ipokaliemia perdita di potassio

Ipokaliemia: il deficit di potassio nel sangue

Indice

L’ipokaliemia (o ipopotassiemia) è una condizione in cui si verifica un abbassamento dei livelli di potassio nel sangue. Vediamo in questo articolo quali sono i sintomi, le possibile cause e le cure per questo disturbo!

Definizione: quando si parla di ipopotassiemia?

I livelli di potassio nel sangue sono considerati normali entro 3,5 millimoli per litro (mmol/l). Un valore inferiore si definisce ipokaliemia.

Essa può considerarsi lieve fino a valori attorno a 2,5 mmol/l e grave al di sotto di 2,5 mml/l.

Sintomi dei bassi livelli di potassio

I sintomi dell’ipokaliemia possono variare a seconda della gravità della condizione e del tasso di declino dei livelli di potassio nel sangue.

I sintomi più comuni possono includere:

  • Stanchezza: la stanchezza è un sintomo comune dell’ipokaliemia;
  • Debolezza muscolare: i muscoli possono diventare più deboli e a volte possono presentare tremore;
  • Crampi muscolari: possono verificarsi crampi muscolari soprattutto agli arti inferiori;
  • Aritmia cardiaca: i battiti del cuore possono diventare irregolari o accelerati;
  • Problemi di digestione;
  • Ritenzione di liquidi: l’ipokaliemia a volte può causare ritenzione di liquidi, gonfiore alle mani e ai piedi.

I sintomi possono essere lievi e spesso non causano alcun problema; tuttavia, i casi più gravi possono rivelarsi estremamente pericolosi per la salute e richiedere un’attenzione medica immediata.

banner acqua idrogenata desktop

Cause dell'ipokaliemia

Le cause dei bassi livelli di potassio includono:

  • deficit di entrata di potassio nell’organismo;
  • aumento delle perdite di potassio.

Vediamoli nel dettaglio.

Deficit di entrata di potassio nell'organismo

Il deficit viene causato da un’alimentazione squilibrata che comporta una dieta povera di potassio.

Aumento delle perdite di potassio

Questo aumento può essere causato da:

  • vomito eccessivo, con perdita di potassio e dell’acido contenuto nello stomaco;
  • diarrea di qualunque genere, in particolare determinata da malattie croniche intestinali, come il Crohn e la colite ulcerosa;
  • uso di farmaci, quali:
    • lassativi, che aumentano la perdita di potassio con le feci;
    • diuretici non risparmiatori di potassio, come per esempio il furosemide, che consentono la fuoriuscita nel tubulo e l’eliminazione renale sia di sodio che di potassio;
    • digossina: può determinare ipokaliemia a causa dell’aumento dell’eliminazione di potassio attraverso i reni.
  • malattie renali: possono compromettere la capacità dei reni di trattenere il potassio, causando una diminuzione dei livelli di potassio nel sangue;
  • ustioni estese che determinano soluzione di continuità della cute con conseguente perdita di ioni, compreso il potassio, da parte delle zone esposte;
  • per insufficienza surrenalica o iperaldosteronismo, una condizione in cui i livelli di aldosterone sono troppo alti, causando una perdita eccessiva di potassio attraverso i reni.

Diagnosi di ipokaliemia

Per diagnosticare l’ipokaliemia è sufficiente eseguire un comune esame del sangue oppure un’emogasanalisi. Il potassio è infatti tra i valori degli elettroliti misurati normalmente nei pannelli multi-esame dei laboratori analisi:

  • nel profilo ioni;
  • nel profilo biochimico;
  • nell’emogasanalisi.

Tuttavia, è importante eseguire un doppio controllo per essere certi che non vi sia un errore di campionamento. La diagnosi è composta quindi da diversi step:

  • STEP 1: esclusione della pseudoipokaliemia;
  • STEP 2: esclusione della redistribuzione del potassio nelle cellule;
  • STEP 3: Valutazione dell’escrezione renale di potassio.

Nella diagnosi differenziale dell’ipokaliemia è opportuno valutare la escrezione renale del potassio, così da stabilire se l’ipokaliemia sia da attribuire a cause renali o extrarenali.

Per questo scopo è possibile misurare la concentrazione urinaria di potassio. Se non è presente poliuria, allora una concentrazione urinaria di potassio inferiore a 20 mmol/l indica che non vi è perdita renale di potassio e che l’efficienza del rene nel trattenere il potassio è conservata. Questo permette di escludere tutte le cause di ipokaliemia da perdita renale di potassio e di concentrarsi sulle cause extrarenali.

Si può misurare anche la concentrazione urinaria del potassio nelle 24 ore: valori superiori a 20 mmol/l suggeriscono una perdita renale di potassio.

Anche il confronto della concentrazione urinaria del potassio e della creatinina può essere utile nella diagnosi differenziale. Se la concentrazione urinaria di potassio è maggiore di 15 volte quella della creatinina, allora vi è perdita renale di potassio.

Trattamento per l'ipokaliemia

Il trattamento dell’ipopotassiemia dipende dalle cause sottostanti e dalla gravità dei sintomi.

I trattamenti possono includere:

  • Assunzione di integratori di potassio: per aumentare i livelli di potassio nel sangue, si può assumere un integratore di potassio sotto forma di compresse o capsule;
  • Uso di farmaci: in alcuni casi, il medico può prescrivere farmaci per aumentare i livelli di potassio nel sangue, come il potassio gluconato o il potassio cloruro;
  • Cambiamenti nella dieta: se l’ipopotassiemia è frutto di una dieta povera di potassio, il medico può consigliare di aumentare l’apporto di cibi ricchi di potassio, come banane, patate, pomodori, spinaci e fagioli;
  • Interruzione dei farmaci che causano ipokaliemia: se essa è causata dall’uso di alcuni farmaci, il medico può consigliare di interrompere l’uso di questi farmaci o di sostituirli con alternative meno dannose per i livelli di potassio;
  • Trattamento della malattia sottostante: se l’ipopotassiemia è causata da una malattia sottostante, come una malattia renale o una malattia endocrina, è necessario trattare la malattia per ripristinare i livelli normali di potassio.

In caso di ipokaliemia grave o ipokaliemia associata ad aritmie cardiache, potrebbe essere necessario somministrare il potassio per via endovenosa, in un ambiente ospedaliero.

Terapia farmacologica per ipokaliemia

La terapia farmacologica per l’ipokaliemia può essere utilizzata per aumentare i livelli di potassio nel sangue e trattare i sintomi associati.

I farmaci più comunemente utilizzati per il trattamento dell’ipokaliemia comprendono:

  • Potassio cloruro: è un integratore di potassio che può essere prescritto per via orale per aumentare i livelli di potassio nel sangue;
  • Potassio gluconato: è un altro integratore di potassio che può essere prescritto per via orale o somministrato per via endovenosa per aumentare i livelli di potassio nel sangue;
  • glucagone: può essere utilizzato per ridurre l’assorbimento di potassio nelle cellule.

Integratori di potassio per trattamento della ipokaliemia

Gli integratori a base di potassio sono un trattamento comune per la ipopotassiemia. Possono essere assunti per via orale sotto forma di compresse o capsule.

Il dosaggio e la durata del trattamento dipendono dalla gravità dei sintomi e dalle cause sottostanti all’ipokaliemia. Il medico può consigliare un dosaggio specifico e monitorare i livelli di potassio nel sangue per assicurarsi che il trattamento sia efficace.

È importante notare che gli integratori di potassio non devono essere usati senza la supervisione di un medico, soprattutto se si stanno assumendo altri farmaci, si soffre di malattie renali o si ha una storia di problemi cardiaci. Il potassio in eccesso (Iperkaliemia) può essere pericoloso e causare aritmie cardiache o altri problemi di salute.

Inoltre alcune persone potrebbero avere un’intolleranza a determinati tipi di integratori di potassio, come quelli in compresse o capsule, e potrebbero preferire integratori di potassio in forma liquida.

In generale è sempre meglio aumentare l’apporto di potassio attraverso l’alimentazione, scegliendo cibi ricchi di questo minerale, come frutta e verdura, invece di utilizzare integratori.

Dieta per ipokaliemia

Una dieta ricca di potassio può aiutare a ripristinare i livelli normali di potassio nel sangue e trattare l’ipokaliemia.

Ecco alcuni cibi che sono particolarmente ricchi di potassio:

  • Frutta: banane, arance, avocado, melone, pesca, kiwi, mirtilli, papaia e frutti di bosco;
  • Verdura: spinaci, patate, pomodori, broccoli, cetrioli, zucchine, melanzane e cavolfiore;
  • Legumi: fagioli, lenticchie, ceci e piselli;
  • Noci e semi: noci, semi di girasole, semi di zucca e mandorle;
  • Pesce e carne: salmone, tonno, pollo, tacchino e manzo;
  • Cereali integrali: quinoa, avena, riso integrale e farro.

È sempre meglio consultare il proprio medico o un dietologo per creare un piano alimentare adatto alle proprie esigenze.

Si consiglia di seguire una dieta equilibrata e variata per garantire un apporto adeguato di tutti i nutrienti essenziali, compreso il potassio.

Conclusioni

L’ipokaliemia è una condizione in cui i livelli di potassio nel sangue sono troppo bassi.

Il potassio è un minerale essenziale per il normale funzionamento del cuore e dei muscoli, quindi un livello basso di potassio può causare sintomi come debolezza muscolare, crampi, aritmia cardiaca e persino arresto cardiaco.

Le cause comuni di ipopotassiemia comprendono l’uso di diuretici, l’alimentazione squilibrata, malattie renali e l’utilizzo di alcuni farmaci.

La diagnosi di ipokaliemia, dopo il sospetto clinico, è eseguita tramite un esame del sangue.

Il trattamento dipende dalle cause sottostanti e in genere include l’assunzione di integratori di potassio, una dieta ricca di potassio o l’utilizzo di farmaci per aumentare i livelli di potassio.

Bibliografia: fonti e note

Márcia Mery Kogika, Helio Autran de Morais, A Quick Reference on Hypokalemia, Vet Clin North Am Small Anim Pract. 2017 Mar;47(2):229-234.