La trasfusione di plasma

La trasfusione di plasma

La trasfusione di plasma

In questo articolo ci occupiamo di una procedura sanitaria chiamata “trasfusione di plasma“.

 

Cos’è una trasfusione

La trasfusione in generale è una procedura sanitaria con cui viene trasferito un certo quantitativo di sangue, o alcune delle sue componenti, ad un paziente che ne ha necessità.

La procedura in sé non è priva di rischi, ed è importante ricordare che il sangue è una risorsa limitata: non può essere creato in laboratorio, per cui la sua quantità dipende esclusivamente dai donatori. Nonostante i limiti, le trasfusioni hanno salvato molte vite nel corso dell’ultimo secolo.

Esistono tre diversi tipi di trasfusione, a seconda delle necessità del paziente:

 

La trasfusione di plasma

La trasfusione di plasma, di cui parliamo oggi, è utilizzata prevalentemente in caso di problemi di coagulazione del sangue. 

La coagulazione del sangue consiste in una serie di reazioni a catena piuttosto complicate. Queste reazioni avvengono nei vasi, e servono a far sì che nel momento della necessità il sangue si addensi al punto da formare uno strato spesso e duro, detto coagulo. Quando ci procuriamo una ferita, ad esempio, scatta questo meccanismo!
Se non ci fosse la coagulazione, ogni taglio potrebbe rivelarsi letale. Per fortuna, il nostro corpo reagisce prontamente per “tappare” il taglio ed impedire la fuoriuscita di sangue.

Ci sono diverse persone che hanno difficoltà a mettere in atto questo processo a causa di una malattia intercorrente, e sono quindi più esposte al pericolo di emorragie. La trasfusione di plasma per loro è molto importante, perché va a correggere proprio questo problema.

Un ulteriore utilizzo, meno frequente ma altrettanto importante consiste nel trasferire plasma da soggetti immuni ad altri ammalati di una particolare patologia. Attraverso la trasfusione di plasma vengono trasferiti gli anticorpi che aiutano il ricevente a combattere contro una particolare malattia.

 

Come avviene la raccolta del plasma

Il plasma viene raccolto dai donatori di sangue con il prelievo che avviene nei centri trasfusionali.

 

Come avviene la trasfusione del plasma

Il plasma di un donatore deve essere somministrato al paziente in modo sicuro.
Il metodo utilizzato prende il nome di infusione endovenosa: con un piccolo ago, si fora la pelle del paziente in corrispondenza di una vena e si inietta il contenuto della sacca di plasma. In questo modo, il plasma entra nel circolo sanguigno e può raggiungere tutto il corpo, comprese le zone che più ne hanno bisogno.

All’inizio della procedura la velocità con cui il plasma viene iniettato è molto bassa, così che ci si possa accorgere subito di eventuali reazioni avverse e si possa agire tempestivamente. Se tutto procede correttamente, dopo circa 15 minuti si può aumentare la velocità della trasfusione.

 

Benefici del plasma

Come già detto, il plasma aiuta coloro che hanno problemi a far coagulare il sangue correttamente. Questi problemi possono essere di natura genetica, come l’incapacità di produrre quelle componenti del sangue necessarie a farlo coagulare; ma possono essere anche dovute ad una grave emorragia, a seguito della quale si hanno livelli molto ridotti di queste componenti perché vengono perse nel sanguinamento e non sono più sufficienti.

Oltre ai cosiddetti fattori di coagulazione, le componenti che servono nei casi appena citati, il plasma comprende anche centinaia di proteine che danno benefici ed effetti di natura diversa da quella che vi abbiamo descritto. Alcune di queste proteine le conosciamo bene, ma i benefici del plasma non sono ancora del tutto chiari e serviranno ulteriori ricerche per comprenderli appieno.

La trasfusione di plasma è considerata una terapia eroica da utilizzare per infezioni virali molto gravi per le quali non vi è ancora una terapia specifica, come per il Covid-19.

 

Rischi

Come anticipato, questa procedura non è del tutto priva di rischi. Negli ultimi 30 anni l’uso di plasma è aumentato molto, grazie al fatto che è sempre più facile verificare che sia sterile e non trasmetta malattie o infezioni. Tuttavia, sebbene nella maggior parte dei casi il ricevente non presenti alcuna reazione avversa, in una piccola percentuale di pazienti accade. In rarissimi casi i riceventi hanno sviluppato infezioni, ma in Italia il rischio è bassissimo per via delle tante precauzioni in uso.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

 

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Fonti:

 

Per approfondire:

 

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