Bruxismo: digrignare i denti nel sonno

Bruxismo: digrignare i denti nel sonno

Bruxismo: digrignare i denti nel sonno

Cosa vuol dire la parola “bruxismo”?

Secondo l’origine greca del termine, il bruxismo è la Abitudine di serrare e digrignare i denti in una serie di movimenti involontari ritmici e spasmodici della mandibola durante il sonno”.  Si tratta dunque di un movimento muscolare non-finalizzato (detto parafunzionale), talvolta fastidioso e rumoroso non tanto per chi lo compie, poiché non ne è consapevole, ma per chi lo ode.

 

Quanto è frequente il bruxismo? Epidemiologia

È un problema più frequente di quanto si possa immaginare. La reale distribuzione nella popolazione è variabile, perché dipende dai criteri di diagnosi. Tuttavia si stima che il bruxismo notturno abbia una prevalenza tra 1 e 15%, mentre il bruxismo da svegli tra il 22 e il 30% (9).

 

Quali sono le cause del bruxismo? (eziologia)

È opportuno suddividere in bruxismo primario e secondario (2).

Il bruxismo primario non è in relazione con altri problemi di salute. È un problema multifattoriale: alcuni fattori di rischio

  • stress
  • stati di ansia
  • stati emotivi sgradevoli,
  • malocclusione dentaria o disallineamento delle arcate dentarie (problematica fisica data dalla malformazione dell’arcata dentaria o della mandibola) (1)
  • fumo
  • abuso di alcolici (9)
  • abuso di caffeina (9)
  • reflusso gastro-esofageo con acidificazione dell’ambiente esofageo (9)
  • sindrome da apnee notturne o sindrome da disturbi ostruttivi nel sonno (OSAS) (7)

Il bruxismo secondario è in relazione con disturbi neurologici, come risposta muscolare a una malattia rigenerativa, oppure un effetto collaterale di alcuni farmaci, i neurolettici.

 

Come fare la diagnosi di bruxismo? (8)

I sintomi del bruxismo all’anamnesi

Il sintomo principale riferito dai soggetti con bruxismo è il digrignare i denti in maniera involontaria, specialmente durante il sonno. Spesso il sintomo è riferito non tanto dal soggetto, che spesso dormendo non se ne rende conto, quanto piuttosto dalle persone con cui dorme, perché possono testimoniare il rumore dei denti che sfregano uno sull’altro, che spesso è molto forte.

Altri sintomi correlati sono:

  • cefalea, specialmente mattutina
  • dolore agli orecchi
  • dolore ai muscoli della testa e dolore ai muscoli del collo

 

I segni del Bruxismo all’esame obiettivo

All’esame obiettivo della persona si ricercano i segni dell’usura dei denti come risultato del digrignare i denti. Si possono notare l’assottigliamento dei denti, specialmente gli incisivi superiori, che possono diventare molto sottili specialmente alle estremità per la continua opera di levigatura degli incisivi superiori contro gli inferiori e viceversa.

I denti possono anche essere scheggiati, avere un aumento della sensibilità, per la perdita dello strato di smalto che si stacca per via del processo di sfregamento.

 

bruxismo denti

 

Quali le indagini da svolgere? Esami strumentali per il bruxismo

Tra le metodiche per immagini, è importante eseguire una radiografia ortopanoramica, che consente di evidenziare problemi di allineamento delle arcate dentarie (malocclusione).

Tra i test funzionali la polisonnografia è l’esame gold standard per una diagnosi certa di bruxismo. La polisonnografia consente anche di verificare i cicli del sonno e di conseguenza l’efficacia del riposo notturno (8)

 

Conseguenze del bruxismo

Le conseguenze di questo disturbo sono sia a livello dei denti che a livello dell’organismo generale.

Conseguenze del bruxismo a livello dentario

Come visto nella sezione dei segni obiettivi, la scheggiatura o incrinatura dei denti che possono arrivare anche a rompersi creando inestetismi: sono infatti i denti incisivi, quelli al centro della bocca, quelli maggiormente interessati.

Conseguenze del bruxismo a livello generale

Le persone che durante la notte hanno i movimenti ripetitivi tipici del bruxismo spesso lamentano disturbi al di là della problematica dentaria:

  • Il continuo serrare i muscoli durante la notte pone i muscoli della masticazione in condizione di stress continuo, senza rilassamento o riposo. Questo produce un senso di sensazione di affaticamento, indolenzimento o dolore a livello della mandibola e delle arcate dentarie.
  • L’affaticamento dei muscoli della masticazione comporta un affaticamento anche della muscolatura del collo con conseguente irrigidimento e infiammazione. Questo può provocare alla lunga anche cefalea muscolo-tensiva dovuta all’infiammazione costante della muscolatura del collo.
  • Il dolore e la sensazione di irrigidimento può irradiarsi, oltre che verso il basso e quindi al collo, anche verso l’indietro, fino a raggiungere l’orecchio e a procurare, oltre al dolore, anche fastidiosi acufeni.

 

Prevenzione del bruxismo

Prevenzione del bruxismo

Il modo migliore per evitare che si danneggino i denti consiste nel ridurre l’entità del bruxismo. Per tale motivo si può agire sulla  riduzione dello stress con l’utilizzo di tecniche di rilassamento.

Un altro metodo per ridurre il fenomeno del bruxismo consiste nell’evitare tutti i comportamenti che tendono a favorirlo, quindi evitare di bere alcolici e caffè e tè, soprattutto dopo cena ed eventualmente trattare in modo corretto il reflusso gastro-esofageo se presente.

Prevenzione del danno ai denti: il bite per il digrignamento notturno

Si tratta di mettere un paradenti, o bite, durante la notte in modo da evitare lo sfregamento dei denti. Il bite si frappone tra le arcate dentarie in modo da evitare che esse vengano a contatto e quindi la lesione dentaria delle arcate una contro l’altra.
Riguardo l’usura dei denti, i bite sono considerati efficaci nel ridurre il fenomeno (9). Nonostante l’utilizzo molto diffuso e la grande quantità di studi scientifici nel merito, non vi sono comunque evidenze definitive che il bite sia in grado di ridurla (5).

bite bruxismo

Terapie per il bruxismo

Qualora sia molto significativo, può risultare necessario trattare il bruxismo non solo con la prevenzione, ma anche con delle terapie specifiche.

Terapie farmacologiche per il bruxismo

Attualmente non c’è unanime consenso sull’efficacia delle terapie farmacologiche per il bruxismo (9).

Il botulino nella terapia del bruxismo

I dati raccolti provengono da una systematic review su 6 studi clinici randomizzati. Tutti gli studi confermavano l’efficacia e la sicurezza della terapia con tossina botulinica per la riduzione dei sintomi del bruxismo primario negli adulti (3). Non è ancora disponibile un protocollo specifico per l’utilizzo della tossina botulinica come un’alternativa alle terapie tradizionali nella gestione del bruxismo primario (9).

Terapie non farmacologiche per il bruxismo

Tra le terapie non farmacologiche per il bruxismo molte non hanno ancora un’evidenza scientifica dimostrata. Il biofeedback è un’opzione tra queste anche se non sono ancora emerse evidenze definite al riguardo (9).

 

Il bruxismo nei bambini

C’è un’associazione tra la sindrome da iperattività (ADHD) e il bruxismo? A questa domanda ha risposto uno studio di metanalisi (4) che ha evidenziato proprio una maggiore associazione tra i bambini con la sindrome ADHD, tre volte superiore agli altri bambini.

Terapie efficaci per il bruxismo nei bambini

Per il trattamento della cefalea risultano efficaci (6):

  • farmaci come idrossizina, trazodone, benzodiazepine
  • bite occlusali
  • interventi ortodontici
  • interventi psicologici e di natura psicoterapica

mentre per la riduzione dell’attività masticatoria ritmica dei muscoli sono efficaci gli interventi dentari e l’uso del bite.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

Fonti e note

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