Il piede piatto del bambino

Il piede piatto del bambino

Il piede piatto nel bambino

Tutti i bambini alla nascita hanno i piedi piatti e, infatti, il piede piatto è normale nei neonati e nei bambini piccoli (lo presenta fino al 44% dei bambini di età compresa tra i tre e i sei anni). A questa età, in assenza di sintomi associati, il trattamento non si considera necessario, poiché il piede piatto di solito si corregge naturalmente, quando i muscoli si rafforzano e i tessuti molli si irrigidiscono. L’altezza dell’arco del piede aumenta con la crescita: nei maschi tra i 9 e i 14 anni, nelle femmine tra gli 8 e i 12 anni.

Il problema si presenta quando il piede piatto persiste, si verifica spontaneamente nei bambini più grandi o più tardi nella vita, o è associato a dolore e disabilità.

Differenza tra piede normale, piatto e cavo

I piedi piatti possono essere flessibili o rigidi, doloranti o indolori e associati a una tensione dei muscoli del polpaccio (tendine di Achille). La maggior parte dei piedi piatti è indolore ma, se presente, di solito il dolore si manifesta durante le attività di carico come camminare e correre. Il dolore può essere localizzato alla pianta del piede, alla caviglia o in modo aspecifico intorno all’area del piede.

 

La visita specialistica per il piede piatto del bambino

In caso di piede piatto nel bambino la prima visita dallo specialista ortopedico è indicata tra i sei e gli otto anni.

Se il bambino riscontra disturbi durante le attività sportive o le lunghe passeggiate, sarà il pediatra a richiedere un controllo ortopedico precoce.

Prima di quell’età non ci deve preoccupare se il bambino cammina poggiando i piedi sulle punte o intraruotati, perché potrebbe essere un normale fenomeno fisiologico, tuttavia sarebbe meglio, in questi casi, chiedere un consulto ortopedico.

Un medico ortopedico pediatrico qualificato eseguirà una anamnesi completa, un esame fisico e una valutazione visiva del bambino. Il medico chiederà al bimbo di descrivere il dolore se è presente – sordo, acuto, improvviso, bruciante – e se ci sono attività che alleviano il dolore o lo peggiorano.

L’ortopedico osserverà il bambino nel camminare, stare in piedi o correre – regolarmente e in punta di piedi – per capire meglio la meccanica dei suoi piedi.  Osservando le scarpe usate più spesso, può valutarne il tipo di usura e individuare il tipo di problema.

Queste procedure sono necessarie e spesso sufficienti per diagnosticare una sindrome pronatoria (piede piatto) o supinatoria (piede cavo).

Se il medico lo riterrà necessario, si dovrà eseguire un esame radiografico del piede.

 

L’uso di plantari e calzature ortopediche

Il trattamento per la correzione del piede piatto nel bambino ha una lunga storia, fatta di plantari correttivi e calzature ortopediche. Ma da tempo è stato dimostrato che questi presidi (tranne in alcuni casi specifici) non portano ad alcun risultato apprezzabile, come si legge anche in uno studio del lontano 1956, pubblicato su Lancet (1).

L’uso del plantare fornisce un supporto, ma impedisce al piede di “comprendere” il difetto e correggerlo naturalmente durante la crescita.

 

Piede piatto del bambino: la terapia efficace

La migliore terapia per correggere il piede piatto è l’attività sportiva. Uno sport preferibilmente “in carico”, ovvero praticato in piedi.

Unitamente si consiglia la stimolazione della propriocezione e della muscolatura attraverso percorsi di fisiochinesiterapia adatti all’età e che consentano uno sviluppo armonico del corpo.

Questo tipo di attività consente di migliorare l’appoggio del piede e scongiurare, in futuro, interventi invasivi.

 

Chirurgia mini-invasiva per il piede piatto

La chirurgia mini-invasiva è una possibilità terapeutica efficace, ma attuabile solo durante la fase di crescita. Per questo motivo è fondamentale diagnosticare il piede piatto entro gli otto-nove anni di età.

Quando diagnosticato, sarà possibile intervenire sul piede piatto del bambino nell’età compresa fra 8 e 14 anni, secondo la patologia e il sesso.

Il trattamento chirurgico pediatrico prevede la tecnica del “calcaneo-stop“, una vite inserita nel seno del tarso, che stimola la crescita del piede in modo corretto e permette da subito un migliore appoggio del piede.

Questo tipo di intervento non comporta alcun dolore e il percorso post operatorio è di circa un mese; farà seguito un percorso di riabilitazione che aiuterà il bambino a prendere coscienza del nuovo assetto del piede.

 

Dottor Davide Ranaldo

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Fonti e note:

  1. Arthur J. Helfet B. Sc. Cape Town – A new way of treating flat feet in children

 

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