Radiografia, esame radiologico

Radiografia, esame radiologico

Cos’è la radiografia e a cosa serve

La radiografia, o esame radiologico, è una tecnica diagnostica per immagini che sfrutta un particolare tipo di onde elettromagnetiche per ottenere le immagini di alcune parti del corpo: le ossa e alcuni tipi di organi. 

Nello specifico, le onde elettromagnetiche utilizzate sono nello spettro dei raggi X e vanno ad “impressionare” una lastra fotografica. 

 

Cosa sono i raggi X usati nelle radiografie

I raggi X, detti anche raggi Röntgensono onde dello spettro elettromagnetico. Per intenderci, lo spettro elettromagnetico comprende anche la luce visibile, così come le onde radio e i temuti raggi cosmici. Quello che distingue un tipo di onda dall’altra è l’energia che ogni onda possiede. Se li pensiamo invece come particelle, i raggi X sono costituiti da fotoni.
I raggi X si collocano tra le onde ad alta energiae per questo sono classificati come pericolosi per il nostro organismo. Sono infatti nella lista degli agenti cancerogeni per l’uomo, perché hanno un elevato potere di penetrazione nella materia. 

 

Ma allora perché usiamo i raggi X nelle radiografie? 

Perché sono utilissimi! La loro capacità di penetrare dentro la materia consente di utilizzarli per osservare l’interno del nostro corpo. Ci permettono di ottenere delle immagini di parti del corpo che non possiamo osservare ad occhio nudo, come le ossa, e permettono di capire se qualcosa non va. 

Le radiazioni hanno inoltre un effetto dose-dipendente, il ché significa che se usate raramente il loro danno è esiguo e i rischi ad esso associati sono trascurabili. Le radiografie vengono infatti eseguite raramente e in assenza di valide alternative 

 

Come i raggi X interagiscono con il nostro corpo 

I raggi X attraversano la materia in modo diverso a seconda della densità e della composizione che il materiale possiede. Intuitivamente è quindi logico comprendere come le ossa verranno dunque attraversate meno facilmente rispetto a tessuti più molli come muscoli e organi.  

 

Come si esegue una radiografia

L’esecuzione di questa tecnica diagnostica non richiede preparazioni particolari. Si consigliano capi di cotone leggeri da indossare sopra le parti interessate, e inoltre è bene togliere eventuali gioielli per evitare che essi compaiano nella radiografia e nascondano potenziali immagini. 

 

L’esame radiografico viene eseguito dal tecnico radiologo e refertato dal medico radiologo. 

Per ottenere un risultato ottimale la parte del corpo in esame deve stare in più vicino possibile alla lastra fotografica su cui poi si andranno ad imprimere i raggi X. La sorgente emettente, che prende il nome di tubo radiogeno, sarà posizionata a diverse distanze a seconda dell’oggetto in esame. Durante il periodo di accensione ed emissione dei raggi X, il paziente dovrà stare il più fermo possibile per garantire un risultato che sia il più nitido possibile, proprio come durante una fotografia. 

 

Cosa otteniamo dopo l’esame? 

Dopo l’esame otteniamo una lastra fotografica, che ritrae la parte del corpo colpita dai raggi X. Essa può essere fisica oppure anche digitale, cioè impressa direttamente su un supporto digitale e visibile su un monitor e non più stampata come accadeva un tempo.

L’immagine che si ottiene è in negativo: le parti del corpo più dense e consistenti, come le ossa, appaiono chiare, mentre i tessuti molli appaiono grigi. Gli organi vengono trapassati quasi totalmente dai raggi X, perciò saranno molto scuri. 

 

Il referto radiografico

L’esame radiografico eseguito dal tecnico radiologo viene poi refertato dal medico radiologo, che descrive nel proprio referto ciò che si vede con l’esame e risponde anche ai quesiti clinici formulati dai curanti. Ricordiamo infatti che le radiografie spesso vengono richieste con uno specifico quesito clinico posto al medico radiologo (per esempio: c’è un addensamento polmonare? Com’è posizionato il catetere venoso centrale? Ecc.).

 

In quali casi si utilizza la radiografia

L’esame radiologico può essere prescritto dal medico come screening oppure con un quesito clinico ben preciso, ad esempio per diagnosticare diverse complicazioni come traumi e lesioni ossee localizzate o sull’intero tronco/torace, ma le sue applicazioni sono molto più ampie! 

Infatti vengono accertate anche stati infiammatori e degenerazione ossea, come avviene in presenza di artriti e artrosieventuali broncopolmoniti, calcoli e perforazioni. È utile anche nell’individuazione di alterazioni addominali e in campo odontoiatrico, dove aiuta a rilevare problemi del cavo orale.   

La radiografia è stata la tecnica per immagini più utilizzata nel ventesimo secolo. Nonostante ancora ricopra un ruolo fondamentale, man mano viene affiancata da altre tecniche che offrono diversi vantaggi rispetto ad essa. Ricordiamo in questo proposito la sonografia, la xeroradiografia, la tomografia computerizzata, la radiografia computerizzata, la risonanza magnetica e la scintigrafia. 

 

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La Redazione di Med4Care

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Fonti: 

 

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