Biancospino

Biancospino: caratteristiche e proprietà medicinali

Il biancospino come pianta medicinale: caratteristiche e proprietà

 

Il biancospino, spesso indicato con il sinonimo di Crataegus oxyacantha, è un arbusto o un piccolo albero molto ramificato, contorto e spinoso, appartenente alla famiglia delle Rosaceae e al genere dei Crataegus.

 

Come si presenta il biancospino?

Il fusto del biancospino è ricoperto da una corteccia compatta, di colore grigio.

La pianta può raggiungere altezze comprese tra i 50 centimetri ed i 6 metri.

I rami giovani sono dotati di spine che si sviluppano alla base dei rametti brevi, chiamati brocche, i quali in primavera si rivestono di gemme e fiori.

Questa specie è longeva e può diventare pluricentenaria, ma con crescita lenta.

Le foglie, dotate di picciolo, sono lunghe 2-6 centimetri, sono di forma romboidale ed incise profondamente. L’apice dei lobi è dentellato.

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I fiori si presentano in una infiorescenza simile al grappolo, ma con i peduncoli fiorali di diversa lunghezza, ovvero i corimbi e ne contengono circa 5-25. I petali sono di colore bianco-rosato.

I frutti, edibili, sono ovali, rossi a maturazione, delle dimensioni di circa 1 cm e con un nocciolo che contiene il seme. Poiché i frutti rimangono a lungo sull’arbusto, anche durante tutto l’inverno, sono spesso decorativi.

 

Proprietà medicinali del biancospino

L’uso principale è di antispasmodico e sedativo, particolarmente nei casi di disturbi cardiaci con una componente nervosa, ma viene spesso impiegato anche come ricostituente e antidiarroico.

 

Sostanze chimiche contenute

I principi attivi contenuti nella pianta sono:

  • flavonoidi tra cui l’iperoside e la vitexina;
  • composti triterpenici tra i quali l’acido ursolico;
  • ammine e steroli;
  • tannino e derivati purinici.

 

Gli effetti medicinali e terapeutici del biancospino

Il biancospino è un’erba medicinale e officinale ed è utilizzato sia come ansiolitico che nel trattamento dei casi di insonnia.

Ha un’azione sul circolo sanguigno e modifica i parametri vitali:

  • vasodilata i vasi sanguigni addominali e coronarici
  • diminuisce la frequenza cardiaca.
  • potenzia la contrazione del cuore e determina un risparmio del consumo di ossigeno da parte del muscolo cardiaco
  • modula la concentrazione intracellulare di calcio

Ha inoltre un’azione sedativa sul sistema nervoso centrale.

È anche indicato nelle nevrosi cardiache, negli stati di ipereccitabilità e nell’ipertensione arteriosa.

 

Quali sono le parti della pianta utili per scopi medicinali?

Il biancospino è una fonte di antiossidanti (tra cui spiccano le procianidine oligomeriche e la quercetina), di steroli e di altri composti interessanti per la salute.

Dai fiori e dalle foglie essiccate si ricavano flavonoidi e proantocianidoli: i primi sono potenti antiossidanti, in grado di eliminare i radicali liberi, quindi utili nella prevenzione di malattie cardiovascolari e infiammatorie.

Si racconta che i suoi frutti, in genere raccolti durante l’autunno, venissero utilizzati dai monaci del Centro Italia per preparare infusi e sciroppi; questo impiego continua anche oggi, affiancandosi alla preparazione di confetture e liquori.

 

Come si conserva il biancospino?

Condizione obbligatoria per la conservazione a lungo termine del biancospino:

  • la raccolta di infiorescenze deve essere effettuata solo in condizioni di tempo soleggiato e secco. Anche un minimo di umidità può far marcire il pezzo.

Occorre:

  1. preparare una superficie piana (tavolo, teglia, tavola);
  2. coprirla con un panno o carta;
  3. spargere le infiorescenze in uno strato sottile.
  4. I fiori di biancospino devono essere asciugati in un luogo buio con accesso illimitato all’aria aperta.
  5. Il contenitore di stoccaggio finale deve essere una scatola di cartone, il cui fondo è coperto di carta o un sacchetto di lino.

 

Come si prepara il biancospino?

Generalmente è impiegato sotto forma di estratto secco nebulizzato e titolato in vitexina (minimo 0,7% secondo la Farmacopea italiana).

In alternativa, è disponibile e facilmente reperibile sotto forma di gocce da diluire in acqua, oppure in pastiglie con diversi dosaggi di estratto di biancospino.

Le proprietà benefiche del biancospino possono essere sfruttate preparando una tazza di tè o delle tisane mettendo in infusione in acqua qualche cucchiaio di foglie, fiori o bacche essiccati.

 

Avvertenze alle proprietà medicinali

Secondo la Farmacopea italiana, la dose di biancospino estratto secco è di 500-1.000 milligrammi al giorno da assumere lontano dai pasti per almeno 6 settimane.

Da un’analisi degli studi clinici presenti in letteratura è possibile concludere che almeno finché viene assunto a dosi comprese tra 160 mg e 1,8 g al giorno per un periodo di 3-24 settimane, il biancospino è un rimedio sicuro.

Il biancospino deve essere usato con prudenza se la frequenza cardiaca è inferiore a 60 battiti al minuto (bradicardia) e nei disturbi della conduzione dello stimolo elettrico nel cuore.

Non va usato durante la gravidanza e l’allattamento e non deve essere somministrato ai bambini senza aver prima consultato il pediatra.

Come tutte le erbe, le piante medicinali e gli altri rimedi naturali, anche il biancospino contiene principi attivi che possono scatenare effetti collaterali o interagire con altri fitoterapici, integratori o farmaci, la cui combinazione può causare alcuni eventi avversi, tra cui:

 

Evidenze scientifiche e bibliografia

Tra la bibliografia scientifica non risultano ancora presenti riferimenti a studi condotti in merito alle proprietà medicinali del biancospino.

Tuttavia questo non vuol dire che la pianta ne sia priva e che siano assenti in essa.

 

Come si può coltivare il biancospino?

 

Crescita spontanea

In Italia è diffuso su tutto il territorio (isole incluse), soprattutto nel sottobosco, ai margini di aree boscosi e nei pascoli alberati, poiché ha una preferenza per la terra più umida e per gli ambienti freschi.

 

Esposizione adatta

È un albero che va coltivato nei luoghi soleggiati e ben aerati. Non teme i venti freddi e forti ed è resistente alle basse temperature invernali.

 

Tipo di coltivazione adatta

La pianta si presta sia ad una coltivazione in vaso che in piena terra.

I biancospini si pongono a dimora in luoghi soleggiati o semiombreggiati, dove comunque possano godere di almeno alcune ore di sole ogni giorno.

 

Terreno adatto

Il biancospino ama terreni calcarei, teme invece i suoli particolarmente acidi; quindi è bene evitare di posizionare un biancospino nell’aiola delle piante acidofile.

 

Irrigazione

Si tratta di piante a bassa manutenzione, che in genere non necessitano di grandi cure, se sono a dimora da almeno 3-4 anni; un arbusto da poco a dimora può necessitare di annaffiature estive, soprattutto in caso di siccità prolungata, e anche di concimazioni regolari, da fornire in primavera ed in autunno, utilizzando dello stallatico, o del concime granulare a lenta cessione.

 

Moltiplicazione e impianto

Si può moltiplicare il biancospino per seme, in basi o cassoni: la semina è particolarmente lenta in quanto può impiegare anche un anno e mezzo per germinare. In alternativa si preferisce propagare con la tecnica dell’innesto.

 

Dove si può acquistare il biancospino?

Di solito i prodotti a base di biancospino si trovano in vendita a un prezzo contenuto in tutte le erboristerie e i negozi specializzati in prodotti vegetali o agricoltura biologica.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

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