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Dedicato a Li, piccolo grande eroe di questi tempi moderni.

 

Li Wenliang era un medico cinese.

Un uomo di scienza. 

Dotato di grande intuito.

 

Era riuscito a notare, già lo scorso dicembre, nel suo reparto, 7 casi di un virus che in qualche modo gli ricordava la SARS, che lui aveva visto ancora nel 2003, quando era studente di medicina. Eppure lui non era neanche un infettivologo, ma era un medico attento e curioso.

Dopo aver identificato questi casi ricorrenti ed anomali di polmonite, si confidò con chi gli stava attorno e lanciò l’allarme. Con il passaparola, nella chat tra colleghi. Noi colleghi immaginiamo quali sentimenti, un misto di preoccupazione ed eccitazione, emozioni contrastanti, abbia potuto provare in quei momenti. 

I suoi sforzi per evidenziare la gravità della situazione non caddero nel vuoto, anzi, incredibilmente, vennero percepiti come una minaccia dalle autorità, tanto che fu arrestato per procurato allarme e fu costretto a firmare un documento in cui ammetteva di avere compiuto affermazioni false e di aver creato grave disturbo all’ordine sociale. 

Anche altri 7 colleghi subirono la stessa sorte da parte di un regime sordo agli accorati appelli di chi segue il bene comune e cieco davanti all’iniziale diffusione del morbo.

Quando poi si diffuse l’allerta per il virus, solo allora venne scarcerato e riabilitato e tornò a lavorare in ospedale dove alla fine fu contagiato da un paziente che aveva in cura. 

Dopo che le autorità presentarono le scuse dovute e il suo nome fu riabilitato agli occhi della società, iniziò a pubblicare dei post nei social media in cui descriveva con dovizia di particolari i sintomi relativi alla sindrome da lui scoperta, l’evoluzione del quadro, i test compiuti per identificarla. 

Se anzichè subire la dura condanna della repressione del regime fosse stato ascoltato, Egli stesso probabilmente oggi sarebbe ancora vivo, e con lui tante persone che da allora hanno perso la vita, per un allarme scattato troppo tardi. 

Li è stato un eroe dei nostri tempi: ha sfidato l’autorità locale per la causa della collettività e ne ha subito le conseguenze. Ci ha lasciato ieri, ucciso dal nemico temibile che aveva contribuito ad identificare.

E’ un esempio per tutti i noi di integrità, di morale, di dedizione.

Lo vogliamo ricordare con dispiacere ed ammirazione, e immaginare che possa vivere ora in pace tra i giusti.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin