Ho avuto il coronavirus, cosa devo fare?

Ho avuto il coronavirus, cosa devo fare?

 Ho avuto il coronavirus, cosa devo fare?

Dopo che si è superata l’infezione da Coronavirus, cosa bisogna fare? Ci sono controlli o esami da eseguire post-Covid-19? Ci saranno conseguenze a lungo termine? Lo scopriamo assieme.

 

Come ormai è noto l’infezione da coronavirus può manifestarsi come una semplice influenza ma anche come una grave polmonite con insufficienza respiratoria che necessita di alti flussi di ossigeno, casco per la CPAP, ventilazione non invasiva e anche ricovero in terapia intensiva.

Nella maggior parte dei casi l’infezione è lieve e non lascia strascichi a livello polmonare o di altri organi e apparati. Può residuare stanchezza, astenia e facile affaticabilità; il gusto e l’olfatto, se persi, possono metterci del tempo a ritornare.

Il discorso cambia invece per chi ha avuto una grave insufficienza respiratoria. La ventilazione invasiva e non invasiva, l’elevata percentuale di ossigeno che è stata erogata e le gravi alterazioni radiologiche che si sono manifestate, possono lasciare importanti reliquati a livello polmonare. L’infezione inoltre può colpire il sistema nervoso, i muscoli e il cuore, lasciando anche in questo caso importanti alterazioni.



Sono stato ricoverato per coronavirus, cosa devo fare ?

I dati a nostra disposizione sulle conseguenze delle gravi infezioni da coronavirus sono ancora pochi, tuttavia sono stati dati alcuni suggerimenti per il monitoraggio delle sequele della malattia.

Gli inglesi, che quanto a linee guida sono sempre un passo avanti, hanno suggerito:

  • Radiografia del torace dopo sei settimane dalla dimissione, e contatto telefonico con il paziente.

Se la radiografia del torace è tornata normale e il paziente non ha sintomatologia, quindi ha ripreso la sua vita di sempre, non è necessario effettuare alcun controllo.

Se la radiografia permane alterata, o persiste una dispnea ovvero difficoltà di respiro che limita le normali attività quotidiane, è utile programmare:

  • TAC del torace a 12 settimane dalla dimissione e quindi a 6 settimane dalla radiografia,
  • Spirometria e misura della diffusione alveolo capillare del CO, che ci dà la misura di quanto il tessuto polmonare è ancora compromesso dalla malattia .

Una volta in possesso di questi esami, se normali, si è guariti; se alterati è necessario programmare una visita con il medico pneumologo, ed eventualmente una ecografia cardiaca e una visita cardiologica, che programmeranno poi i successivi controlli a distanza.

Chi invece ha avuto il coronavirus con manifestazioni neurologiche della malattia, tra le più gravi e invalidanti c’è la Sindrome di Guillan Barrè, necessiterà probabilmente di un lungo periodo di fisioterapia e, a seconda del distretto colpito, di logoterapia fino alla graduale ripresa delle normali funzionalità.

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Dott.ssa Laura Mancino

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Fonti e note:

George Pm et al: Respiratory follow-up of patients with COVID-19 pneumonia

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