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Esame dell’orecchio: quando è necessario

Esame dell’orecchio: quando è necessario e come si svolge

L’esame dell’orecchio è una procedura approfondita, che si effettua quando il paziente mostra sintomi, importanti o sospetti, a carico dell’apparato uditivo. 

A differenza della visita otorinolaringoiatrica, che comprende l’esame di naso, orecchie e gola, l’esame dell’orecchio è necessario per rilevare eventuali patologie dell’apparato uditivo che potrebbero sfuggire ad un normale controllo. 

Le patologie che danno risultati positivi all’esame dell’orecchio vanno da quelle comuni e benigne, come la labirintite virale, a quelle rare e potenzialmente pericolose per la vita, come la mastoidite batterica acuta. 

Considerata l’interazione e la vicinanza anatomica dell’orecchio al cervello, alla base cranica e ai nervi cranici, un esame attento è fondamentale, poiché alcune patologie possono coinvolgere anche queste strutture anatomiche. 

L’esame dell’orecchio può essere effettuato dal medico di base o dall’otorinolaringoiatra.

 

Le strutture dell’orecchio e le loro alterazioni

 

Rappresentazione dell'orecchio

 

Orecchio esterno 

L’orecchio esterno è costituito dal padiglione auricolare (pinna), dal meato e canale uditivo esterno e dallo strato esterno (laterale) della membrana timpanica. La funzione dell’orecchio esterno è l’incanalamento delle onde acustiche verso la membrana timpanica e, quindi, l’orecchio medio. Embriologicamente la pinna è formata dalle fusioni di sei proliferazioni mesenchimali, note come Colline di His, derivazioni del primo e del secondo arco branchiale. La fusione incompleta di queste collinette può portare allo sviluppo di fosse o seni preauricolari. L’intero orecchio esterno può essere visualizzato direttamente durante l’esame esterno dell’orecchio, che avviene con l’ispezione.

L’ispezione consente di identificare la presenza di: 

  • Eccesso di cerume: causa comune di ipoacusia trasmissiva 
  • Corpi estranei: come cotton fioc, insetti o piccoli oggetti 
  • Asimmetria: confrontando i padiglioni auricolari è possibile identificare una sottile patologia unilaterale. 
  • Deformità del padiglione auricolare: può essere acquisita (es. orecchio a cavolfiore) o congenita (es. anotia, microtia, orecchie a bassa attaccatura). 
  • Piercing all’orecchio: può essere una potenziale fonte di infezione, costituire un allergene ed una causa di traumi. 
  • Eritema ed edema: tipicamente associati a otite esterna. 
  • Cicatrici: indicative di precedenti interventi chirurgici o lesioni
  • Lesioni cutanee: segni di alterazioni cutanee pre-maligne (cheratosi attiniche) e maligne (ad es. carcinoma basocellulare, carcinoma squamocellulare). 
  • Linfoadenopatiatipicamente associata a un’infezione all’orecchio (es. otite media, otite esterna) 

Nella regione mastoidea (prominenza ossea situata dietro il padiglione auricolare): 

  • Eritema e gonfiore: tipicamente associati a mastoidite. 
  • Cicatrici: indicative di precedenti interventi chirurgici (es. mastoidectomia). 

 

Orecchio medio 

Esame dell'orecchio: orecchio medio

L’orecchio medio è una complessa cavità piena d’aria che si trova all’interno dell’osso temporale del cranio. Contiene:

  • i tre ossicini (incudine, staffa e martello)
  • lo strato interno (mediale) della membrana timpanica e
  • l’orifizio della tromba di Eustachio.

È rivestito con epitelio respiratorio, che è in continuazione con il rivestimento della tromba di Eustachio e del tratto aero digestivo superiore. Gli ossicini (da laterale a mediale) sono chiamati martello, incudine e staffa.  

La funzione primaria dell’orecchio medio è quella di trasmettere le onde acustiche dalla membrana timpanica dell’orecchio esterno alla finestra ovale dell’orecchio interno, tramite gli ossicini. Durante l’esame dell’orecchio alcune parti dell’orecchio medio possono essere visualizzate attraverso la membrana timpanica: il processo laterale del martello, la giunzione incudo-stapediale e, occasionalmente, il promontorio. 

La compliance dell’orecchio medio può essere misurata con la timpanometria o timpanogramma, che però non fa parte dell’esame standard dell’orecchio. Essa misura l’impedenza alla trasmissione dell’onda sonora attraverso l’orecchio medio e fornisce così una misura della capacità della membrana timpanica di trasmettere il movimento.

Un certo numero di patologie può essere evidenziato in un timpanogramma anormale, come la presenza di fluido all’interno dell’orecchio medio o l’interruzione della catena degli ossicini. 

 

Orecchio interno 

Esame dell'orecchio: orecchio interno

L’orecchio interno è composto dal sistema vestibolare e dalla coclea. Entrambi hanno una porzione ossea e membranosa. La funzione dell’orecchio interno è duplice: si occupa della:

  • conversione delle vibrazioni acustiche in impulsi neurali per l’udito,
  • rilevazione e trasmissione del movimento cranico per l’equilibrio.

Nessuna parte dell’orecchio interno può essere visualizzata direttamente durante l’esame dell’orecchio.  

Tuttavia, possono essere rilevati segni di malattia dell’orecchio interno, come la perdita dell’udito neurosensoriale o la disfunzione vestibolare. 

 

L’ipoacusia come conseguenza delle alterazioni dell’orecchio esterno e medio

In generale le anomalie dell’orecchio esterno e medio producono ipoacusia trasmissiva e le anomalie dell’orecchio interno producono ipoacusia neurosensoriale. 

  • Ipoacusia conduttiva o trasmissiva: si verifica quando il suono non è in grado di trasferirsi efficacemente in qualsiasi punto tra l’orecchio esterno, il canale uditivo esterno, la membrana timpanica e l’orecchio medio (ossicini).  

Le cause dell’ipoacusia conduttiva includono:

  • cerume eccessivo,
  • otite esterna,
  • otite media,
  • membrana timpanica perforata e
  • otosclerosi.

 

  • Ipoacusia neurosensoriale: si verifica a causa di una disfunzione della coclea e/o del nervo vestibolococleare .  

Le cause dell’ipoacusia neurosensoriale comprendono:

  • l’aumento dell’età (presbiacusia),
  • l’eccessiva esposizione al rumore,
  • mutazioni genetiche,
  • infezioni virali (es. citomegalovirus) e
  • agenti ototossici (es. gentamicina).

 

Per quali sintomi è consigliato l’esame dell’orecchio 

 I sintomi che richiedono un esame dell’orecchio includono: 

  • Otalgia (dolore all’orecchio) 
  • Otorrea (fuoriuscita di pus) 
  • Vertigini  
  • Acufene o tinnito (suoni o fischi nell’orecchio) 
  • Pienezza auricolare (orecchie tappate) 
  • Perdita o calo dell’udito 
  • Debolezza facciale 

Un’attenta anamnesi del paziente può aiutare lo specialista a distinguere tra le vere vertigini (sensazione di rotazione della stanza, che indica una disfunzione del sistema vestibolare) e le sensazioni di svenimento (di solito dovute a un episodio pre-sincopale), stordimento (un sintomo non specifico) o squilibrio dovuto a disturbi cerebellari o dell’andatura.

 

Quali malattie si possono nascondere dietro questi sintomi ed essere identificate durante un esame dell’orecchio?

Ne citiamo alcune:

  • Herpes zoster oticus
  • Iperacusia
  • Ipoacusia
  • Labirintite
  • Malattia di Ménière
  • Mastoidite
  • Miringite
  • Nocicezione uditiva
  • Otite (interna-media-esterna)
  • Otorrea
  • Pericondrite
  • Presbiacusia
  • Tumori dell’orecchio medio

 

Come si svolge l’esame dell’orecchio. 

Dopo un primo esame obiettivo, di osservazione e ispezione dell’orecchio esterno, lo specialista esegue l’otoscopia, ossia l’ispezione del condotto uditivo e della membrana timpanica. Lo strumento utilizzato è l’otoscopio, dotato di una lente d’ingrandimento e una fonte di illuminazione. 

Se il problema è la perdita dell’udito, il paziente può essere sottoposto ai test del diapason di Weber e Rinne, che consentono la differenziazione tra ipoacusia trasmissiva o neurosensoriale. 

Test di Weber (1)

Il test di Weber viene eseguito per primo. L’esaminatore colpisce il diapason e lo posiziona al centro della fronte del paziente; con l’altra mano esercita una contropressione sulla parte posteriore della testa del paziente. Al paziente viene quindi chiesto di indicare se può sentirlo più forte a sinistra, a destra o al centro. 

Interpretazione del test di Weber: 

  1. Udito normale o ipoacusia simmetrica: udito al centro. 
  2. Ipoacusia neurosensoriale asimmetrica: si sente più forte nell’orecchio normale. 
  3. Ipoacusia conduttiva asimmetrica: si sente più forte nell’orecchio interessato 

 

Test di Rinne (2)

Il test di Rinne viene eseguito colpendo il diapason e tenendolo a 2 cm di distanza dal meato acustico esterno (conduzione aerea). Dopo due o tre secondi, la base della forcella deve essere premuta saldamente sulla mastoide, usando l’altra mano dell’esaminatore per fornire una contropressione controlaterale (conduzione ossea). Al paziente viene quindi chiesto quale suono è stato sentito più forte. 

Interpretazione del test di Rinne: 

  1. La conduzione aerea si sente più forte della conduzione ossea (Rinne positivo): udito normale o ipoacusia neurosensoriale. 
  2. La conduzione ossea si sente più forte della conduzione aerea (Rinne negativo): ipoacusia conduttiva. 

 

Esami diagnostici  

Se necessario, il medico può richiedere ulteriori esami di approfondimento: 

 

Ci sono precauzioni da seguire prima di sottoporsi all’esame dell’orecchio?

L’esame non non è doloroso e non richiede precauzioni particolari.

Prima dell’esame sarebbe opportuno interrompere, se possibile, l’assunzione di farmaci, per consentire allo specialista di valutare il quadro clinico sintomatologico reale e non alterato dalla terapia.

 

 

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