Positivo al covid-19: che terapia o cure conviene iniziare?

Positivo al covid-19: che terapia o cure conviene iniziare?

Positivo al covid-19: che terapia conviene iniziare?

Sei risultato positivo al Covid-19. E’ normale che tu abbia un po’ di apprensione. Vediamo in questo articolo cosa conviene fare. Positivo al Covid-19: iniziare o no una terapia?

Abbiamo raccolto i pareri di tanti colleghi, specialmente medici di base e medici dei reparti di pneumologia e malattie infettive, cioè i colleghi che vedono la malattia nei primi stadi di infezione e queste sono generalmente le indicazioni che loro danno ai loro pazienti.

Vuol essere questa una guida per riassumere tutte le forme di trattamento disponibili e suggerite dai colleghi. Non va presa come un consiglio clinico ma come una panoramica conoscitiva, a partire dalla quale dialogare col proprio curante per stabilire il trattamento più opportuno.

 

Terapia per Covid-19 positivo e sintomi lievi

Possono essere utili queste terapie:

Antipiretico/Analgesico (vedi oltre)

Colecalciferolo (vitamina D)

RAZIONALE: molti colleghi riferivano che pazienti che si sono ammalati erano carenti di vitamina D. Anche Donald Trump risulta sia stato trattato con dosi di Vitamina D. Nel dubbio, non sembra una cattiva idea.

DOSAGGI: Un flacone da 50.000 UI la sera dopo cena ogni 15 giorni, oppure 25.000 UI ogni 5 giorni, per 15 giorni, poi ogni 10 giorni per altri 30 giorni.

Eventuale steroide (vedi oltre)

Eventuali integratori/supplementi vitaminici

Come aiuto e supplemento alle difese immunitarie si suggeriscono genericamente, da più parti, i seguenti supplementi:

  • Vitamina B12 (carico)
  • Vitamina D
  • Zinco 15mg ogni 12 ore per 10 giorni
  • Vitamina C (al dosaggio di 1g al giorno o superiore)

 

SUGGERIMENTI DIAGNOSTICI GENERALI

Valutare sempre altri elementi, quali:

  • la permanenza della persistenza della positività del tampone al terzo-quarto giorno
  • gli esami di laboratorio, quali:
    • EMOCROMO per la valutazione della linfopenia
    • VES, PCR alla ricerca di bruschi aumenti segno di rapida evoluzione
    • LDH: è espressione di danno cellulare quindi verosimilmente una spia della presenza di polmonite Covid-19 associata.
    • D-dimero: l’aumento a livelli 3-4 volte superiori la norma identifica già una condizione impegnativa che merita di valutare trattamento anticoagulante.
  • WALKING TEST con misurazione della saturazione di ossigeno; se non c’è desaturazione al walking test e non si nota nulla a livello diagnostico, pare inutile aggiungere altre terapie.
  • Se i sintomi sono scarsi ma l’esame obiettivo polmonare è positivo, allora vale la pena di procedere immediatamente con la diagnostica strumentale

I casi più severi in genere presentano almeno una di queste caratteristiche:

  • Saturimetria < 92-93% in aria ambiente, a riposo
  • Frequenza respiratoria elevata, superiore a 30 atti/minuto
  • rapporto pO2/FiO2 <300
  • D-dimero 4-6 volte superiore alla norma

 

Terapia per Covid-19 positivo e sintomi severi/di rilievo

 

ANTIPIRETICI/ANTINFIAMMATORI

Il paracetamolo è sicuramente non controindicato, tranne che per soggetti allergici. Tuttavia sembra davvero inefficace nel Covid-19. Quindi perchè raccomandarlo? Può avere senso invece, nel caso di febbre senza ancora un tampone, per discriminare a livello clinico: la febbre Covid-19 in genere non è responsiva al paracetamolo.

Sicuramente più efficaci i FANS, come l’ibuprofene, ad esempio, inizialmente stigmatizzato; poi come per tanti altri farmaci è arrivato il via libera. Anche l’Etoricoxib 120 mg/dl viene segnalato da un collega come molto valido.

 

CLOROCHINA

Si è discusso davvero moltissimo al riguardo della clorochina, per cui rimandiamo nelle note (1-5) agli articoli già pubblicati in merito. Nonostante l’OMS abbia valutato di eliminarla dai trattamenti consigliati, troppi colleghi ne testimoniano l’efficacia per non prenderla in serissima considerazione come farmaco profilattico per ridurre le complicanze. Nelle forme con insufficienza respiratoria grave invece non è più efficace e risulta solo inutile, visto che non è scevra da potenziali rischi in soggetti predisposti.

Il dosaggio in genere è di 400mg x 2 il primo giorno, seguita da 200mg x 2 per 5-9 giorni.

Per massimizzare l’efficacia va assunta entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi significativi.

 

ANTIBIOTICO

Si utilizza un antibiotico appena si presentano tosse o febbre, soprattutto se la persona è ad alto rischio di sovrainfezione batterica, come per esempio:

  • Azitromicina 500mg a digiuno in unica somministrazione per 6 giorni.
  • Doxiciclina 100mg, 1 cp 2 volte al giorno per 7 giorni, poi 1 cp al giorno per altri 7 giorni.
  • Ceftriaxone 2g al giorno per 7-8 giorni
  • Levofloxacina 500mg per 5 giorni
  • Cefixima 400mg per 10 giorni
  • amoxicillina+acido clavulanico, specie se la diagnosi non è ancora certa.

 

CORTICOSTEROIDI

L’eventuale introduzione in terapia del corticosteroide vale la pena dopo qualche giorno dall’inizio dei sintomi, in base alla clinica, a seconda della comparsa o meno di insufficienza respiratoria e dei valori della saturimetria.

Il momento migliore è a circa 7 giorni dall’esordio, ovvero quando è più probabile l’eventuale cascata infiammatoria con l’aumento delle citochine. Può essere associato all’eparina se in combinazione con l’aumento del D-dimero, che può essere a maggior ragione utilizzato come spia della tempesta citochinica in atto.

Sostanzialmente i diversi corticosteroidi sono equivalenti a livello di efficacia se somministrati nel dosaggio raccomandato, a seconda delle loro proprietà farmacocinetiche.

  • Desametasone: 30 gocce 2 volte al giorno. Se grave insufficienza respiratoria, 45 gocce x 2. Se per os, allora compresse da 0,75mg 2+2 cp per 2 giorni, poi 2+1 per altri 2 giorni, e così via a scalare secondo suggerimento medico.
  • Prednisone: 25 mg x 2 per 5 giorni, poi sempre a scalare
  • Betametasone: 4mg intramuscolo al mattino, poi dopo 7 giorni a scalare a 1,5mg, oppure cps da 1 mg, 2+2 per 2 giorni, poi a scalare
  • Metilprednisolone 4mg/die

 

EPARINA

Il suo utilizzo è certo nel caso di movimento del D-dimero e la sua somministrazione va guidata secondo questo valore di laboratorio.

E’ controverso invece quando utilizzarla per via profilattica in assenza di movimento del D-dimero. C’è chi suggerisce di somministrarla al primo fattore di rischio, anche solo in allettamento per astenia, o ai primi sintomi.

La somministrazione deve essere guidata dal D-dimero. Enoxaparina sc 100 UI per ogni kg di peso, in due somministrazioni quotidiane.

Eventuali integratori/supplementi vitaminici

Come aiuto e supplemento alle difese immunitarie si suggeriscono genericamente, da più parti, i seguenti supplementi:

  • Vitamina B12 (carico)
  • Vitamina D
  • Zinco 15mg ogni 12 ore per 10 giorni
  • Vitamina C (al dosaggio di 1g al giorno o superiore)

 

SINTOMI GRAVI E OSPEDALIZZAZIONE

Se i sintomi diventano gravi con insufficienza respiratoria in atto, allora è necessario il ricovero ospedaliero dove possono essere messe in atto ulteriori terapie efficaci di secondo livello.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

 

 

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