illustrazione di come si svolge la radiografia del torace rx torace

RX Torace: Cos’è, Come si Legge e Quando Farla

Che cos’è la radiografia del torace

La radiografia del torace — comunemente chiamata “RX torace” o “lastra del torace” — è l’esame di diagnostica per immagini più prescritto al mondo. Il principio è semplice: un fascio di raggi X attraversa il corpo e viene assorbito in misura diversa a seconda della densità dei tessuti. L’osso assorbe molto (e appare bianco), l’aria nei polmoni assorbe pochissimo (e appare nera), i tessuti molli stanno nel mezzo (sfumature di grigio). Il risultato è un’immagine bidimensionale del torace che permette di valutare polmoni, cuore, mediastino, diaframma, coste e tessuti molli in un singolo scatto.

La storia di questo esame è la storia stessa della radiologia: nel 1895, Wilhelm Conrad Röntgen scoprì i raggi X e produsse la prima radiografia — della mano di sua moglie. In pochi anni l’RX torace divenne lo strumento cardine della diagnosi medica, e a distanza di oltre un secolo resta insostituibile come esame di primo livello. Questo accade perché nessun’altra indagine offre un rapporto così favorevole tra quantità di informazioni, rapidità di esecuzione, costo e dose radiante.

 

Quando si prescrive una RX-torace

Le indicazioni sono numerose e coprono gran parte della medicina interna, chirurgica e d’urgenza. Si prescrive in caso di tosse persistente che dura oltre 3 settimane (soprattutto se accompagnata da sangue con la tosse, o emottisi), dispnea di nuova insorgenza o in peggioramento, dolore toracico da valutare in contesto clinico, e trauma toracico — per escludere pneumotorace, emotorace o fratture costali.

Altre indicazioni classiche includono il sospetto di polmonite (febbre + tosse + reperti auscultatori suggestivi), versamento pleurico (opacità basale, ottusità alla percussione), valutazione pre-operatoria con indicazione clinica precisa, screening della tubercolosi in contesti a rischio e monitoraggio di patologie note come ARDS, scompenso cardiaco o interstiziopatie polmonari.

Un punto importante: la RX torace di routine come “check-up annuale” in un paziente senza sintomi e senza fattori di rischio non è raccomandata dalle linee guida internazionali. Non aggiunge informazioni utili e comporta un’esposizione, per quanto minima, a radiazioni ionizzanti.

Nella pratica comune del nostro ambulatorio, non si prescrive una radiografia del torace di routine, ma soltanto quando vi è una indicazione clinica precisa: un paziente giovane e sano che deve fare un intervento minore non ne ha bisogno, e prescriverla di routine è uno spreco che non cambia la gestione anestesiologica.

 

Come si esegue l’esame

illustrazione che mostra come si esegue una rx torace in posizione anteroposteriore e laterolaterale

L’esame standard si esegue in due proiezioni: postero-anteriore (PA, il fascio entra dalla schiena e colpisce la lastra davanti al paziente) e latero-laterale (LL, il fascio entra da un lato). Il paziente sta in piedi, con il torace appoggiato alla cassetta radiografica, braccia leggermente abdotte per scostare le scapole dal campo polmonare.

La preparazione è sostanzialmente nulla: non serve digiuno, non serve mezzo di contrasto, non serve sedazione. L’unica accortezza è rimuovere collane, piercing e indumenti con componenti metalliche dalla zona toracica. L’esecuzione dura pochi secondi — il tempo dell’esposizione è inferiore a un decimo di secondo.

La dose radiante è estremamente bassa: circa 0,02 mSv per una proiezione PA, equivalente a 2-3 giorni di radiazione di fondo naturale. Per dare un’idea, una TAC del torace espone a circa 7 mSv — oltre 300 volte di più.

In gravidanza l’esame si può eseguire se clinicamente indicato, proteggendo l’addome con un grembiule piombato. La dose all’utero è trascurabile (< 0,01 mSv), ben al di sotto di qualsiasi soglia di rischio teratogeno.

 

Come si legge una RX torace: l’approccio sistematico

Questo è il cuore dell’articolo, perché il valore della radiografia del torace dipende interamente dalla capacità di leggerla in modo sistematico. L’errore più frequente è lasciarsi catturare dalla prima anomalia evidente e saltare il resto. Un metodo strutturato evita questo rischio.

L’approccio più utilizzato è il metodo ABCDE, un acronimo che guida l’occhio attraverso cinque aree in sequenza.

infografica per l'interpretazione della radiografia del torace secondo la sequenza ABCDE

A — Airways (vie aeree)

Si parte dalla trachea: deve essere mediana, con una deviazione fisiologica di pochi millimetri verso destra a livello dell’arco aortico. Una deviazione significativa suggerisce masse mediastiniche, pneumotorace iperteso o atelettasia lobare. Si prosegue valutando i bronchi principali e la carena.

B — Bones (ossa)

Coste, clavicole, scapole, vertebre toraciche. Si cercano fratture (soprattutto nelle sedi tipiche: archi laterali delle coste medie nei traumi, archi posteriori nei traumatismi più violenti), lesioni litiche o addensanti (sospetto metastatico), e si valuta la simmetria delle strutture.

C — Cardiac (silhouette cardiaca)

Il cuore normalmente occupa meno della metà del diametro toracico trasverso (rapporto cardio-toracico, o ICT, < 0,5 in proiezione PA). Un rapporto superiore suggerisce cardiomegalia. Si valutano i margini cardiaci — il margine sinistro è formato dall’arco aortico e dal ventricolo sinistro, il margine destro dall’atrio destro.

D — Diaphragm (diaframma)

Le due cupole diaframmatiche devono essere ben visibili e convesse. La cupola destra è normalmente 1-2 cm più alta della sinistra (il fegato la “solleva”). Gli angoli costofrenici devono essere acuti e liberi: un’obliterazione suggerisce versamento pleurico. L’appiattimento delle cupole è tipico dell’enfisema.

E — Everything else (tutto il resto)

Mediastino (slargamento? masse?), tessuti molli (enfisema sottocutaneo? masse parietali?), presidi medici (catetere venoso centrale, tubo endotracheale, drenaggio toracico, pacemaker). Questa ultima fase è quella che cattura le anomalie “inattese” che non rientrano nelle categorie precedenti.

 

Cosa può mostrare la radiografia del torace

illustrazione che mostra due quadri di rx-torace patologico: un addensamento parenchimale e un pneumotorace.

Patologie polmonari

L’RX torace è in grado di riconoscere addensamenti parenchimali (tipici della polmonite), pattern interstiziali (reticolari o reticolo-nodulari, suggestivi di interstiziopatie), noduli polmonari (opacità rotondeggianti da differenziare tra benigne e maligne), atelettasia (collasso lobare o segmentario), e bronchiectasie nei casi avanzati.

Gli addensamenti alveolari appaiono come opacità omogenee con broncogramma aereo — l’aria residua nei bronchi crea striature scure all’interno dell’opacità bianca. Questo segno è quasi patognomonico dell’addensamento parenchimale.

Patologie pleuriche

Il versamento pleurico si manifesta come opacità omogenea declive che oblitera l’angolo costofrenico. In posizione eretta, bastano circa 200-300 ml di liquido per rendersi visibili al radiogramma convenzionale. Il pneumotorace appare come un’area di ipertrasparenza priva di trama polmonare tra la parete toracica e il margine del polmone collassato — la diagnosi è spesso immediata nelle forme ampie.

Patologie cardiache e mediastiniche

La cardiomegalia è il reperto più comune (ICT > 0,5). Lo slargamento del mediastino superiore può indicare aneurisma aortico, linfadenopatia, masse timiche o gozzo retrosternale. Lo scompenso cardiaco congestizio produce un quadro caratteristico: cardiomegalia, ridistribuzione vascolare verso gli apici, linee di Kerley B, versamento pleurico bilaterale (spesso a prevalenza destra), e nei casi più gravi edema alveolare “a farfalla”.

Patologie ossee

Le fratture costali sono tra i reperti ossei più frequenti — particolarmente rilevanti nel trauma. Le lesioni litiche costali o vertebrali sollevano il sospetto di metastasi ossee, specialmente in pazienti oncologici noti. Questo accade perché la gabbia toracica è una sede frequente di localizzazione metastatica data la ricca vascolarizzazione ossea.

 

Limiti della radiografia del torace

Nonostante la sua utilità, l’RX torace ha limiti importanti che il clinico deve conoscere. Le lesioni polmonari inferiori a 1 cm sono spesso invisibili, soprattutto in aree “cieche” (retrocardica, retrodiaframmatica, apici sovrapposti a clavicole). L’embolia polmonare presenta quasi sempre una RX torace normale — l’indagine di scelta è l’angio-TC. Le lesioni retrocardiche sono oscurate dalla silhouette cardiaca e richiedono la proiezione laterale o la TC.

Quando la radiografia non basta, gli esami di secondo livello sono la TAC del torace (per noduli, embolia, masse), l’ecografia toracica (per versamenti piccoli, guida procedurale) e la risonanza magnetica (per masse mediastiniche e patologia di parete).

 

Domande frequenti

La RX torace è pericolosa?

No. La dose radiante è tra le più basse di tutta la diagnostica per immagini: 0,02 mSv equivalgono a 2-3 giorni di radiazione naturale di fondo. Il rischio aggiuntivo di cancro legato a una singola RX torace è stimato in circa 1 su un milione — un valore talmente basso da essere irrilevante se l’esame è clinicamente indicato.

Ogni quanto va ripetuta?

Non esiste una cadenza fissa. La RX torace va ripetuta solo quando c’è un motivo clinico: comparsa di nuovi sintomi, monitoraggio di una patologia nota, controllo post-procedurale (dopo posizionamento di catetere venoso centrale, dopo decompressione di pneumotorace). Ripeterla “tanto per controllare” senza indicazione è inappropriato.

Si può fare in gravidanza?

Sì, se clinicamente necessaria. Con la protezione dell’addome tramite grembiule piombato, la dose all’utero è inferiore a 0,01 mSv — centinaia di volte al di sotto della soglia di rischio teratogeno. Negare un esame diagnostico necessario per timore ingiustificato delle radiazioni può essere più dannoso dell’esame stesso!

 

Bibliografia

1. Raby N, Berman L, de Lacey G. Accident and Emergency Radiology: A Survival Guide. 3rd ed. Elsevier, 2015.

2. Mettler FA et al. Effective doses in radiology and diagnostic nuclear medicine: a catalog. Radiology. 2008;248(1):254-263. PubMed

3. American College of Radiology. ACR Appropriateness Criteria — Routine Chest Radiography. ACR

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin