Trump e Berlusconi sono guariti dal Covid-19. Ma sarà così anche per tutti noi?

Trump e Berlusconi sono guariti dal Covid-19. Ma sarà così anche per tutti noi?

Trump e Berlusconi sono guariti dal Covid-19. Ma sarà così anche per tutti noi?

Come tutti sappiamo Donald Trump e Silvio Berlusconi sono guariti dal Covid-19, suscitando una ventata di ottimismo generale. Perchè fanno parte della categoria “soggetti fragili”: l’uno in importante sovrappeso, l’altro grande anziano, fattori che ben sappiamo correlano con un aumento del rischio di complicanze gravi.

Sono stati curati, ovviamente, con i migliori farmaci efficaci contro il Covid-19 ad oggi disponibili.

Si è così creata l’aspettativa che in fondo, se anche loro, anziani e con acciacchi, ce l’hanno fatta, a maggior ragione anche tutti noi, che magari siamo in forma migliore, riusciremo a superare la malattia Covid-19 in caso di contagio. Ma è proprio così o ci sono altri fattori che non abbiamo tenuto in considerazione?

 

Le terapie somministrate a Trump e Berlusconi

Quando sono stati ricoverati in ospedale per il Covid-19, per Trump e Berlusconi sono arrivati i farmaci migliori ad oggi esistenti.

Donald Trump ha ricevuto un trattamento con un farmaco sperimentale, oltre che con altri altri farmaci minori (1). Il farmaco in questione è il REGN-COV2, un cocktail di due anticorpi monoclonali sviluppato dall’azienda farmaceutica Regeneron.

Silvio Berlusconi invece (2) ha ricevuto un trattamento con il Remdesivir, un farmaco antivirale già utilizzato nella terapia sperimentale del virus Ebola con buoni risultati e oggetto di test clinici positivi nei mesi passati, tanto da essere considerato il farmaco di prima scelta ad oggi in Italia contro il Coronavirus.

Quanto è probabile che siano state queste terapie ad avere la meglio sul virus?

Di certo non è possibile stabilirlo, tuttavia possiamo affermare con certezza che la terapia somministrata in fase precoce con farmaci notoriamente efficaci non può che aver migliorato il decorso di entrambi e accelerato la guarigione contribuendo a scongiurare la cascata infiammatoria che è alla base della maggior parte dei decessi.

 

Terapie disponibili per tutti?

La domanda che ci poniamo ora è: questo tipo di terapie, e quindi la loro efficacia, è disponibile e rimarrà tale per tutti oppure solo alcuni saranno in grado di riceverla?

La disponibilità della terapia ricevuta da Trump

Per quanto riguarda la terapia ricevuta da Donald Trump, si tratta di un farmaco sperimentale dai costi esorbitanti. E’ perfino difficile stimare il costo di un farmaco di questo tipo, ma si parla di una forchetta tra i 20.000 e i 200.000 dollari. Un’enormità. Non è quindi un farmaco alla portata dei comuni mortali, sia nei sistemi assistenziali privati come quello americano sia in quelli pubblici come in quello italiano. Semplicemente, ad oggi non è assolutamente disponibile per tutti.

La disponibilità della terapia ricevuta da Berlusconi

Per quanto riguarda il Remdesivir, è un farmaco costoso ma presente sul mercato e quindi disponibile anche nel nostro paese.

Infatti fino allo scorso settembre 2020 coloro che avessero contratto il Coronavirus e avessero sintomi preoccupanti, tali da richiedere il ricovero, potevano ricevere il Remdesivir.

La cattiva notizia è che ad oggi, 11 ottobre, nel momento in cui scriviamo, si stanno esaurendo le scorte di Remdesivir in tutta Europa. L’aumento dei casi, e quindi anche dei pazienti ricoverati, è tale da superare le dosi disponibili per tutti.

Oggi I PAZIENTI GRAVI NON POSSONO PIU’ RICEVERLO, perchè le disposizioni sono di darlo ai pazienti INTERMEDI, che hanno maggiori chances di migliorare il loro decorso con il farmaco, in sostanza di sopravvivere, e quindi meritano la somministrazione del remdesivir.

Per i pazienti intubati, ad oggi, il Remdesivir, è già off-limits.

Occorre perciò avere la fortuna di:

  • essere o asintomatici o lievemente sintomatici. In questo caso non verrà somministrato.
  • essere in condizioni impegnative ma non critiche (ovvero avere bisogno di ossigeno o di ventilazione, ma non invasiva, ovvero non di un tubo endotracheale). In questo caso avere la ulteriore fortuna di capitare in ospedale durante la settimana, quando è più facile che vengano evase le richieste del farmaco e non nel weekend o di notte.

 

Conclusioni

Dall’inizio dell’epidemia di Covid-19 abbiamo imparato molto sul Coronavirus, anche se esistono ancora tanti problemi aperti. Ora abbiamo varie strade terapeutiche efficaci, alcune più di altre.

I farmaci più potenti, quelli che hanno ricevuto Trump e Berlusconi, non sono in quantità sufficienti per tutti. Perchè all’aumento dei casi si riducono le opportunità terapeutiche per ciascuno di essi e di conseguenza aumenteranno i ricoveri e la mortalità.

E quindi cosa rimane per tutti coloro che dovessero ammalarsi da oggi a venire? Ammesso che il remdesivir e il plasma iperimmune non saranno disponibili per tutti, restano pur sempre i farmaci usati fin dall’inizio: il cortisone (desametasone), l’eparina come prevenzione, l’ossigeno e la ventilazione non invasiva.

La soluzione migliore è evitare di rischiare il contagio quando, a breve, gli ospedali saranno pieni.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

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Per approfondire:

Fonti e note

  1. https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/10/03/covid-cosa-sono-super-anticorpi-terapia-scelta-per-trump_RfmZBAo9IL9ZR6vj0SXl5J.html
  2. https://www.corriere.it/politica/20_settembre_06/berlusconi-san-raffaele-nel-tampone-carica-alta-cure-gli-antivirali-combattere-covid-60bb3c86-efb8-11ea-94cc-1f80cc642b17.shtml

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