Coronavirus: lo strano caso della Germania

Coronavirus: lo strano caso della Germania

Il Coronavirus sembra essere democratico, tranne che in alcuni stati, che risultano inspiegabilmente risparmiati dalla violenza dell’epidemia. Uno di questi è il caso della Germania, vediamo di analizzarlo insieme.

I dati tedeschi

Riportiamo qui una tabella con il riassunto dei dati tedeschi dall’inizio dell’epidemia ad oggi.

Come possiamo notare nella tabella, risulta una quantità di casi critici inesistente e una quantità di decessi molto ridotta. È verosimile che sia davvero questa la situazione? Confrontiamo l’andamento dei dati degli infetti nel tempo, nello stesso momento dell’epidemia. Dato che l’epidemia è partita in anticipo in Italia e poi in Germania, non si possono confrontare i dati relativi alla stessa data di calendario, ma dobbiamo fare partire il grafico di ciascuno degli stati a partire dai primi casi riscontrati, che per la Germania equivalgono ad alcuni giorni dopo gli stessi dati italiani.

 

contagi-germania-italia

Vediamo dal grafico che le curve degli infetti di Italia e Germania sono sostanzialmente sovrapponibili. Se poi le confrontiamo con i dati provenienti dalla provincia di Hubei, in Cina, la somiglianza della curva è impressionante.

 

grafico-contagi-germania-italia-hubei

Come è dunque possibile che, a fronte di un numero di infetti sovrapponibile a Italia e Cina la Germania abbia un numero di pazienti critici e deceduti così significativamente inferiore?

Ipotesi 1:Si potrebbe pensare che i tedeschi effettuino un enorme numero di tamponi in modo da scovare tutti i positivi, come in Corea? Questa è la tesi proposta dallo Spiegel. Sicuramente in Germania il numero di test effettuati è stato altissimo, tuttavia tenere conto che mentre in Corea, il paese con i dati migliori in assoluto, la percentuale di critici+decesi è comunque del 1,8%, in Germania questa percentuale è comunque molto più bassa, del 0,38%. Non solo: a quanto pare i tedeschi muoiono soltanto, ma non vengono mai considerati critici con 2 pazienti critici soltanto, a fronte di 92 decessi.

Ipotesi 2: Si potrebbe argomentare che sia dovuto all’efficienza del trattamento sanitario intensivo in Germania, dove in effetti c’è 3 volte la quantità di terapie intensive per abitanti rispetto all’Italia. Superficialmente si potrebbe anche pensare così, tuttavia in tutti i paesi si è riscontrata una mortalità dei pazienti critici di almeno il 30% (con punte fino al 60% in Italia), quindi significa che per 92 morti dovremmo segnare ALMENO 200 pazienti critici, che invece non sono registrati.

Ipotesi 3: Si potrebbe immaginare che in Germania i pazienti siano in totale meno critici, perchè sottoposti a trattamenti più efficaci in anticipo, in grado di evitare l’aggravamento e quindi di ridurre la quantità di pazienti critici. Tuttavia non risulta esistano in Germania sperimentazioni di farmaci diversi da quelli sperimentati negli altri paesi. C’è anche chi ha segnalato che la maggior parte dei pazienti tedeschi sembra essere più giovane rispetto a quella degli altri paesi europei. Risulta difficile immaginare che possa spiegare una riduzione di varie volte della mortalità rispetto agli altri paesi.

Ipotesi 4: I dati dei tedeschi sarebbero simili agli altri stati e potrebbe essere semplicemente un effetto di un diverso metodo di conteggio dei decessi.

Il concetto di morti PER Coronavirus e morti CON Coronavirus

Questa ipotesi parte dalla considerazione che il 20 marzo durante la conferenza stampa della protezione civile il dott. Borrelli ha introdotto un concetto di differenza tra morti PER il Coronavirus e morti CON il Coronavirus.

Ci viene da pensare, non è che il governo tedesco si è messo a contare come decessi soltanto i pazienti che Borrelli chiama “deceduti PER coronavirus” (cioè quelli deceduti con zero patologie concomitanti) e non quelli “deceduti CON Coronavirus” (cioè tutti quelli positivi al Coronavirus)? Se così fosse, i conti tornerebbero perfettamente.

Attuale tasso di mortalità tedesco

In data 23 marzo, mentre noi scriviamo, i decessi in Germania sono 94, che diviso per il numero di casi, 25.000, fa 0,4%. Guarda caso è un numero molto vicino a quello dello 0,8% riferito da Borrelli qualora venissero contati soltanto i decessi per Coronavirus in pazienti senza nessuna altra patologia.

 

Sarà mica che tedeschi e Borrelli la vedono allo stesso modo?!

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

 

Per approfondire:

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Andrea

    Totalmente d’accordo sulle conclusioni. Vorrei far notare che l’ipotesi 3 sarebbe potenzialmente valida solo se già ora avessimo situazioni in cui in Italia pz critici non potessero essere intubati per mancanza di attrezzature, cosa, a mia conoscenza, ancora non verificatasi

    1. Confermo, anche se ci sono sicuramente situazioni in cui i pazienti non vengono trattati al meglio: pazienti che rimangono in attesa di tampone e quindi in astanterie non trattati adeguatamente per 1-2 giorni, eccesso di pazienti “difficili” nelle terapie intensive con conseguente maggiore impegno e meno tempo disponibile per ciascun malato, etc. Ma tutte insieme queste situazioni non spiegano la differenza.

      1. Sonia

        E se, invece, fosse semplicemente che, in Germania, hanno meno Antenne 5G?…

        Se bastasse “spegnere” quelle?..

        Che ci costa provare?

        Al limite, si riaccendono dopo…

  2. Abia

    A quanto pare nel conteggio sono inclusi sia i decessi “per” coronavirus che quelli “con” coronavirus, per lo meno è ciò che afferma l’RKI:

    “In den Meldedaten erfasst werden auch alle Todesfälle, die mit einer COVID-19-Erkrankung in Verbindung stehen: Sowohl Menschen, die direkt an der Erkrankung gestorben sind („gestorben an“), als auch Patienten mit Grundkrankheiten, die mit COVID-19 infiziert waren und bei denen sich nicht klar nachweisen lässt, was letzten Endes die Todesursache war („gestorben mit“). Verstorbene, die zu Lebzeiten nicht auf COVID-19 getestet worden waren, aber in Verdacht stehen, an COVID-19 gestorben zu sein, können post mortem auf das Virus untersucht werden.”

    https://www.rki.de/SharedDocs/FAQ/NCOV2019/FAQ_Liste.html#FAQId13844198

  3. Davide

    Io credo che la spiegazione più convincente sia l’alto numero di tamponi effettuati in Germania. Al contrario, da quanto si legge sui giornali, ormai in Lombardia il tampone viene fatto soltanto a chi ha sintomi gravi come la crisi respiratori. Molti specialisti ritengono dunque che il numero di positivi possa essere anche di cinque/dieci volte superiore a quello ufficiale. Ciò ripprterebbe il tasso di letalità in linea se non con quello tedesco, almeno con quello del Veneto, dove vengono effettuati tamponi a tappeto. Lo scarto restante con la Germania potrebbe a quel punto facilmente spiegarsi con il maggior numero di posti in terapia intensiva e l’età media più bassa dei malati, ascrivibile a sua volta al fatto che inizialmente Il contagio non si è diffuso negli ospedali come in Italia, nonché alla circostanza di ordine sociale che gli anziani si occupano meno dei nipoti e vivono meno in contatto con la famiglia dei figli di quanto non avvenga da noi.

    1. Per quanto riguarda l’alto numero di tamponi è possibile. Quello che le sfugge è che se davvero la Germania ha tutti quei posti in terapia intensiva non si capisce come mai non ci finisca nessuno, ma il numero dei morti sia altissimo rispetto alle persone che finiscono in terapia intensiva, ovvero o li lasciano morire senza nemmeno tentare di curarli oppure ci sono, come è probabile, centinaia di persone in terapia intensiva non censite. Le ricordo che se ci sono 100 morti ci devono essere almeno 200-300 persone in terapia intensiva. Come mai sono solo 2? Ahi ahi…

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