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Ci risiamo. A quanto pare continuiamo a non imparare.

Quando l’emergenza cominciava a farsi viva ho dato per scontato che avremmo immediatamente preparato gli ospedali all’emergenza. Ma così non è stato. Si è continuato imperterriti a fare continuare le attività programmate come se niente fosse, come se a Wuhan fossero tutti degli ebeti a creare ospedali dal nulla.

Così nelle regioni che dovevano essere le più avanzate d’Italia abbiamo continuato a fare gli interventi in sala operatoria fino a qualche giorno addietro, a fare entrare decine e decine di persone in ospedale per visite non urgenti e rimandabili. Il Friuli Venezia Giulia ha chiuso le sale l’11 marzo, il Veneto il 13 marzo, etc. Ben oltre ogni senso logico. Analizziamo in un altro articolo le motivazioni alla base di queste scelte.

Queste decisioni tardive sono state gravissime perché abbiamo continuato a consumare risorse preziose da custodire gelosamente: mascherine, sangue, etc, e ad operare pazienti che ora occupano un letto che potrebbe essere destinato a un ammalato di Coronavirus, a chiamare le persone negli ambulatori a farsi visitare e quindi venendo negli ospedali ad infettarsi o a infettare tutti, operatori sanitari compresi. A perdere tempo prezioso per riconvertire i posti letto, per organizzare il cambiamento.

Molti medici ed infermieri si sono già infettati non assistendo i pazienti con Coronavirus conclamato, ma conversando senza protezioni con chi era venuto per una visita non urgente, asintomatico.

La Lombardia ora costruisce un intero nuovo ospedale a Milano. Siamo disperati alla ricerca di mascherine e ventilatori che non ci sono più perché non li produciamo e nessuno ce li manda.

 

Coronavirus: nuova organizzazione degli ospedali del Veneto

 

E nel frattempo le altre regioni d’Italia, il Centro e il Sud cosa fanno? Continuano nell’errore!

L’andamento dell’infezione è sostanzialmente lo stesso in tutte le regioni d’Italia, ma arriva in tempi diversi. Per le regioni ancora non interessate, c’è forse meno di una settimana per prepararsi! 

I medici di queste regioni devono fare pressione presso le proprie aziende sanitarie perché sospendano tutte le attività chirurgiche e le visite non urgenti e si preparino ad affrontare l’emergenza!

 

CHIUDETE LE SALE OPERATORIE. PREPARATEVI.

Voi che siete al Centro e al Sud, se vi chiamano per andare a farvi operare, nel pubblico o nel privato, valutate bene l’opportunità di NON andare in ospedale col rischio di potervi infettare o poter portare il virus agli operatori sanitari di cui voi o un vostro caro potreste aver bisogno a breve. Chiedete magari consiglio al vostro curante prima di prendere una decisione così potenzialmente pericolosa.

I posti in terapia intensiva nelle regioni del Centro e Sud Italia sono molto minori, in proporzione, rispetto a quelli del Nord Italia, per cui ogni singola sala operatoria, con il suo prezioso ventilatore, deve essere approntata a ricevere gli ammalati di Coronavirus.

Non facciamo sempre il medesimo errore: il virus è più veloce della nostra intelligenza. Cerchiamo di superarlo al fotofinish!

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

 

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