Che cosa sono gli anticorpi?

Che cosa sono gli anticorpi?

In questo articolo scopriamo che cosa sono gli anticorpi.

 

Le minacce esterne, le difese e il ruolo degli anticorpi

Gli esseri viventi sono legati tra loro in una complessa rete di relazioni. Le interazioni reciproche fra i viventi sono sia di collaborazione reciproca che di lotta per la sopravvivenza.
Per questo, gli organismi si sono evoluti dedicando grande attenzione all’identificazione ed alla neutralizzazione delle minacce esterne, che possono arrivare da altre specie.

Il sistema immunitario è proprio quel complesso insieme di cellule e processi che ha lo scopo di proteggerci dalle minacce esterne e, nel caso, di scatenare una battaglia per difenderci. Gli anticorpi sono tra le armi principali utilizzate in queste battaglie.

 

Da dove originano gli anticorpi? Dai globuli bianchi, l’esercito in battaglia

Gli anticorpi sono le armi di difesa prodotte e utilizzate dall’Esercito del nostro corpo per combattere i nemici. L’esercito è costituito da una serie di truppe variamente organizzate che si chiamano globuli bianchi, o linfociti.

Man mano che gli scienziati studiano come funziona il nostro esercito identificano le varie cellule immunitarie con le loro specializzazioni. Ci sono quelle che lottano all’arma bianca, corpo a corpo col nemico, quelle che scagliano giavellotti, le truppe di supporto nelle retrovie che portano i rifornimenti, e così via.

Gli anticorpi sono quei giavellotti che vengono scagliati contro i nemici e li indeboliscono prima dell’assalto all’arma bianca.

 

La scoperta degli anticorpi

Nel 1890, due scienziati di nome von Behring e Kitasato riportarono per la prima volta l’esistenza di un agente nel sangue in grado di neutralizzare la tossina della difterite. L’anno seguente, questo agente aveva preso il nome di anticorpo, come fosse creato appositamente per combattere in modo specifico un nemico. 

A partire da quegli studi si è compreso come la risposta immunitaria sia specifica nei confronti di ogni nemico.

Ogni diverso agente esterno al nostro corpo, (batterio, virus, fungo, etc) ha una superficie caratteristica, un po’ come ogni essere umano ha delle caratteristiche univoche sul proprio volto o sui propri polpastrelli, che ci permettono di prendere le impronte digitali.

Queste caratteristiche univoche sulla superficie sono determinate da proteine, che chiamiamo antigeni. Gli antigeni possono essere riconosciuti dalle cellule del nostro sistema immunitario. E’ contro queste proteine, presenti sulla superficie degli intrusi, che il sistema immunitario si attiva e produce gli anticorpi. Gli anticorpi sono come delle forchette che infilzano perfettamente queste proteine degli intrusi e ci si legano perfettamente in modo stabile.

 

anticorpi

 

Così facendo, gli anticorpi ricoprono gli agenti patogeni che non riescono più a svolgere le loro azioni e possono venire via via neutralizzati dalle altre cellule del sistema immunitario.

 

Come vengono prodotti gli anticorpi?

Il meccanismo di produzione degli anticorpi non è stato definito ancora in modo univoco. Ancora si studia quali siano le modalità con cui viene prodotto il primo anticorpo, diciamo la “matrice”. Una volta che è stato scoperto e prodotto l’anticorpo “matrice”, le cellule in grado di sintetizzarlo si moltiplicano e formano delle linee cellulari, le plasmacellule, in grado di produrre anche 1000 anticorpi al secondo, una sorta di fabbriche di anticorpi che lavorano a pieno regime per l’industria bellica.

 

La memoria immunitaria

Quando il nemico viene sconfitto l’armata si disperde perché non è più necessario avere così tanti linfociti in circolo, ma non del tutto. Infatti, una piccola parte di questi soldati viene preservata in maniera tale da rendersi disponibile in caso di un nuovo attacco da parte di quello specifico intruso.

Così facendo si dice che si sviluppa una memoria immunitaria, che sarà in grado di reagire prontamente in caso di necessità e moltiplicarsi per ricreare l’intero esercito.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

 

Bibliografia:

 

Per approfondire:

 

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