Stitichezza, costipazione

Stipsi, stitichezza o costipazione: cause, diagnosi e cure

Indice

Che cos’è la stipsi

La stitichezza, o costipazione, è una situazione clinica nella quale si osserva un’evacuazione infrequente delle feci durante la settimana oppure un’evidente difficoltà a defecare.

La stitichezza non è da considerarsi una vera e propria malattia, ma una condizione fisiopatologica secondaria ad altri problemi, spesso intestinali, e che tende a presentarsi anche con altri sintomi, tra cui gonfiore addominale, feci dure e tensione pelvica. [1]

Quanto è frequente la stitichezza? Considerazioni epidemiologiche

La stitichezza rappresenta un sintomo molto frequente nei bambini, arrivando a rappresentare il motivo del 5% di tutte le visite pediatriche negli Stati Uniti, comportando allo stesso tempo un notevole costo annuale per l’assistenza sanitaria.
Stipsi nei bambini

Oltre che nei bambini, la costipazione può interessare qualsiasi fascia di età, comprendendo gli anziani che spesso ne soffrono in maniera cronica. Si è inoltre notato che tale sintomo colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini, ed è più frequente nelle popolazioni asiatiche ed afro-americane.

La costipazione idiopatica cronica, in cui si ha una alterata periodicità nella defecazione, viene rilevata in una buona fetta di tutti i casi comprovati di stitichezza e spesso non è identificabile neanche ricorrendo a esami strumentali specifici. [2],[3]

Perché il transito intestinale è rallentato? Eziologia della costipazione

Non è sempre possibile risalire con estrema precisione alla causa che scatena la stitichezza, sia essa una manifestazione passeggera oppure di natura cronica.

La stipsi primitiva o senza cause specifiche

La costipazione può essere suddivisa in stitichezza primaria, in cui la lenta motilità del transito intestinale è spesso rappresentata da un problema funzionale del colon, e in stitichezza secondaria, causata da altre patologie.

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Nella cosiddetta costipazione funzionale il movimento peristaltico del contenuto alimentare tende a rallentare per cause non organiche, dovute a un’ostruzione meccanica dei visceri intestinali oppure a fattori non ben identificati.

Cause di stitichezza secondaria

La stitichezza secondaria può insorgere invece in seguito a diverse situazioni cliniche, come:

  • Disordini neurologici, come la Malattia di Parkinson, la sclerosi multipla e la malattia di Hirschsprung;
  • Miopatie, come la sclerodermia e la distrofia miotonica;
  • Abuso di farmaci, come oppioidi, FANS, anticolinergici e antipsicotici;
  • Disturbi metabolici, come il diabete mellito, l’ipotiroidismo e l’ipercalcemia;
  • Alterazioni strutturali, come il cancro al colon o la stenosi intestinale.

A prescindere dalla causa, in tutti i casi conclamati di costipazione si constata una rallentata motilità a carico dell’intestino che può essere aggravata da fattori predisponenti come una dieta povera di fibre, interventi di chirurgia addominale e le poli-farmacoterapie. [1],[2],[3]

Sintomi associati alla stitichezza

Nella maggior parte dei casi la stipsi si presenta in associazione ad altri sintomi, come:

  • Emissione di feci in quantità ridotte;
  • Emissione di feci dure;
  • Tenesmo rettale;
  • Discomfort avvertito prima e durante l’evacuazione;
  • Sensazione di blocco o ostruzione a livello rettale;
  • Dolore addominale con gonfiore;
  • Dolore pelvico.
Stipsi

Quando la stitichezza è provocata da uno stato prolungato di ipercalcemia, possono talvolta affiancarsi altri sintomi specifici come la nausea, l’iperacidità gastrica, il vomito e l’apatia.

Valutazione iniziale della stipsi

La valutazione corretta di un sospetto caso di stitichezza deve sempre cominciare da un’anamnesi accurata da parte del medico gastroenterologo, seguita da un esame obiettivo generale e della regione addominale.

Medico valuta addome, stipsi

L’anamnesi si concentra nel raccogliere informazioni relative alla normale frequenza di movimenti intestinali, all’esordio della costipazione e alla descrizione dei sintomi riportati durante l’evacuazione, quali dolore o emissione di feci dure.

Spesso il medico gastroenterologo, oltre a indagare sulla presenza di malattie a carattere eredo-familiare, chiede di specificare al paziente la consistenza e le dimensioni medie delle feci evacuate, al fine di inquadrare al meglio il suo stato; nei bambini è ovviamente importante che i genitori riferiscano i sintomi e i segni prodotti dal proprio figlio prima o durante l’atto dell’evacuazione.

L’esame obiettivo si basa su un’attenta ispezione della regione addominale, valutando contemporaneamente alcuni segni che potrebbero preludere a complicazioni della semplice costipazione, come febbre, distensione addominale, vomito e nausea.

Risulta spesso dirimente l’effettuazione di una esplorazione anale, con un dito, quando si sospetta un qualsiasi tipo di ostruzione a livello intra-rettale, come la formazione di briglie aderenziali o di un prolasso rettale. [1],[2]

Diagnosi di costipazione

La diagnosi effettiva di stitichezza funzionale si impernia su criteri appositamente stabiliti da un consenso di esperti, noti come Criteri di Roma IV.

Questi criteri sono stati perfezionati nel tempo e prevedono l’effettuazione della diagnosi se sono soddisfatti almeno due dei seguenti sei criteri:

  • Meno di tre movimenti intestinali a settimana;
  • Feci dure in più di un quarto delle evacuazioni totali;
  • Sensazione di ostruzione a livello ano-rettale in più di un quarto delle evacuazioni totali;
  • Sensazione di evacuazione incompleta in più di un quarto delle evacuazioni totali;
  • Ricorso a uno sforzo fisico per più di un quarto del tempo necessario per l’evacuazione;
  • Effettuazione di manovre manuali per concludere l’atto dell’evacuazione in più di un quarto dei casi totali.

Per fornire una diagnosi certa di costipazione funzionale, è necessario che i sintomi riportati si manifestino per almeno tre mesi durante un periodo totale di sei mesi.

Perciò occorre considerare come passeggere quelle manifestazioni di stitichezza secondaria all’uso prolungato di farmaci, come ad esempio nella costipazione indotta da oppioidi nei pazienti affetti da neoplasia maligna.

Esami funzionali nella valutazione della stipsi

Per caratterizzare al meglio la stitichezza lamentata dal paziente si ricorre spesso all’utilizzo di test più specifici oltre l’esame digito-rettale, come il dosaggio di alcuni metaboliti attraverso esami del sangue o l’esecuzione di test strumentali come la manometria ano-rettale e la colonscopia. [1],[3],[4]

Cure e trattamenti per la stipsi

Dieta per la stipsi

La gestione della stitichezza si basa innanzitutto su un trattamento preventivo che prevede l’introduzione nella dieta di un quantitativo idoneo di fibre, di un apporto corretto di liquidi e l’eliminazione di cibi pro-infiammatori.

Educazione e terapia funzionale per la costipazione gastro-intestinale

Nei bambini con età inferiore ai quattro anni spesso può risultare utile cominciare percorsi di addestramento alla toilette o mettere in atto dei cambiamenti comportamentali.

Nei soggetti adulti è sempre raccomandato l’uso di routine di prebiotici e probiotici.

Trattamenti medici nel trattamento della stipsi

Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, i farmaci di prima scelta che vengono impiegati nella cura della costipazione sono rappresentati dai lassativi, come il polietilenglicole, usato soprattutto nell’età infantile.

Farmaci per la stipsi

Talvolta l’utilizzo mirato di tecniche di biofeedback può riuscire a migliorare la dinamica della defecazione e, se associata alla stimolazione del nervo sacrale, può comportare un aumento sostanziale della frequenza della defecazione.

La gestione chirurgica dei pazienti con stitichezza cronica è invece riservata a coloro che sono refrattari agli interventi farmacologici e si basa spesso sulla somministrazione di clisteri, sulla resezione di alcuni tratti intestinali e nella rimozione delle ostruzioni ano-rettali. [2],[4],[5]

Diagnosi differenziale della costipazione

Oltre a indagare sul possibile abuso di droghe, di tossine o sulla presenza di problemi psicosociali, è spesso utile ricercare nel paziente eventuali altre cause che si pongono in diagnosi differenziale con la stitichezza, come:

  • Malformazioni ano-rettali;
  • Rettocele;
  • Dissinergia del pavimento pelvico;
  • Ipertono dello sfintere anale interno;
  • Minzione disfunzionale;
  • Allergia alle proteine del latte vaccino. [2]

Conclusioni

La stitichezza, o costipazione, è un disturbo molto comune della popolazione, che tende a colpire in special modo le due fasce estreme della vita: i bambini e gli anziani.

L’esecuzione di un’attenta anamnesi e di un esame obiettivo scrupoloso sono spesso sufficienti per poter escludere cause secondarie potenzialmente gravi di costipazione, avviando il paziente alle cure più idonee.

La gestione della stipsi prevede trattamenti iniziali basati sulla prevenzione e sulla rieducazione all’atto evacuatorio fino alla somministrazione di farmaci lassativi o a interventi chirurgici mirati.

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Bibliografia: fonti e note

  1. Okolicsany L., Roncoroni L., Core Curriculum-Gastroenterologia. Mcgraw-Hill, 2011.
  2. Diaz S, Bittar K, Mendez MD. Constipation. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022
  3. Jani B, Marsicano E. Constipation: Evaluation and Management. Mo Med. 2018 May-Jun;115(3):236-240.
  4. Sharma A, Rao S. Constipation: Pathophysiology and Current Therapeutic Approaches. Handb Exp Pharmacol. 2017; 239:59-74.
  5. Bharucha AE, Lacy BE. Mechanisms, Evaluation, and Management of Chronic Constipation. Gastroenterology. 2020 Apr;158(5):1232-1249.