumere 50 g di carboidrati con le carote vediamo ora quante carote bisogna assumere.

Se 100 g di carote contengono 7 g di Zuccheri (Carboidrati), quante carote bisogna mangiare per assumere 50 g di zuccheri? Ecco la frase descritta in termini matematici con una proporzione:

100 g carote : 7 g carboidrati = x g carote : 50 g carboidrati

Risolviamo ora l’equazione dove “X” è la quantità di carote da assumere:

 x = 100 * 50 / 7 = 714 g di carote

Quindi per poter assumere 50 g di zuccheri con le carote, bisogna mangiare 714 g di carote, una porzione enorme!

 

Come si crea la curva di carico di glucosio per le carote?

Ora vediamo cosa accade alla glicemia quando si mangiano 714 g di carote, che contengono 50 g di carboidrati.

Prepariamo un grafico in cui mettiamo in ascissa il tempo e in ordinata la quantità di Glucosio in eccesso rispetto allo stato basale:

curva da carico indice glicemico carote

 

Ora, al tempo zero, mangiamo 714 g di carote che contengono 50 g totali di zuccheri. A partire dal tempo zero misuriamo, momento per momento, di quanto aumenta la glicemia nel sangue. Ed ecco comparire dopo un po’ dal tempo zero, nel nostro grafico, un innalzamento della quantità di glucosio nel sangue dovuta all’assorbimento dei carboidrati provenienti dalla carota, segnata nel grafico con il pallino rosso o con il pallino giallo. Si costruiscono due curve distinte, una per le carote crude e una per quelle cotte, perchè i risultati sono molto differenti:

curva carico glicemia carote indice glicemico

 

Man mano che passa il tempo continuiamo a fare dei prelievi del sangue e a misurare la glicemia finchè otteniamo una curva di questo tipo:

curva da carico carote glicemia indice glicemico

Ecco qui sopra, il grafico, nel tempo, di come si modifica la glicemia per via dell’assunzione di 50 g di carboidrati provenienti dalle carote crude e cotte, rispettivamente.

L’area in rosso evidenzia l’area al di sotto della curva della glicemia in eccesso rispetto alla glicemia basale.

curva da carico carote glicemia indice glicemico

 

Confronto tra la curva del glucosio nelle patate e quella del glucosio nello zucchero puro

Ora abbiamo visto come si modifica la glicemia dopo aver mangiato delle patate. Ma è una modifica significativa o di poco conto? E’ per fare questo confronto che è stato introdotto il concetto di indice glicemico.

Vediamo qui un confronto tra la curva in rosso, della glicemia modificata dall’assunzione delle patate, e la curva in azzurro, della glicemia modificata da un carico di zucchero.

indice glicemico carote confronto zucchero

 

Il rapporto tra l’area in rosso, sotto la curva della carota cruda oppure quella in giallo, sotto la curva della carota cotta, e quella in azzurro, sotto la curva dello zucchero puro, si chiama INDICE GLICEMICO ed identifica qual è la velocità con cui cambia la glicemia dopo l’assunzione di un determinato alimento. Per maggiori dettagli possiamo vedere questo articolo:

 

Qual è l’indice glicemico delle carote?

Ora il rapporto tra l’area in rosso della carota cruda e quella in azzurro del glucosio è 41. Quindi le carote crude hanno un indice glicemico di 41, per lo meno quelle crude.

Ora il rapporto tra l’area in arancione della carota cotta e quella in azzurro del glucosio è 90. Quindi le carote cotte hanno un indice glicemico di 90.

Giusto per un rapido confronto, gli alimenti si dividono in quelli che hanno un indice glicemico BASSO (fino a 55, MEDIO (tra 55 e 69 , ELEVATO (superiore a 70).

Nel caso della carota cruda, con indice glicemico di 41, abbiamo un indice glicemico basso.

Nel caso della carota cotta, con indice glicemico di 90, abbiamo un indice glicemico elevato.

 

Significato dell’indice glicemico delle carote

Le carote sono, da crude, un alimento che possiede un indice glicemico molto basso e davvero indicate per chi ha problemi di glicemia. Le carote cotte invece hanno un elevato indice glicemico: la cottura della carota produce una maggiore idratazione e gelatinizzazione dell’amido con le alte temperature e di conseguenza un aumento dell’indice glicemico.

 

Dott. ssa Ginevra Mochi, dietista

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