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In questo articolo tratteremo uno specifico aspetto di una infezione/infiammazione del cuore che si chiama miocardite virale.

Quando siamo colpiti da un virus di tipo respiratorio, come il Coronavirus, l’influenza e simili, l’apparato respiratorio non è l’unico ad essere attaccato dal virus. Anche se l’attacco principale avviene nei confronti delle alte vie aeree e dei polmoni, anche gli altri organi sono coinvolti. Se si vanno a controllare a livello microscopico i tessuti, è possibile identificare le cellule del sistema immunitario del nostro organismo che li presidiano, attive ed operative, per spazzare via quelle particelle virali che si trovino anche in quei distretti.

 

Una miocardite virale silente è molto frequente durante un attacco virale

All’idea di “influenza” siamo ormai tutti abituati, intesa per la maggior parte come conseguenze infettive sul sistema respiratorio – febbre, mal di gola, tosse, naso che cola, etc. Eppure molte altre sono le sensazioni di malessere che investono l’organismo, spesso sintomi di un’infiammazione acuta riconducibile ad una diffusione del virus in tutto il corpo.

Molte delle persone che hanno sintomi influenzali hanno una minima quantità di virus presente nei vari organi. Uno di essi è il cuore, nel quale, durante l’attacco virale, è possibile trovare le cellule dell’infiammazione in maggiore quantità rispetto alla norma.

Nella maggior parte dei soggetti questa infiammazione del cuore, che si chiama miocardite virale, è totalmente silente. In qualche occasione invece questa infezione/infiammazione del cuore dà segno di sè evidente: è il caso della miocardite virale come malattia vera e propria.

Benchè non eccessivamente frequenti, le miocarditi virali sono presenti nel 25%-40% dei pazienti cardiopatici che hanno i consueti sintomi simil-influenzali (come la febbre), in associazione ad un fastidioso dolore al petto che può evolvere, in alcuni casi, in aritmie o scompenso cardiaco acuto.

 

Cause: chi sono i fautori di queste infiammazioni acute del tessuto cardiaco?

Una serie di virus, di cui vedremo i principali:

  • Il Coxsackie virus (10%-20%) – un virus di tipo intenstinale (enterovirus) trasmesso a causa della scarsa igiene personale e che dà sintomi inizialmente tipici del gastro-intestinale (vomito, diarrea), mentre solo successivamente produce problematiche cardiache.
  • HIV (causa dell’AIDS): 2/3 dei pazienti con HIV presentano miocarditi;
  • Il Parvovirus B-19 a trasmissione sia respiratoria che tramite contatto con il sangue, causa anemia, diminuzione dei globuli rossi e quel più comune dolore alle articolazioni.
  • Altri ancora sono i virus responsabili di miocarditi, come gli Adenovirus, l’Herpes Simplex 6 (HHV-6) e il Cytomegalovirus.

 

Come funzionano queste infezioni? Perché sono tanto dannose per il cuore?

Durante l’infezione virale alcune cellule del nostro sistema immunitario accorrono nel luogo d’infezione, richiamando altre cellule attivanti la risposta infiammatoria, causando la formazione di un gonfiore tra i tessuti, chiamato edema.

Il rigonfiamento che si produce, che costituisce l’infiammazione, fa funzionare il cuore con più difficoltà. La presenza delle cellule dell’infiammazione e di tutto il materiale infiammatorio e di scarto da esse prodotto compromette le cellule cardiache, portandole a funzionare male. Si crea quindi disfunzione che consiste nel peggioramento della contrattilità cardiaca, essenziale per garantire una corretta irrorazione di sangue di tutto l’organismo.

 

Perché la contrattilità viene compromessa?

Il danno può peggiorare sino a diventare irreversibile nel momento in cui avviene un fenomeno di cicatrizzazione: questo porta il muscolo cardiaco a perdere la tipica elasticità che gli permette di allargarsi e poi contrarsi, diminuendo dunque la sua capacità di far arrivare il giusto apporto di sangue al resto dell’organismo.

Inoltre il cuore è dotato di cellule particolari (dette pacemaker) in grado di generare autonomamente un impulso elettrico: se danneggiate o lesionate possono dare segnali anomali al cuore e perdere la coordinazione tra le varie parti dell’organo, portando a conseguenze anche piuttosto considerevoli come lo scompenso cardiaco acuto o le aritmie maligne.

 

Diagnosi: come si riconosce una miocardite virale?

I primi sintomi avvertiti dal paziente sono un generico male al petto, febbre e manifestazioni simil-influenzali. E’ il dolore al petto che determina un quadro diverso dai soliti comuni sintomi influenzali e che insospettisce e va messo in valutazione dal personale medico. L’effettiva diagnosi finale può essere fatta solo recandosi dal medico per eseguire un ECG ed una Risonanza Magnetica, la quale è l’esame principale poiché permette di vedere bene l’edema nel miocardio.

 

Chi è colpito dalla malattia?

Non si deve fare l’errore di considerare la miocardite pericolosa soltanto per la fascia più debilitata e delicata della popolazione (anziani od immunodepressi), come si potrebbe fare per la cosiddetta “influenza stagionale”, poiché i più colpiti sono spesso i giovani, soprattutto i maschi.

 

Come si affronta una miocardite?

La terapia, individuato il virus scatenante quando possibile, è con farmaci antivirali, in aggiunta a ß-bloccanti, ACE-inibitori e diuretici – farmaci utili a preservare il cuore dagli sforzi messi in atto per compensare la difficile e diminuita capacità contrattile.

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

Fonti:

 

Per approfondire:

Virus: che cos’è e come funziona