Il tampone faringeo: che cos’è e come funziona

Il tampone faringeo: che cos’è e come funziona

Il tampone faringeo è una procedura di tipo medico che serve per compiere delle analisi riguardo i patogeni.

Il momento storico attuale sta portando all’attenzione dei media argomenti come questo, che raramente vengono trattati. In questo periodo infatti si sente spesso parlare del tampone faringeo, utilizzato per diagnosticare la presenza o meno di virus: attualmente i fari sono puntati su SARS-CoV-2, il Coronavirus che sta occupando testate giornalistiche, programmi televisivi e social network.

A cosa serve questo test?

Come funziona? Su quali soggetti è consigliabile effettuarlo?

Andiamo a scoprirlo passo passo.

Cos’è il tampone faringeo?

Si tratta di un test che prevede il prelievo e la successiva analisi di un campione di materiale biologico all’interno del cavo orale, nella fattispecie la faringe. Nello specifico, quello che si va a raccogliere è una piccola porzione di mucosa.

Il tampone faringeo non è da confondere, dunque, con i tipi di tamponi destinati ad altro uso: nasali, oculari, auricolari, rettali, vaginali etc.

Analizzando il materiale prelevato dal cavo orale, è quindi possibile rilevare l’eventuale presenza di microrganismi infettivi specifici, come il Coronavirus SARS-CoV-2, o ad ampio spettro.

Quando è consigliabile effettuarlo?

Il tampone faringeo è prescritto e svolto dal medico. Egli di norma lo suggerisce qualora si avverta un malessere o un dolore persistente che interessa la gola, con presenza di tosse. Inoltre, fattori quali febbre, dolori muscolari ed articolari, brividi di freddo, perdita di appetito e malessere generale sono tutti motivi per cui può essere consigliabile fare questo test.

Scoprendo la natura del microrganismo che infetta l’ospite, infatti, è molto più semplice capire come trattarlo a livello farmacologico.

Per elencare alcuni esempi di microrganismi infettivi, il tampone faringeo viene effettuato comunemente in caso di sospetta presenza di  Streptococco Beta-emolitico di gruppo A, pertosse, difterite e Staphylococcus aureus. Recentemente è venuto alla ribalta per via del suo possibile impiego per svolgere dei test microbiologici per il SARS-CoV-2,

 

tosse

Come si effettua il tampone faringeo?

La procedura da seguire quando si effettua un tampone faringeo è la seguente.

Il paziente apre la bocca ed il medico aiuta l’abbassamento della lingua con uno strumento sterile che prende proprio il nome di “abbassalingua”. Per intenderci, questo oggetto somiglia molto agli stecchi dei gelati.

A questo punto può avvenire il prelievo del materiale da mucosa: per mezzo di un bastoncino cotonato molto simile ai cotton fioc, l’operatore sanitario deve sfregare delicatamente le tonsille e la faringe posteriore, luoghi in cui si annidano più abbondantemente i microrganismi infettivi.

In questa fase è importante evitare di toccare lingua e denti, che possono ospitare altri microrganismi non di interesse.

Il tampone, impregnato di cellule ed essudato, viene riposto in un gel all’interno dell’apposito contenitore, anch’esso sterile, ed inviato ad un laboratorio di analisi ad una temperatura di 4°C.

 

laboratorio

 

A questo punto il campione subisce una serie di processi che determinano l’eventuale carica virale o batterica presente nella secrezione.

Ciò può avvenire in due modi: per reazione con un reagente specifico per un determinato patogeno, o previa coltura cellulare.

Nel primo caso i risultati sono disponibili nel giro di poche ore, nel secondo bisognerà attendere qualche giorno.

Nel caso specifico del Coronavirus SARS-CoV-2, per una risposta occorre un tempo variabile tra le 3 e le 6 ore. Ecco qui ulteriori informazioni riguardo il test diagnostico di laboratorio:

 

 

Attenzione tentativi di truffa associati ai tamponi a domicilio

In questo momento di grande incertezza e paura, non manca chi tenta di approfittarsi della fetta di popolazione più indifesa. È il caso del Piemonte (ma non solo) che in una notizia diffusa da ANSA vede protagonista la provincia di Torino. Qui, alcuni finti operatori della Croce Rossa avrebbero telefonato ad anziani affermando di star effettuando tamponi faringei a domicilio per l’emergenza Coronavirus. In realtà, cercano una scusa per introdursi in casa di soggetti indifesi e raggirarli.

La nostra raccomandazione è quella di informarsi solo da fonti ufficiali, per minimizzare sia il rischio di truffa sia le notizie false.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

 

Fonti:

 

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Daniela Pastore

    Buongiorno Marco , sono ex infermiera di sala op.orl .ci conosciamo.
    Volevo sapere se e il caso di fare il tampone: non ho febbre , mi sveglio con occhi che bruciano tipico congiuntivite, tanti dolori alle ossa e forte mal di testa, mi sento uno straccio.
    Nei mesi di ottobre , novembre, dicembre gennaio, ero spesso a Teolo , a Praglia e altre zone dei colli Euganei, osp.di Padova e Vicenza.insomma nella zona bollino rosso del virus..sono preoccupata.
    Aspetto tuo consiglio , grazie.

    1. Diamo una risposta generale che vale anche per te: i tamponi vengono fatti non tanto per un motivo clinico, cioè non è che il trattamento dell’individuo cambia una volta che sappiamo che ha il Coronavirus, quanto piuttosto per motivo epidemiologico, ovvero per capire quanti infetti ci sono, dove sono, eccetera, insomma per “imparare” dal virus e per isolare le persone stesse perchè una volta infette non siano in grado di trasmettere a loro volta il virus. A livello personale decidere di fare il tampone non cambia molto, se non si è a rischio di infettare molte persone andando al lavoro eccetera. La sintomatologia può essere di tipo influenzale, ma è impossibile distinguere tra influenza e Coronavirus.

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