Tatuaggi e psoriasi

Tatuaggi e psoriasi

Tatuaggi e psoriasi

I tatuaggi possono creare problemi persone che hanno la psoriasi?

 

Le aree di cute sottoposte a traumi possono poi manifestare psoriasi: il fenomeno di Koebner

Le persone che hanno la psoriasi possono presentare un peggioramento della malattia sulle zone della pelle che vengono sottoposte a traumi. Questo fatto è noto come fenomeno di Koebner, dal medico che ha scoperto questo fatto proprio osservando questa reazione su alcuni suoi pazienti con psoriasi.

Lo sviluppo di aree di psoriasi in zone precedentemente sane sottoposte a traumi si chiama anche Koebnerizzazione. Esso può avvenire non solo dopo traumi, ma anche interventi chirurgici, punture di insetto e anche tatuaggi.

Ebbene, è ormai noto in letteratura il fenomeno per cui dopo un tatuaggio le aree sottoposte al traumatismo della pigmentazione subiscono una forma di stress che nei pazienti predisposti, come quelli portatori di psoriasi, possono infiammarsi e rispondere con lo sviluppo di ulteriore psoriasi.

 

Quante volte accade? Epidemiologia del fenomeno

Il fenomeno accade nel 30% delle persone con psoriasi sottoposte a tatuaggio.

 

Quanto tempo intercorre tra il tatuaggio e lo sviluppo della psoriasi in sede?

Se avviene il fenomeno, il tempo di latenza tra il tatuaggio e lo sviluppo di psoriasi nelle aree tatuate varia tra poche settimane e qualche mese.

 

Che tipo di lesioni psoriasiche si manifestano?

Non c’è uno specifico tipo di lesione psoriasica che si manifesta su un tatuaggio, molto dipende dal tipo di psoriasi più frequente nel paziente. C’è chi sviluppa placche, chi la guttata, chi altre forme.

 

Quindi i tatuaggi nei pazienti con psoriasi sono controindicati?

I tatuaggi nei pazienti con psoriasi non sono controindicati in maniera assoluta. Ma il soggetto deve essere ben consapevole ed avvisato della possibilità che si possano manifestare le lesioni in un tempo successivo, nella sede di creazione del tatuaggio.

 

Med4Care Marco De Nardin
                                                                                    Dott. Marco De Nardin

 

Fonti e note:

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