Depressione

La depressione: cause, sintomi e cure

Indice

La depressione è un termine generico utilizzato per descrivere una serie di disturbi mentali caratterizzati da un umore depresso e/o da perdita di interesse o piacere in attività normalmente gradite.

Vediamola nel dettaglio, scoprendo insieme quali sono le cause, i sintomi e le possibili cure.

Che cos'è la depressione? Definizione

La depressione è un disturbo mentale caratterizzato da un umore persistentemente depresso, perdita di interesse o piacere in attività normalmente gradite, e cambiamenti fisici e cognitivi.

I sintomi possono includere sentimenti di tristezza, ansia, perdita di energia, difficoltà a concentrarsi, aumento o perdita di peso e problemi del sonno; può anche causare pensieri negativi o addirittura idee suicidarie.

La depressione è una malattia comune e grave che può avere conseguenze negative sulla vita di una persona, sulle relazioni con gli altri e sul lavoro. Si tratta di una patologia che può essere causata da fattori biologici, ambientali e psicologici.

Quanto è frequente? Epidemiologia della depressione

La depressione è una delle patologie mentali più comuni a livello mondiale.

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Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa il 4,4% della popolazione mondiale soffre di depressione maggiore in un dato momento.

Tuttavia la depressione è una condizione altamente ricorrente e, secondo alcune stime, più della metà delle persone che hanno avuto un episodio di depressione maggiore svilupperà un altro episodio in futuro.

Quali sono le cause? Eziologia della depressione

Le cause della depressione possono essere molteplici e possono variare da persona a persona. Generalmente, si ritiene che questa patologia sia causata da una combinazione di fattori biologici, ambientali e psicologici.

Fattori biologici

La depressione può essere legata a problemi del sistema nervoso centrale, ad esempio in caso di carenza di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina o la noradrenalina.

Anche alcune condizioni mediche, come l’ipotiroidismo o la malattia di Cushing, possono causare depressione.

Fattori ambientali

Alcuni eventi stressanti come, la perdita di un lavoro, una rottura sentimentale, la morte di una persona cara, o un evento traumatico possono scatenare un episodio di depressione.

Inoltre, altri elementi, come vivere in condizioni di povertà, in un ambiente violento o in una zona con scarsi servizi di supporto sociale, possono aumentare il rischio di sviluppare questa malattia.

Fattori psicologici

Alcune persone hanno una maggiore vulnerabilità alla depressione a causa di fattori psicologici, come la bassa autostima, una tendenza a vedere gli eventi in modo negativo, o una predisposizione genetica.

In generale, i fattori scatenanti della depressione sono complessi e non possono essere attribuiti a una singola causa. Inoltre, anche se un evento o un fattore può scatenare un episodio di depressione, non significa che sia la causa della depressione stessa.

Quali sono i sintomi della depressione?

I sintomi della depressione possono variare da persona a persona, ma i più comuni sono:

  • Umore depresso: sentimenti di tristezza, disperazione, vuoto o senso di inutilità che possono durare per settimane o mesi;
  • Perdita di interesse o piacere in attività normalmente gradite: non si ha più interesse per hobby, sport, attività sociali e relazioni;
  • Cambiamenti del sonno: difficoltà ad addormentarsi, svegliarsi presto al mattino o dormire troppo;
  • Cambiamenti del peso: aumento o perdita di peso, anche senza un cambiamento nell’alimentazione o nell’esercizio fisico;
  • Ansia o agitazione: sentirsi in preda al panico, avere pensieri ossessivi, o sentirsi irrequieti;
  • Difficoltà di concentrazione o prendere decisioni: difficoltà a concentrarsi su libri, film o conversazioni, o a prendere decisioni;
  • Stanchezza o mancanza di energia: sentirsi esausti o privi di energie, anche senza una ragione apparente;
  • Sentimenti di colpa o di inutilità: sentirsi in colpa per cose che non si sono fatte o per cose non fatte bene, o sentirsi inutili;
  • Pensieri suicidi: avere pensieri di morte o di suicidio, o pianificare il suicidio.

I sintomi possono variare in intensità e durata, e non tutti i sintomi sono presenti in ogni persona.

In generale, per diagnosticare la depressione, i sintomi devono essere presenti per almeno due settimane e causare un significativo impatto sulla vita quotidiana.

Le più comuni malattie che presentano sintomi di depressione

Le più comuni sono:

  • Depressione maggiore: è la forma più comune di depressione e si caratterizza per un umore depresso, perdita di interesse e piacere in attività normalmente gradite, e cambiamenti fisici e cognitivi;
  • Disturbo bipolare: una malattia caratterizzata da sbalzi di umore tra depressione e mania;
  • Disturbo d’ansia: disturbi d’ansia come il Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD) e il Disturbo di panico possono presentare sintomi di depressione come umore depresso e perdita di interesse o piacere;
  • Depressione post-partum: una forma di depressione che colpisce le donne dopo il parto;
  • Depressione stagionale: si verifica principalmente durante l’inverno e si collega alla riduzione della luce solare;
  • Depressione atipica: non soddisfa i criteri per la depressione maggiore, ma presenta comunque sintomi depressivi;
  • Disturbo post-traumatico da stress: può essere accompagnato da sintomi depressivi.

Queste sono solo alcune delle malattie depressive più comuni: ce ne sono molte altre, poiché sono molti i disturbi mentali che possono presentare sintomi depressivi.

Cosa fare in caso di depressione?

Se si pensa di soffrire di depressione, è importante rivolgersi ad un medico o ad uno psicologo per una valutazione.

Ci sono diverse cose che si possono fare per gestire i sintomi della depressione:

  • Parlare con un medico o uno psicologo/psichiatra: possono diagnosticare la depressione e prescrivere farmaci antidepressivi o consigliare una terapia psicologica;
  • Partecipare ad una terapia: può aiutare a comprendere e gestire i pensieri, le emozioni e il comportamento associati alla depressione;
  • Impegnarsi in un’attività fisica regolare: l’esercizio fisico può aiutare a migliorare l’umore e a ridurre lo stress;
  • Adottare una dieta equilibrata e dormire bene: una buona alimentazione e un sonno adeguato possono aiutare a mantenere l’equilibrio delle funzioni del corpo e del cervello;
  • Evitare l’uso di droghe e l’abuso di alcool: possono peggiorare i sintomi.

Diagnosi di depressione

La diagnosi di depressione è basata su una valutazione dei sintomi e dell’impatto che essi hanno sulla vita quotidiana del paziente.

Il sospetto diagnostico di depressione è valutabile da ciascun medico, non necessariamente specialista in psichiatria o psicologo. A questi ultimi specialisti spetta invece la terapia specifica, di tipo medico o psicologico.

Il medico può fare una diagnosi utilizzando diversi strumenti diagnostici come:

  • Colloquio;
  • Scale di valutazione della depressione;
  • Esami strumentali;
  • Valutazioni psichiatriche.

Vediamo insieme ogni passaggio nel dettaglio.

Colloquio

Il professionista può utilizzare una serie di domande durante un colloquio per determinare se una persona ha i sintomi della depressione e se essi soddisfano i criteri diagnostici per la depressione conclamata.

Ecco alcune domande che potrebbe porre:

  • Ti senti triste o depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno?
  • Le attività che una volta ti piacevano sembrano meno interessanti ultimamente?
  • Ci sono stati significativi cambiamenti di peso o di appetito?
  • Hai difficoltà a dormire o sei stanco e senza energia per la maggior parte del giorno?
  • Ti riesce difficile concentrarti o prendere decisioni?
  • Ti senti in colpa o inutile per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno?
  • Hai pensieri di morte o suicidio?

È possibile che vengano anche richieste informazioni sulla storia medica della persona, sulla storia familiare di malattie mentali e sull’uso di droghe o alcol. In base alle risposte del colloquio e alle informazioni raccolte, il medico può determinare se i sintomi soddisfano i criteri diagnostici per la depressione.

Scale di valutazione della depressione

Le scale di valutazione della depressione sono strumenti utilizzati per quantificare i sintomi della depressione. Possono essere utilizzate per aiutare a diagnosticare la depressione, monitorare i sintomi nel corso del tempo e valutare l’efficacia del trattamento.

Alcune delle scale di valutazione della depressione più comuni, che prendono in esame i sintomi della depressione, sono:

  • Beck Depression Inventory (BDI): si tratta di un questionario auto-somministrato composto da 21 domande. Le risposte ad ogni domanda sono punteggiate in base alla gravità dei sintomi, e il punteggio totale viene utilizzato per stabilire il livello di depressione del paziente o monitorare i progressi;
  • Hamilton Depression Rating Scale (HDRS o HAM-D): viene somministrato dal medico e valuta i sintomi della depressione in 17 categorie, tra cui umore depresso, perdita di interesse per le attività quotidiane, difficoltà a dormire, affaticamento, sensazione di inadeguatezza e pensieri di morte o suicidio.
    Il punteggio totale del questionario viene utilizzato per valutare la gravità della depressione e monitorare i progressi del trattamento. Si tratta di uno degli strumenti di valutazione più comunemente utilizzati in ambito clinico e di ricerca;
  • Zung Self-Rating Depression Scale (SDS): è un questionario auto-somministrato con 20 domande. Le risposte ad ogni domanda sono punteggiate in base alla gravità dei sintomi, e il punteggio totale viene utilizzato per stabilire il livello di depressione del paziente o per monitorare i progressi;
  • Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9): anche questo auto-somministrato, composto da 9 domande. Come i test precedenti, le risposte hanno un punteggio che varia in base alla gravità dei sintomi, e il totale viene utilizzato per stabilire il livello di depressione del paziente.
    Il PHQ-9 è stato sviluppato per essere utilizzato come strumento di screening della depressione in contesti medici, e viene spesso impiegato in combinazione con l’intervista clinica per una valutazione più completa.

Sono state citate solo alcune delle scale di valutazione, ma ne esistono molte altre. L’importante è, una volta scelta la scala di valutazione, proseguire con la stessa per le valutazioni successive, in modo da mantenere un riferimento per considerare l’efficacia della terapia.

Esami del sangue nella depressione servono ad escludere cause organiche

Non esistono esami del sangue specifici per la diagnosi della depressione: si tratta infatti di una malattia complessa che può essere causata da una combinazione di fattori.

Tuttavia alcuni esami del sangue possono essere utilizzati per escludere altre condizioni mediche che possono causare sintomi depressivi, come ad esempio la carenza di vitamine o minerali, patologie della tiroide o problemi di funzionamento del fegato e dei reni.

Il medico potrebbe anche prescrivere alcuni esami per valutare la funzione ormonale, come ad esempio la tiroide, l’ipofisi e le ghiandole surrenali. In alcuni casi potrebbe essere richiesto di effettuare delle analisi per verificare la presenza di sostanze tossiche o di droghe nel sangue, poiché queste possono influire sull’umore e causare sintomi depressivi.

Valutazione psichiatrica per la diagnosi di depressione

La valutazione dello psichiatra è il processo in cui un professionista esamina i sintomi e la storia di una persona per determinare se essi soddisfano i criteri diagnostici per la depressione.

Una valutazione specialistica per la depressione può includere:

  • Colloquio col professionista: verranno poste domande sui sintomi, la storia medica, la storia familiare e l’uso di droghe o alcol;
  • Una valutazione dei sintomi: come l’umore depresso, la perdita di interesse e di piacere, la riduzione dell’energia, i cambiamenti di peso e di appetito, difficoltà a dormire, difficoltà a concentrarsi, pensieri di morte o suicidio e altri;
  • Valutazione delle condizioni mediche esistenti: come ad esempio malattie tiroidee, diabete, malattie cardiache, perché possono causare sintomi depressivi;
  • Scale di valutazione: potrebbero venire utilizzate le scale di valutazione citate in precedenza per quantificare i sintomi e la gravità della depressione.

In base ai risultati della valutazione psichiatrica, verrà formulato il piano di trattamento più adeguato.

Trattamento della depressione

Il trattamento per la depressione può includere diversi metodi, tra cui:

  • terapia psicologica cognitivo-comportamentale;
  • la terapia psicologica interpersonale;
  • farmaci antidepressivi;
  • la terapia elettroconvulsivante;
  • terapie alternative.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale è un tipo di terapia psicologica che mira a modificare i pensieri, le emozioni e i comportamenti negativi associati alla depressione.

Questo tipo di terapia si concentra sull’identificazione e sulla modifica di schemi di pensiero distorti e di comportamenti disfunzionali che contribuiscono all’umore depresso.

Durante le sedute, il terapeuta aiuterà il paziente a diventare consapevole dei propri pensieri e delle proprie emozioni, insegnando poi le tecniche per modificare le predisposizioni negative.

Potrebbe venire richiesta l’esecuzione di compiti tra una seduta e l’altra, come quello di tenere un diario aggiornato del proprio pensiero o l’esecuzione di attività che solitamente vengono evitate a causa della depressione.

La terapia cognitivo-comportamentale è un trattamento ritenuto efficace per curare l’umore depresso, e può essere utilizzato da solo o in combinazione con altri trattamenti, come i farmaci antidepressivi.

Terapia interpersonale

La terapia interpersonale è un tipo di terapia psicologica che si concentra sui problemi relazionali e sulle difficoltà interpersonali che possono contribuire alla depressione.

Questa terapia si basa sull’idea che i problemi relazionali e le difficoltà interpersonali possono influire sull’umore e sulla salute mentale e che modificare questi problemi può migliorare i sintomi della depressione.

Durante le sedute di terapia, il paziente verrà aiutato ad identificare e comprendere i problemi relazionali e le difficoltà interpersonali che possono contribuire all’umore depresso.

Il terapeuta può anche insegnare al paziente nuove abilità interpersonali per migliorare le relazioni con gli altri e gestire i problemi relazionali in modo più efficace.

Anche questo tipo di terapia può essere utilizzata da sola o in combinazione con altri trattamenti, come i farmaci antidepressivi o la terapia cognitivo-comportamentale.

Farmaci per la depressione

I farmaci utilizzati per trattare la depressione sono chiamati antidepressivi.

Ci sono diversi tipi di antidepressivi, tra cui:

  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina: agiscono aumentando i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore che può influire sul tono dell’umore. Questi farmaci sono spesso la prima scelta di trattamento per la depressione, poiché hanno meno effetti collaterali rispetto ad altri tipi di antidepressivi;
  • Inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina: agiscono aumentando i livelli di entrambi i neurotrasmettitori, serotonina e noradrenalina;
  • Inibitori del reuptake della monoamina: agiscono aumentando i livelli di diversi neurotrasmettitori, tra cui serotonina, noradrenalina e dopamina;
  • Antidepressivi Triciclici: sono i farmaci antidepressivi più vecchi e hanno più effetti collaterali rispetto agli altri, per questo vengono usati meno frequentemente;
  • Antidepressivi atipici: questi farmaci non rientrano in nessuna delle categorie citate sopra e possono avere meccanismi d’azione diversi.

I farmaci antidepressivi possono essere prescritti dal medico o dallo psichiatra e possono essere presi per diverse settimane (o mesi) per conseguire i risultati; inoltre, l’effetto terapeutico può variare da persona a persona. È importante seguire le istruzioni del medico e non interrompere il trattamento senza il suo consiglio, poiché in caso contrario potrebbe verificarsi un effetto rebound.

Inoltre, spesso occorrono anche 2-3 settimane per iniziare a vedere i primi benefici. Perciò è importante continuare per almeno 20 giorni la terapia prima di considerarla eventualmente inefficace.

La TEC: terapia elettroconvulsivante o elettroshock

La terapia elettroconvulsivante è un trattamento medico che consiste nell’applicazione di una scarica elettrica controllata al cervello per produrre una convulsione. Questa terapia è utilizzata per trattare casi di depressione maggiore che non rispondono ad altre forme di trattamento, come i farmaci antidepressivi e le terapie psicologiche.

L’elettroshock viene eseguito in anestesia generale e con la somministrazione di farmaci per prevenire convulsioni incontrollate e dolore. Durante il trattamento, l’elettrodo viene posizionato sulla fronte del paziente e una scarica elettrica viene inviata al cervello per un breve periodo di tempo. La procedura dura solo pochi minuti.

L’elettroshock è considerato un trattamento sicuro ed efficace per la depressione maggiore, ma è riservato a casi selezionati e deve essere eseguito solo da professionisti qualificati. Anche se i meccanismi esatti di come esso migliori la depressione non sono completamente compresi, si ritiene che possa modificare la chimica del cervello e migliorare i sintomi della depressione.

Questa terapia spesso è utilizzata come ultima risorsa, perché potrebbe indurre alcuni effetti collaterali, come la perdita di memoria a breve termine; inoltre, dopo il trattamento i pazienti potrebbero sentirsi confusi e sonnolenti.

Terapie alternative

Ci sono diverse terapie alternative che possono essere utilizzate per trattare la depressione, tra cui:

  • Meditazione: la meditazione può aiutare a ridurre lo stress e migliorare l’umore. La meditazione mindfulness in particolare può aiutare a diventare più consapevoli dei propri pensieri e sentimenti e ad accettarli invece di combatterli;
  • Yoga: lo yoga combina esercizi fisici, meditazione e respirazione profonda, che possono aiutare a migliorare l’umore depresso e lo stress;
  • Agopuntura: l’agopuntura è una tecnica di medicina tradizionale cinese che utilizza aghi per stimolare punti specifici del corpo. Alcune ricerche suggeriscono che l’agopuntura può essere efficace nel trattamento dell’umore depresso;
  • Fitoterapia: la fitoterapia per la depressione si basa sull’utilizzo di piante medicinali per aiutare a migliorare l’umore e ridurre i sintomi. Alcune delle piante medicinali più comunemente utilizzate per la depressione sono:
    • Iperico: tradizionalmente utilizzata per trattare la depressione e l’ansia. Alcune ricerche suggeriscono che può essere efficace nel trattamento della depressione lieve-moderata;
    • Passiflora incarnata: può aiutare a ridurre lo stress e migliorare l’umore;
    • Erba di San Giovanni: utilizzata come rimedio per disturbi dell’umore per secoli. Gli studi hanno dimostrato che l’estratto di questa pianta può essere efficace per trattare la depressione lieve-moderata, ma non è raccomandato per la depressione grave;
    • Salvia: alcuni studi hanno dimostrato che l’estratto di salvia può avere effetti antidepressivi.

Queste terapie alternative non sono sostitutive dei trattamenti medici tradizionali, e devono essere utilizzate solo come complemento e sempre sotto la supervisione di un medico o uno psicologo.

Alimentazione consigliata in caso di depressione

L’alimentazione può avere un impatto significativo sull’umore e sui sintomi della depressione.

Ecco alcuni consigli nutrizionali che possono aiutare a gestire l’umore depresso:

  • Una dieta equilibrata: assicurati di mangiare una varietà di alimenti sani come frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani;
  • Limitare gli zuccheri raffinati e i carboidrati: gli zuccheri raffinati e i carboidrati possono causare picchi e cali di zucchero nel sangue, che possono influire sull’umore;
  • Consumare alimenti ricchi di Omega-3: gli acidi grassi Omega-3 sono importanti per la salute del cervello e possono contribuire a migliorare l’umore. Le fonti alimentari di Omega-3 includono pesce grasso, come salmone, sardine e tonno, noci e semi, come l’avocado, e l’olio di lino;
  • Bere molta acqua: mantenere una buona idratazione migliora l’umore e la concentrazione;
  • Limitare il consumo di alcol: l’alcol può peggiorare i sintomi della depressione e causare problemi di sonno;
  • Evitare il consumo di caffeina in eccesso: la caffeina può causare ansia e peggiorare i sintomi della depressione;
  • Mangiare cibi ricchi di vitamine del gruppo B, come le verdure a foglia verde, i cereali integrali, la frutta secca o i legumi, può rivelarsi un rimedio efficace contro i sintomi della depressione. Ci sono prove scientifiche che suggeriscono che le vitamine B1 (tiamina), B6 (piridossina) e B12 (cobalamina) influiscono positivamente sull’umore. Ad esempio, la vitamina B12 è coinvolta nella produzione di neurotrasmettitori, come la serotonina e la dopamina, che sono importanti per l’umore. Inoltre, l’acido folico (vitamina B9) può essere carente nelle persone con depressione e dunque utilizzato come supplemento per migliorare i sintomi;
  • Frutta: la frutta fresca, in particolare quella ricca di vitamina C, come agrumi, kiwi e fragole, è un ottimo alleato per risollevare l’umore;
  • Proteine magre: le proteine magre, come il pollo, il pesce e i legumi, mantengono stabili i livelli di zucchero nel sangue e dunque contribuiscono alla stabilizzazione dell’umore;
  • Probiotici: sono batteri benefici per l’intestino, importanti per la salute del sistema nervoso. Fonti di probiotici sono: yogurt, kefir, formaggi, crauti e kimchi.

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Il digiuno intermittente consiste in un intervento nutrizionale nel quale la persona consuma, nel giorno o nei giorni prefissati, un quantitativo di calorie ridotto e distribuito in modo differente.
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Bibliografia: fonti e note