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Poliomielite

La poliomielite, anche chiamata “polio” o “paralisi infantile”, è una malattia infettiva virale altamente contagiosa, che colpisce il sistema nervoso e causa una paralisi muscolare permanente o temporanea, difficoltà respiratorie e altri problemi di salute.

Grazie alla vaccinazione di massa, la poliomielite è diventata una malattia rara in gran parte del mondo, ma nelle aree con difficile accesso alle cure mediche costituisce ancora un grave problema di salute pubblica.

Vediamone caratteristiche, sintomi e trattamenti nei paragrafi seguenti.

 

Epidemiologia della poliomielite

La poliomielite è stata a lungo una delle malattie infettive più temute al mondo, in grado di causare epidemie su vasta scala, provocando disabilità permanenti e, nei casi più gravi, la morte.

L’incidenza della polio è diminuita drasticamente negli ultimi decenni grazie a una campagna di vaccinazione globale iniziata negli anni ’50 e che ha coinvolto miliardi di persone.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato nel 1988 che la poliomielite sarebbe stata eradicata entro il 2000. Tuttavia, nonostante gli sforzi, la malattia è ancora presente in alcuni Paesi in forma endemica, come Afghanistan, Pakistan e Nigeria. In queste regioni la polio costituisce un grave problema di salute pubblica a causa di conflitti armati, instabilità politica e difficile accesso alle cure mediche.

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Inoltre, a seguito di viaggi internazionali, si sono verificati casi di poliomielite importati in Paesi dove la malattia era stata eliminata.

 

Eziologia della poliomielite

La poliomielite è causata dal poliovirus, un virus a RNA che appartiene alla famiglia dei Picornaviridae. Esistono tre sierotipi di poliovirus che possono causare la malattia: P1, P2 e P3.

Il poliovirus si trasmette attraverso il contatto diretto con le feci o le secrezioni orali di una persona infetta. Entra nel corpo dalla bocca, si replica nell’intestino e si diffonde attraverso il sangue e il sistema linfatico. In alcuni casi può invadere il sistema nervoso centrale, causando una lesione alle cellule motorie nel midollo spinale, nel tronco cerebrale o nella corteccia.

L’incubazione della poliomielite può durare dai 3 a 35 giorni, ma nella maggior parte dei casi si manifesta tra i 7 e i 14 giorni.

 

Sintomatologia della poliomielite

La maggior parte delle persone infette dal poliovirus non presenta alcun sintomo o ha solo sintomi lievi e transitori, come febbre, mal di testa, mal di gola e nausea. In questo caso si parla di poliomielite asintomatica o poliomielite non paralitica.

Nell’1% dei casi invece la polio può causare una paralisi muscolare permanente o temporanea, difficoltà respiratorie e altri problemi di salute. Questa forma è nota come poliomielite paralitica. Può manifestarsi in diversi modi a seconda dell’area del corpo interessata, colpendo un solo arto, un gruppo di muscoli o tutto il corpo.

La maggior parte delle persone che sviluppano questa forma manifesta debolezza, dolore muscolare e febbre. Questi sintomi possono essere accompagnati da una paralisi graduale che insorge in poche ore o giorni e che può essere temporanea o permanente, anche se spesso i muscoli interessati si riprendono completamente nel corso del tempo.

La paralisi può colpire i muscoli respiratori, causando complicazioni respiratorie gravi o addirittura letali.

 

Diagnosi della poliomielite

La diagnosi di poliomielite si basa sull’osservazione dei sintomi e sul risultato degli esami di laboratorio prescritti dal medico. Una prima diagnosi preliminare può essere ricavata grazie a una visita pediatrica o a una consulenza dal proprio medico di base, così che vengano prescritti esami specifici per confermare i sospetti di polio.

Vediamo quali sono le fasi che costituiscono la diagnosi della malattia.

Anamnesi

L’anamnesi della poliomielite consiste nell’analisi delle informazioni raccolte sulla storia clinica del paziente e la sua eventuale esposizione al poliovirus dovuto al contatto con persone infette.

Il medico si informerà sui sintomi sperimentati dal paziente, i luoghi in cui ha soggiornato recentemente e lo stile di vita condotto.

Inoltre il paziente dovrà riferire al medico l’eventuale presenza di altre malattie o condizioni che potrebbero aumentare le complicazioni in caso di poliomielite conclamata.

Esame obiettivo

L’esame obiettivo per la poliomielite è un esame fisico eseguito dal medico per verificare la presenza di segni della malattia e valutare il grado di compromissione del sistema nervoso e muscolare. In particolare il medico può concentrarsi sulla valutazione di:

  • forza muscolare, chiedendo al paziente di effettuare determinati movimenti e di resistere alla pressione;
  • riflessi, poiché se anormali possono essere un segno di compromissione del sistema nervoso;
  • sensibilità del paziente al tatto, alla pressione e alle vibrazioni, la cui perdita può essere un segno di danno ai nervi;
  • funzione motoria;
  • respirazione.

Esami diagnostici

Nel caso della poliomielite gli esami di laboratorio servono per rilevare il poliovirus nelle feci o nel sangue, mentre gli esami strumentali per valutare il grado di compromissione del sistema nervoso e muscolare.

Tra i più utilizzati si trovano:

  • Colture virali: eseguite coltivando campioni di sangue o feci in un terreno di coltura per far crescere eventuali virus presenti.
  • Reazione a catena della polimerasi: un test di laboratorio utilizzato per amplificare il materiale genetico del poliovirus presente nel campione di sangue o feci del paziente.
  • Esami diagnostici per immagini: tra questi troviamo la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica, utili a valutare il grado di compromissione del sistema nervoso centrale e identificare eventuali lesioni o danni ai tessuti nervosi.
  • Elettromiografia: per valutare la funzione muscolare e la conduzione nervosa.
  • Spirometria: per valutare la funzione respiratoria.

 

Diagnosi differenziale di poliomielite

La diagnosi differenziale della poliomielite mira a distinguere questa malattia da altre condizioni mediche che presentano sintomi simili, quali:

  • Infezioni virali: tra cui influenza, herpes zoster, meningite virale, encefalite virale.
  • Sclerosi multipla: una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale e provoca debolezza muscolare, problemi di equilibrio e difficoltà di movimento.
  • Malattie neuromuscolari: come miastenia gravis e distrofia muscolare.
  • Lesioni spinali: possono causare paralisi e debolezza muscolare.
  • Paralisi cerebrale: una condizione che può causare problemi di movimento e di coordinazione muscolare.
  • Tumori cerebrali.

 

Trattamenti per la poliomielite

Attualmente non esiste una cura specifica per la poliomielite, ma esistono trattamenti che possono alleviare i sintomi e prevenire complicazioni.

Supporto respiratorio

Il supporto respiratorio può assumere diverse forme, a seconda delle esigenze del paziente:

  • Ventilazione meccanica: in caso di difficoltà respiratorie dovute a poliomielite paralitica, viene fornita assistenza respiratoria attraverso un tubo inserito nella trachea o attraverso una maschera facciale.
  • Terapia dell’ossigeno: con l’ausilio di una maschera facciale o di un catetere nasale, viene fornito al paziente ossigeno supplementare per migliorare la respirazione.
  • Aspirazione: una tecnica utilizzata per rimuovere il muco o le secrezioni dalle vie respiratorie.
  • Posizionamento del paziente: il paziente può essere posizionato in modo che la testa e il torace siano leggermente sollevati, così da facilitare la respirazione.
  • Terapia respiratoria: può essere utilizzata per migliorare la funzione polmonare e prevenire le complicazioni. Può includere esercizi respiratori, la somministrazione di aerosol o l’utilizzo di dispositivi meccanici.

In alcuni casi può essere necessario l’utilizzo di supporto respiratorio a lungo termine, come un ventilatore o una tracheostomia, che consiste nell’apertura di una via aerea artificiale nella trachea.

Fisioterapia

La fisioterapia è una forma di trattamento che, attraverso esercizi fisici seguiti da un fisioterapista, terapia manuale e altre tecniche, aiuta a ripristinare la funzione muscolare, migliorare la mobilità e ridurre il dolore. Le tecniche più utilizzate per la poliomielite sono:

  • esercizi di rafforzamento muscolare;
  • terapia occupazionale, che può aiutare il paziente a migliorare la capacità di svolgere le attività quotidiane tramite esercizi di coordinazione motoria e l’utilizzo di dispositivi assistivi;
  • riabilitazione del movimento attraverso stretching, esercizi di equilibrio e la pratica di camminata assistita;
  • massaggi;
  • elettrostimolazione, per migliorare la funzione muscolare e prevenire l’atrofia;
  • utilizzo di dispositivi ortopedici, come ortesi o protesi, per aiutare il paziente a mantenere la funzione muscolare e la mobilità.

Terapia farmacologica

La poliomielite può causare dolori muscolari e infiammazioni che possono essere alleviati con farmaci antidolorifici, tra cui:

  • analgesici per il dolore lieve o moderato (paracetamolo e ibuprofene);
  • oppioidi per alleviare il dolore grave (morfina, fentanyl e ossicodone);
  • corticosteroidi per ridurre l’infiammazione (prednisone e metilprednisolone);
  • antispastici per ridurre la spasticità muscolare (baclofene e tizanidina);
  • antidepressivi per il dolore cronico (amitriptilina e duloxetina).

Supporto nutrizionale

La poliomielite può causare difficoltà nell’alimentazione ed è necessario garantire che il paziente riceva una nutrizione adeguata, attraverso:

  • Nutrizione enterale: una forma di supporto nutrizionale che consiste nell’utilizzo di un tubo inserito attraverso il naso o la bocca fino allo stomaco o all’intestino tenue. Si ricorre alla nutrizione enterale se il paziente non è in grado di mangiare o digerire gli alimenti.
  • Nutrizione parenterale consiste nell’infusione di nutrienti direttamente nel flusso sanguigno. Può essere utilizzata se il paziente non è in grado di digerire o assorbire nutrienti attraverso il tratto gastrointestinale.

Prevenzione contro la poliomielite

La vaccinazione è un metodo di prevenzione fondamentale per la poliomielite. Esistono due tipi di vaccini per il poliovirus:

  • Vaccino inattivato della poliomielite (IPV): contiene virus della polio uccisi. Viene somministrato con iniezione in più dosi a 2, 4 e 6 mesi di età, con un richiamo tra i 4 e i 6 anni e fornisce una protezione contro tutte e tre le forme del poliovirus (P1, P2 e P3).
  • Vaccino orale della poliomielite (OPV): contiene invece una forma del virus vivo e attenuato. Viene somministrato per via orale in più dosi e fornisce la stessa protezione completa.

Esistono inoltre diverse misure preventive che possono essere adottate per evitare o contenere il contagio da poliomielite, come:

  • mantenere una buona igiene personale, lavando le mani regolarmente con acqua e sapone;
  • controllo degli insetti, in quanto la poliomielite può essere trasmessa da zanzare e altri insetti infestanti;
  • controllo delle acque, data la trasmissibilità del virus attraverso l’acqua contaminata;
  • evitare il contatto con persone malate.

 

Poliomielite: punti essenziali

La poliomielite è una malattia virale causata dal poliovirus che può comportare diverse complicazioni gravi, tra cui paralisi temporanea o permanente.

Sebbene sia stata eradicata in diversi Paesi grazie alla vaccinazione, la malattia è ancora presente in alcune parti del mondo.

La prevenzione è fondamentale per evitare la diffusione del virus e la vaccinazione è la forma più efficace, anche se purtroppo non tutti vi hanno ancora accesso. Tuttavia con una buona igiene personale e l’osservazione di alcune abitudini sane, la propagazione della polio può essere evitata o quanto meno controllata.