Coronavirus e misure: tra quanto l’effetto?

Coronavirus e misure: tra quanto l’effetto?

Come affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in questo report, la Cina è riuscita a contenere il Coronavirus e a limitare i suoi danni soprattutto grazie alle stringenti misure messe in atto ma che, come vedremo fra poco, non hanno avuto un effetto immediato.

 

Quanto tempo è servito alla Cina per poter notare l’effetto delle misure?

Come si può constatare dal grafico, alla Cina sono serviti circa 20 giorni dallo shutdown per vedere una decrescita progressiva dei casi registrati quotidianamente. Al momento la Cina registra meno di 50 infetti nuovi al giorno e il numero di casi attivi è in rapida decrescita (circa 1000 casi in meno ogni giorno).

 

dati-cina

A che punto siamo in Italia?

Nel grafico seguente abbiamo messo i dati reali dei casi registrati in Italia fino al 13 marzo, e abbiamo prolungato con alcune curve l’andamento fino al 25 marzo. Come abbiamo già notato, possiamo supporre che i dati italiani per i prossimi giorni si posizioneranno tra la curva blu e quella marrone.

 

italia-misure-contenimento-effetto

 

Non aspettiamoci quindi un miglioramento immediato, sono passati pochi giorni dal decreto del 9 marzo, che ha esteso le misure in tutta Italia.

Ricordiamo che il decreto del 25 febbraio prevedeva misure, meno stringenti, solo per alcune regioni del Nord Italia. Presumibilmente potremo notare fra qualche giorno un miglioramento in Lombardia, che ha iniziato prima del resto di Italia ad adottare misure di contenimento.

Facciamo ora un rapido confronto fra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto: l’Emilia Romagna pare essere indietro di 7 giorni rispetto alla Lombardia, mentre il Veneto di 9 giorni. Vedremo nei prossimi giorni se il loro andamento seguirà quello lombardo o risulterà mitigato già dalle misure del decreto del 25 febbraio.

Aggiungiamo anche che la situazione di emergenza che stiamo vivendo sta portando ad un’importantissima riorganizzazione del sistema sanitario. In questo articolo trovate la nuova organizzazione degli ospedali del Veneto.

confronto-regioni

 

Non spaventiamoci dunque se prossimamente il trend generale sarà di più di 2000 nuovi casi registrati al giorno. Come insegna l’esperienza cinese, bisogna avere pazienza per vedere gli effetti delle misure messe in atto.

 

E per il resto dell’Europa? Abbiamo fatto un confronto tra alcuni Stati in questo articolo:

 

https://www.med4.care/coronavirus-tutti-stessa-barca/

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

samanta-zagani

Samanta Zagani

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Olga

    Buongiorno professore ho diverse domande a cui spero, questa volta, potrà rispondere.
    1)Di quanti giorni è composto più o meno il lasso di tempo nel quale gli asintomatici possono contagiare?
    2) gli asintomatici rimangono per sempre senza sintomi o prima o poi li sviluppano?
    3) esistono 2 ceppi dello stesso virus, uno aggressivo e l’altro moderato oppure si tratta di uno stesso?
    4) Gli asintomatici e i malati di covid19 guariti, sviluppano memoria immunitaria? Se sì in linea teorica potrebbero non dover fare un vaccino in futuro contro il Sars-cov-2? Grazie mille professore, attendo sue risposte.

    1. 1. non è chiaro per quanto tempo gli asintomatici possano contagiare. Non si ha nemmeno idea di quale sia la storia naturale del virus. Il primo caso è ritornato positivo dopo più di 20 giorni di malattia, quando stava per essere giudicato guarito e dimesso.
      2. “asintomatici” è una definizione. Quando hanno sintomi asintomatici non lo sono più. Non si ha idea di cosa accada, l’unica soluzione sarebbe fare dei tamponi QUOTIDIANI ad una GRANDE QUANTITA’ di persone per capire come sia l’andamento della malattia negli asintomatici.
      3. non ho ancora informazioni in proposito
      4. non è chiaro se la memoria immunitaria sia duratura in tutti i soggetti.
      Come vede sono più gli aspetti non chiari di quelli definiti.

  2. Olga

    Grazie mille della sua risposta professore.
    Peccato non avere ancora una sufficiente conoscenze di questo virus e della sua modalità d’azione..

  3. Massimo Maria Ferranti

    Buongiorno Dottore,
    a parte l’invito ad aggiornare questo studio molto interessante alla luce dei dati di ieri che spiegazione si può dare per la mortalità lombarda all’11% contro quella cinese al 3-4%?
    Le confesso che tenevo d’occhio l’incremento dei malati in terapia intensiva con le sue ottime polinomiali ma mai avrei pensato che il numero dei morti diventasse rapidamente così alto. Che cosa mi è sfuggito? e soprattutto che drammatico scenario ci attende?
    La leggo sempre con grande piacere
    Cordialità
    Massimo

  4. Lara Costa

    Carissimo professore. Sta diventando usuale per me vedere le pubblicazioni. La decrescita dei casi in Cina.. Considerato che non si ha idea della immunità derivante da aver vissuto la patologia.. Come si interpreta.. E visto che i laboratori sono a breve attrezzati per anticorpi.. Se avrò le mie ig g alte come le potrò interpretare… Dunque.. Come almeno anticorpi su cui potrò contare in caso di reinfezione? Scusi. Essendomi ammalata…

    1. Sicuramente le IgG saranno da interpretarsi come anticorpi nei confronti del virus. Non è ancora stabilito se l’immunità è permanente, tuttavia è ragionevole pensare che chi ha gli anticorpi in caso di reinfezione affronterà una forma molto più leggera della precedente.

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