Covid-19: le stime ufficiali del contagio in Italia

Covid-19: le stime ufficiali del contagio in Italia

Covid-19: le stime ufficiali del contagio in Italia

In questo articolo facciamo luce sulle stime ufficiali del contagio da Covid-19 in Italia. I dati ufficiali dei contagiati sono stati di recente rivisti al rialzo? Lo verifichiamo insieme.

 

I dubbi iniziali sui dati ufficiali

Man mano che osservavamo l’andamento dei dati in Italia abbiamo inizialmente elaborato un modello matematico per la previsione dei contagi. Il modello prevedeva per fine marzo il collasso delle terapie intensive italiane, con la necessità di un aumento consistente dei posti letto per fronteggiare l’emergenza, evento che è puntualmente accaduto. Abbiamo poi cominciato a fare confronti con i dati degli altri stati del mondo e contemporaneamente a sorprenderci per l’elevata letalità, molto più alta delle iniziali previsioni dell’OMS.

Infine ci siamo chiesti se i dati risultavano ancora attendibili, alla luce di queste osservazioni, se il virus stesse mutando, per via dell’elevata letalità in Lombardiaquale potesse essere il reale numero dei contagiati in Italia.

 

La nostra previsione

Verso fine marzo diventava sempre più evidente che i dati dei pazienti positivi al virus rilevati non potessero rispecchiare l’esattezza delle persone che avessero avuto un’infezione da parte del virus. Vari istituti di ricerca, come l‘Imperial College di Londra, avevano rivisto al rialzo le previsioni, tanto da stimare il dato dei contagiati in Italia attorno ai 6 milioni!

Anche noi abbiamo fatto una stima del numero reale dei contagiati in Italia. Il nostro calcolo teneva conto di:

  • stime iniziali di letalità formulate dall’OMS a inizio epidemia,
  • dati di mortalità effettivi eccedenti la mortalità standard degli ultimi anni in alcuni comuni.

Per contagiati non si intende soltanto i soggetti sintomatici. Contagiati significa soggetti che:

  • hanno un’INFEZIONE IN ATTO con sintomi tradizionali o sintomi più sfumati;
  • hanno avuto un’INFEZIONE e ne sono guariti, o
  • si sono incontrati col virus e ne hanno conseguito immunità. Quello che accomuna questi soggetti è di avere già avuto contatto con il virus e di averlo in qualche misura superato.

 

Scarsa quantità e scarsa sensibilità dei tamponi

Come è possibile che avvenga una discrepanza importante tra il numero dei contagiati misurato e quello ipotizzato? La risposta va ricercata nella relativa scarsa quantità di tamponi effettuati rispetto al reale numero dei contagiati e alla loro scarsa sensibilità.

Ricordiamo che verosimilmente i tamponi hanno una sensibilità attorno all’80% sui malati critici con sintomi in atto, 60% sui malati accertati (dato dello studio cinese), probabilmente molto più ridotto sui soggetti asintomatici o paucisintomatici, dove la carica virale è inferiore. Le ragioni di questa scarsa sensibilità sarebbero da ricercarsi sia negli errori di campionamento sia nell’esiguità temporale della finestra utile per trovare la positività del virus in sede.

 

L’avvento dei test anticorpali

Il recente avvento dei test anticorpali ha aperto nuove prospettive. I test per gli anticorpi attestano l’avvenuto contatto e/o contagio, col virus. Sono dei test potenzialmente promettenti: fanno una fotografia del contagio avvenuto nella popolazione e non solo delle persone in cui il virus è presente in questo preciso momento, come accade coi tamponi. Il problema dei test anticorpali è relativo all’affidabilità del metodo utilizzato.

Tuttavia, se dovessimo tenere per buoni i risultati dei test anticorpali finora messi online, il quadro sarebbe clamoroso.

A Ortisei il numero delle persone con anticorpi per il Coronavirus è 49% (1).

Ad Alzano e a Nembro, i comuni lombardi più colpiti, pare che il 60% della popolazione si sia già immunizzata contro il virus (2).

 

Le stime dell’Istituto Superiore di Sanità

Ci sono dei dati ufficiali di stima dei contagiati da parte dell’Istituto Superiore di Sanità? Non abbiamo conoscenza di stime ufficiali dell’ISS. Tuttavia qualche giorno fa abbiamo appreso che le decisioni sulla riapertura e la “fase 2” da parte del governo hanno avuto un’impostazione sulla base delle indicazioni del collegio di esperti tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità. Le loro previsioni sono raccolte in un documento che è stato diffuso ufficialmente. Nel documento, per eseguire le previsioni, sono riportate le stime della quantità dei soggetti immuni, regione per regione.

Riportando la percentuale stimata nella tabella per la popolazione stessa, possiamo calcolare quanti siano i soggetti immuni in Italia:

Conclusione: le stime ufficiali del contagio da Covid-19 in Italia

La stima ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità riguardo il numero degli infetti in Italia è di 1 milione e 900 mila persone, che corrisponde al 3% della popolazione italiana, con proporzioni differenti regione per regione.

 

Med4Care Marco De Nardin

Dott. Marco De Nardin

 

 

Per approfondire:

 

 

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