SINTOMI COVID-19: evidenze di infezione al sistema nervoso

SINTOMI COVID-19: evidenze di infezione al sistema nervoso

SINTOMI COVID-19: evidenze di infezione al sistema nervoso

Sintomi più frequenti di Covid-19

La malattia Covid-19 non è legata soltanto alle vie aeree e alla polmonite, ma colpisce anche altri organi, tra i quali, come vedremo in questo articolo, il sistema nervoso.

Sappiamo che i sintomi più comuni di COVID-19 sono legati alle vie respiratorie. Si possono verificare tosse, febbre, malessere generale, affaticamento e debolezza nel più dei casi, mentre dispnea e polmoniti si osservano nei casi severi.

Ci sono anche altri sintomi più rari e meno enfatizzati, come la perdita dell’olfatto e la congiuntivite che abbiamo trattato altrove.

La maggior parte dei coronavirus finora conosciuti presenta una struttura fisica ed un meccanismo di infezione molto simile, perciò quanto studiato in precedenza per altri di questi virus potrebbe essere applicabile anche a SARS-CoV-2.

Ci sono sempre più prove che dimostrano come i coronavirus, in generale, non sempre rimangono confinati nelle vie respiratorie. Quel che si è visto, studiando in particolare SARS-CoV e MERS-CoV, virus molto simili al SARS-CoV-2, è che possono invadere il sistema nervoso centrale inducendo infezioni neurologiche.

È stato riportato, infatti, che alcuni pazienti positivi a SARS-CoV-2 hanno mostrato segni neurologici come mal di testa (circa l’8%), nausea e vomito (1%). Studi precedenti hanno dimostrato che COVID-19 può colpire vari organi, tra cui reni, fegato e cuore, e infine il sistema nervoso centrale.

 

Casi di infezione da Covid-19 nel Sistema Nervoso

Il primo caso segnalato di infezione del sistema nervoso da parte del Coronavirus risale a due mesi fa circa. Un team di medici cinesi ha dichiarato di aver rilevato tracce del virus SARS-CoV-2 nel liquido cerebrospinale di un paziente di 56 anni. Ricoverato nel reparto di terapia intensiva, l’uomo aveva iniziato a manifestare sintomi associati ad un calo dello stato di coscienza e l’assenza di risposta ai trattamenti. È stato quindi effettuato il sequenziamento genico su campioni del liquido cerebrospinale, che ha diagnosticato una encefalite e rivelato la presenza del Coronavirus. Dopo il trattamento dell’encefalite virale, i sintomi neurologici del paziente sono gradualmente scomparsi e la sua dimissione è avvenuta nel giro di una settimana. Liu Jingyuan, direttore del reparto di terapia intensiva dell’ospedale, nonché medico curante dell’uomo, ha suggerito di effettuare analisi sul liquido cerebrospinale dei pazienti che mostrino sintomi neurologici per evitare diagnosi tardive e ridurre ulteriormente il tasso di mortalità.

Da allora sono state condotte ulteriori analisi che hanno confermato che la diffusione del Coronavirus nell’organismo è molto più ampia di quanto non si potesse inizialmente immaginare.

 

Significato potenziale dell’infezione da Covid-19 nel Sistema Nervoso

Se l’entrata di SARS-CoV-2 nel sistema nervoso centrale gioca un ruolo nello sviluppo di insufficienza respiratoria, l’uso della mascherina potrebbe risultare il modo più efficace per proteggerci da questa eventualità. Questo perché l’entrata del virus nelle vie intranasali permetterebbe, attraverso i nervi olfattivi, la trasmissione del virus all’interno del sistema nervoso centrale e, successivamente, in alcune aree cerebrali specifiche tra cui talamo e tronco encefalico.

Potremmo aspettarci che i pazienti che vengono infettati per via orale, facciale e congiuntivale presentino sintomi più lievi rispetto a quelli che hanno contratto la malattia per via intranasale.

Questa nuova evidenza potrebbe anche spiegare parzialmente perché alcuni pazienti sviluppano insufficienza respiratoria, mentre altri non lo fanno. 

 

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

 

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Bibliografia:

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