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L’attività fisica può prevenire o rallentare lo sviluppo del morbo di Parkinson anche nelle donne?

Esiste un’associazione tra attività fisica e malattia di Parkinson nelle donne? Scopriamolo insieme in questo studio.

 

Morbo di Parkinson nelle donne e attività fisica

Il morbo di Parkinson (PD) è una patologia neurodegenerativa con una crescente incidenza nella popolazione, che comporta inoltre un’aumentata prevalenza di disabilità e morte.

Tra i fattori modificabili per il Parkinson, che coinvolge pesantemente la motricità, c’è anche l’attività fisica. Studi in passato hanno cercato di determinare la relazione tra attività fisica e incidenza di Parkinson, avendo però come soggetti prevalentemente uomini. Si è posto quindi come risultato che l’attività fisica fosse protettiva, ma solo per gli uomini.

Inoltre è stato postulato il problema della causalità inversa, ovvero: i sintomi motori del Parkinson generalmente si manifestano anche 4-11 anni prima della diagnosi, e questa potrebbe essere la ragione per cui gli individui esaminati facciano poca attività fisica e non il contrario.

Caratteristiche dello studio

  • Tipo di studio: Studio di coorte.
  • Luogo: Francia.
  • Pazienti: 98.995 donne francesi nate tra il 1925 e il 1950.

 

Scopo dello studio: esiste una relazione tra attività fisica e morbo di Parkinson nelle donne?

Lo scopo dello studio era esaminare la relazione tra attività fisica e la malattia di Parkinson nelle donne, utilizzando lo studio di corte Etude Epidémiologique auprès de femmes de la Mutuelle Générale de l’Education Nationale (E3N).

 

Progettazione

Nel 1990 sono state invitate le donne a partecipare alla raccolta dati, di cui un 20% ha compilato un questionario sullo stile di vita e sulla propria storia clinica. Questionari di follow-up sono poi stati inviati ogni 2-3 anni, per un totale di 11 raccolte dati al 2014. Dal 2004 le donne sono state anche seguite tramite i medici disponibili alla consultazione.

Le diagnosi di Parkinson sono state ottenute tramite i questionari o i database dei farmaci prescritti, oltre che eventuali certificati di morte. Poi sono state contattate le pazienti direttamente, o i loro MMG o neurologi per ottenere informazioni e confermare la diagnosi. L’anno di diagnosi è stato scelto come l’anno presente nelle cartelle cliniche, auto-riportato, o in base alle prescrizioni di farmaci.

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Risultati

In base all’adesione e continuità nelle risposte ai questionari, sono state selezionate per l’analisi finale dei risultati 95.354 donne, per un arco temporale di 19 anni. Di queste 1.074 hanno sviluppato PD.

Per vedere il rapporto di causalità inversa, sono state selezionate 25.075 donne (1.196 PD casi e 23.879 controlli) e misurata la loro attività fisica latente (LPA) negli anni. I risultati hanno dimostrato che:

  • un’attività fisica latente inferiore nel gruppo casi, presente già 29 anni prima della diagnosi, e con un tasso di decremento maggiore nei casi rispetto ai controlli nei 10 anni antecedenti la diagnosi.

 

Conclusioni

Gli autori hanno dimostrato che i casi di PD avevano già una minore attività fisica 29 anni prima della diagnosi. Anche a 10 anni dalla diagnosi c’era un forte decremento dell’attività a confronto con i controlli, a sostegno del fatto che i sintomi prodromici del PD contribuiscono a ridurre l’attività fisica nei casi prima della diagnosi.

Per concludere il rapporto di associazione inversa tra attività fisica consistente e PD è stato confermato dai dati, in quanto il gruppo casi aveva una minore attività fisica già molti anni prima della diagnosi (non dovuta quindi verosimilmente a sintomi prodromici). La causalità inversa è invece stata confermata negli anni antecedenti la diagnosi.

È quindi importante garantire ulteriori studi per verificare l’uso di attività fisica come prevenzione e/o rallentamento nello sviluppo del morbo di Parkinson.

Riferimenti:

ARTICOLO ORIGINALE: Berta Portugal, Fanny Artaud, Isabelle Degaey, Emmanuel Roze, Agnès Fournier, Gianluca Severi, Marianne Canonico, Cécile Proust-Lima, Alexis Elbaz, Association of Physical Activity and Parkinson Disease in Women: Long-term Follow-up of the E3N Cohort Study, Neurology Jul 2023, 101 (4) e386-e398.