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West Nile Virus? Niente panico!

Estate non significa solo vacanze, mare e spensieratezza ma anche caldo, temporali improvvisi e… zanzare! Queste ultime, oltre a diventare nostre fastidiose coinquiline nel periodo estivo, possono rendersi responsabili della trasmissione di malattie, tra cui la Febbre del Nilo Occidentale (o West Nile Disease), di cui abbiamo fatto conoscenza negli ultimi anni, spesso in toni eccessivamente allarmistici.

Ma fa davvero così paura? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

 

Le origini della malattia
La malattia “Febbre del Nilo Occidentale” è provocata dal virus “West Nile” (abbreviato in Wnv), rinvenuto per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto che porta lo stesso nome. Il virus infetta comunemente gli uccelli servatici che non si ammalano e fungono quindi da serbatoi per la malattia.  L’ospite indesiderato viene poi trasmesso dalle zanzare ad altri serbatoi (soprattutto equini ma anche cani e gatti). L’uomo, in questo ciclo, è un ospite accidentale che acquisisce la malattia tramite la puntura delle zanzare (ma attenzione, non la zanzara tigre o chissà quale specie esotica, la responsabile è la zanzara comune, Culex pipiens per gli amici, proprio quella a cui piace tenerci compagnia durante la notte).
Ci si può infettare, anche se molto più raramente, attraverso trasfusioni o trapianti d’organo ed è inoltre descritta la trasmissione in gravidanza dalla madre al feto. Non è invece possibile la trasmissione da persona a persona mediante le punture di zanzara e non esiste alcun rapporto tra la maggiore diffusione della malattia registrata negli ultimi e i flussi migratori, vediamo perché.

Il virus responsabile della malattia è stato isolato per la prima volta in Europa nel 1958, ed è il Flavivirus (il genere al quale appartiene) più diffuso al mondo. Esiste anche un virus simile, chiamato Usuntu (USUV), appartenente allo stesso genere e osservato in Europa per la prima volta nel 1996, con un tasso di mortalità significativa tra le popolazioni di alcune specie di uccelli in Italia e successivamente in Austria ed altri paesi europei. Usuntu ha però un impatto minore sull’uomo, con poche e limitate segnalazioni in Emilia Romagna.
Verosimilmente il virus è stato portato in Europa da uccelli migratori ed, in alcune zone, ha trovato le condizioni ideali di clima ed umidità per la sua diffusione.Il primo focolaio di infezione documentato in Italia è del 1998 in Toscana ove si sono verificati 14 casi negli equini. La malattia è stata nuovamente registrata nel 2008 nella zona del delta del Po, e ha coinvolto il Veneto, l’Emilia-Romagna, e la Lombardia. In quell’occasione sono stati nove i casi segnalati nell’uomo. Dal 2011 il Ministero della Salute ha attivato il piano di sorveglianza per la malattia (4)

 

Di che numeri stiamo parlando?

Secondo le stime più aggiornate, in Italia, a partire dal giugno scorso e fino ad metà agosto 2018 sono stati individuati 125 casi di confermati di infezione e vi sono stati quattro decessi. Le forme letali di malattia si sono avute in persone in cui erano presenti delle condizioni di salute già compromesse da altre patologie.

Le province nelle quali sono state confermate infezioni umane da Virus West Nile sono quelle di Bologna, Modena e Ferrara in Emilia-Romagna, Padova, Verona, Vicenza, Rovigo e Milano. (5)

Se confrontati con i dati dello scorso anno, quelli attuali mostrano un netto aumento dei casi, tanto che si può parlare di endemia.

Leggendo i dati in maniera acritica si potrebbe pensare che ci sia in atto una vera e propria emergenza e da qui farsi prendere dal panico.

 

Ma è davvero così pericoloso?

NO!

Nella maggior parte dei casi l’infezione è addirittura asintomatica!

Il periodo di incubazione varia tra 2 e 14 giorni, ma può essere anche anche più lungo nei soggetti immunocompromessi.

Nel caso vi siano sintomi, e ciò accade in circa il 10% delle persone, questi sono lievi ed in genere sono simili a quelli di una comune influenza, con febbre, mal di testa, nausea e vomito, ingrossamento dei linfonodi, esantema cutaneo. In genere questi fastidi regrediscono in pochi giorni. Nei bambini il quadro può essere anche più leggero, mentre può diventare impegnativo nelle persone anziane o con altre malattie croniche come diabete, tumori, BPCO ecc.

In genere, però, i sintomi più gravi sono davvero rari (all’incirca 1 caso su 150), e comprendono febbre alta, mal di testa intenso, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi della vista, assopimento, convulsioni, fino ad arrivare alla paralisi e al coma. Nei casi più gravi (1 su 1000) si può sviluppare un’encefalite letale.

 

Come posso sapere se ho contratto il virus?

Il sospetto può venire in caso si manifestino dei sintomi di tipo influenzale in estate e vi siano state punture da una o più zanzare comuni. In questo caso in dubbio ci si può rivolgere al proprio medico. Egli, in caso nutra il sospetto una malattia da Virus del Nilo Occidentale può far eseguire dei test di laboratorio su siero o su liquido cerebrospinale alla fine di ricercare gli anticorpi. Va ricordato però che quest’ultimi possono persistere fino a 1 anno nel nostro corpo e che quindi la positività può indicare un’infezione passata.

 

Posso difendermi dall’infezione?

Attualmente non esistono vaccini per la West Nile Disease anche se sono allo studio. La misura migliore che possiamo adottare per evitare la spiacevole conoscenza con il virus West Nile è prevenire le punture di zanzara, adottando tutti quegli accorgimenti utili di cui parleremo a breve su questo blog e di cui riportiamo di seguito un breve vademecum:

  • Applicare zanzariere alle finestre
  • Utilizzare repellenti cutanei
  • Utilizzare abiti a maniche lunghe e strette e pantaloni lunghi quando si è all’aperto
  • Ricordarsi di svuotare frequentemente i vasi di fiori, i sottovasi e qualsiasi recipiente ove possa ristagnare dell’acqua.
  • Cambiare spesso l’acqua nelle ciotole dei nostri amici a quattro zampe

 

Dobbiamo quindi averne paura?

Direi proprio di no!

Se si seguono poche regole ed accorgimenti, è raro contrarre il virus e nella maggior parte dei casi si tratta di una malattia lieve e di breve durata. In qualche caso, che riguarda perlopiù anziani e persone con altre patologie importanti, sarà necessario il ricovero in ospedale per la sorveglianza e le cure del caso.

In tutti i casi, niente panico!

 

Bibliografia
  • Foto del virus Zyka: By Manuel Almagro Rivas – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=47941048
  • (1) Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità.
  • (2) Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu -2017
  • (3) Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (laboratorio di referenza Oie per la febbre West Nile)
  • (4) Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento alla Chikungunya, Dengue e West Nile Disease – 2013
  • (5) Rapporto n. 7 del 09/08/2018