Emogasanalisi: valori misurati e parametri di riferimento

Emogasanalisi: valori misurati e parametri di riferimento

Emogasanalisi: valori misurati e parametri di riferimento

Vediamo in questo articolo quali sono i valori misurati all’emogasanalisi e quali sono i loro parametri di normalità.

 

L’emogasanalisi e i valori misurati dai singoli strumenti

L’emogasanalisi è un insieme di esami di laboratorio che si possono compiere su un campione di sangue arterioso o venoso. Gli apparecchi per emogasanalisi non sono tutti uguali e svolgono una quantità di misurazioni diverse. Vediamo qui quali sono le misure di base svolte da quasi tutti gli apparecchi e quali sono i loro parametri di riferimento.

 

pO2 o Pressione parziale di Ossigeno

pO2 significa pressione parziale dell’Ossigeno. Al di là della definizione esatta, cui rimandiamo (1), per dare una indicazione più comprensibile a tutti, essa si può approssimare alla “quantità” di Ossigeno disciolto nel sangue, arterioso o venoso. A seconda che l’emogasanalisi sia svolto su sangue arterioso o venoso la pO2 prenderà il nome di paO2 oppure pvO2, rispettivamente.

Il valore normale della paO2 (pO2 nel sangue arterioso) in aria ambiente, ovvero respirando Ossigeno al 21%, è superiore a 80-90, che corrisponde ad una saturazione di Ossigeno di circa 97-99%. Il valore normale nel sangue venoso, pvO2, è variabile, attorno a 40-50 e dipende dalla necessità di sangue dell’organismo in ogni specifica situazione.

Un aumento della pO2 è legato ad una maggiore quantità di Ossigeno inspirata (fino al massimo al 100%) oppure ad un aumento della pressione di ossigeno nell’ambiente, come accade per esempio nella camera iperbarica. Per questo motivo per valutare a livello clinico il significato della pO2 occorre rapportarla alla frazione di ossigeno inspirata, ovvero FiO2: questo è il senso del rapporto pO2/FiO2.

Una riduzione della pO2 è detta anche IPOSSIA e ha numerose cause.

 

pCO2 o Pressione parziale di Anidride carbonica

pCO2 significa pressione parziale dell’Anidride Carbonica (CO2). Al di là della definizione esatta, cui rimandiamo (1), per dare una indicazione più comprensibile a tutti, essa si può approssimare alla “quantità” di Anidride carbonica disciolta nel sangue, arterioso o venoso. A seconda che l’emogasanalisi sia svolto su sangue arterioso o venoso la pCO2 prenderà il nome di paCO2 oppure pvCO2, rispettivamente.

La pCO2 ha un valore normale nel sangue arterioso (paCO2) compresi tra 35 e 45 mmHg. Il valore normale venoso, (pvCO2) si attesta a qualche punto in più. Non c’è una differenza così significativa tra sangue arterioso e sangue venoso perchè, al contrario dell’ossigeno, la CO2 non viene processata a livelli quantitativi così significativi.

  • un valore di paCO2 inferiore a 35 si definisce ipocapnia
  • un valore di paCO2 superiore a 45 si definisce ipercapnia

pH sanguigno

Il pH del sangue misura la quantità di acidità del sangue. In altre parole si misura la quantità di ioni idrogeno (H+) disciolti. In condizioni normali il pH arterioso è compreso tra valori di 7,35 e 7,45.

  • Quando il valore del pH sanguigno arterioso è inferiore a 7,35 allora si definisce ACIDO e identifica una ACIDOSI
  • Quando il valore del pH sanguigno arterioso è superiore a 7,45 si definisce BASICO o ALCALINO e identifica una ALCALOSI.

 

Livelli di Ossigeno nel sangue:

Contenuto sanguigno di Ossigeno

Il contenuto sanguigno di Ossigeno è la quantità totale di ossigeno presente nel sangue.

Saturazione di Ossigeno

La saturazione di Ossigeno è una misura della percentuale di occupazione dei siti per l’ossigeno nell’emoglobina. Il valore normale è variabile in base all’età e oscilla tra 100% del giovane al 90% del novantenne. L’apparecchio per la misurazione è un saturimetro fisso, che analizza la luce assorbita dall’emoglobina per determinarne il grado di ossigenazione.

 

Livelli sanguigni di bicarbonato (HCO3-)

Il bicarbonato è una sostanza molto importante nel mantenere sotto controllo il pH sanguigno, evitando che quest’ultimo si faccia troppo acido o troppo basico. E’ importante valutarlo per comprendere se un’alterazione del pH è di tipo acuto o cronico.

Eccesso di basi

E’ il valore che indica la quantità di basi nel sangue.

Può essere utilizzato per calcolare la quantità di trattamento (neutralizzazione) richiesta per contrastare l’acidosi o l’alcalosi metabolica.

Il valore normale è compreso tra +2 e -2 mmol/litro

 

Lattato

Il lattato viene prodotto dall’organismo nelle condizioni in cui l’energia viene prodotta senza l’utilizzo dell’ossigeno (2). Durante il normale metabolismo aerobico la quantità di lattato prodotta è piuttosto ridotta e comunque viene smaltita efficacemente dal torrente ematico e dal metabolismo epatico.

Il lattato aumenta nelle condizioni di:

  • aumentata produzione (per ischemia relativa tissutale, che comporta un aumento del metabolismo anaerobico)
  • difficoltà di smaltimento (riduzione della gittata cardiaca globale)
  • difficoltà di metabolizzazione (insufficienza epatica)

 

 

Analisi degli elettroliti

Tra i valori misurati all’emogasanalisi vi è anche quella degli elettroliti che prevede la misura del Sodio, del Potassio, del Cloro e del Calcio.

Na+ o livello sanguigno di Sodio

Il livello sanguigno di Sodio aumenta nell’emoconcentrazione e nella disidratazione e si riduce invece nell’emodiluizione o nell’intossicazione da acqua.

K+ o livello sanguigno di Potassio

Cl- o livello sanguigno di Cloro

Ca++ o livello sanguigno di Calcio

 

Utilità dell’emogasanalisi in alcune malattie

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

Note e fonti

  1. La pressione parziale corrisponde a quella pressione che questo gas avrebbe qualora occupasse da solo il volume a disposizione della miscela alla medesima temperatura.
  2. Cioè nelle condizioni di metabolismo anaerobico

 

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